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4 a wefima, che € quello, che dicena lz condan- fata; mach fuppoocndo, che quefta confue. tudine obbligi.i per fe , diciamo , che per acci- edens fono liberi da queft’obbligo i Crikiani ne’ caf qui riferici . | 204. Dico per fefto, che non fi condaona Yaffermare , che fi poffino mangiare nella Qua. -xefimafenza Bolla ova, ¢ lacticinij per caufa di qualche accidentaria infermica: v.g. per effer dannofo alla fznita il pefce: Ne G condanna gampoco Vopinions , che dice , che i Canccri falariati ponvo mangiar cua nella Quarefima fenza Bolla , quando ne hanno di bifogno , per confernare la voce: Vide Dianam part. 1.7 rat. g. vefol. 13. Né fi condanna il dire , che queilo, al quale per priuilegio ¢ permetio maogiar ova, ¢latticinij ,pofla anche mangiar peice , quan- do 6 nonhaona 2 fufficienza , 6 larticinij , per far vm paflo competences. 6 benché né abbia, sglicanfe faftidioi! mangiar fempre d’effi: Sic Azorio part. 1, lib. 7. cap. 0. queft. 5. Quefte Mottrine fono difitrenti dalia propefiziones condannsta , comeconfta dai dccto nel numero precedente, ¢ cosi non tefano qui condan- pate, : wee TR ae a » 205. S'auuerta primieramenre; che, non perché vaaperfona é icufara dal digiuao, po- tra mangiar latticinij ,6 ona , pcerchée fono di- flinci preceeti, quello, che comanda, che fi @igivni, ¢ quello, che proibifce i laccicinij. I Conradini , & altri giornalicri nos fone obbii- gacia digiunare la Quarefima, quando laua- fano, €¢non per quefo ponno mangiar latri- sioij: le Donne grauide, ¢ che allatcano ,nen foco obbligace a digiunare; ¢ 000 per quetto ponno mangiar oua , neé latcicinij , efleade ro- bufte , in fentimento di Diana part. 4. Trateg. refel. 126, _ Sanuerta in {ccondo luogo , che quello , che jo giorno di Quarcfima mangia miolte volee latticinij fenza Bolla , commerte cacti peccaci, uante vole ne maagia , perche !a proibjzione ice mangiar lacticinij ¢ divifibile ; ¢ quaa- pungue fi crafgredi(ce vna volca , non ceffa per guefio I'cbbligo della {ua proibizione ; Vedat gucllo , che diGli nella 1.part.di quefia Prat.T rate 3 Cap. 3. num. 28. pag.67. Propofizione XXXII. Condanoata. Lareflituzione de’ frutti per Commiffianc delle Ove fi pud fupplire gon qualfinoglia limofin a : che per auanti abbia fatto il Beneficiaso de’ frutti del Beneficio. 306. Ella reAituzione , che il B.oth- neficiato. deue farc , quando if4- D lafcia di_reeitace PV fficie Dini- BO, aboiamo parlaco di fopra T rat. 12. 64p. 3 Bul. $6. pag.gna. & in quefio. Tratiato nelle [pite Propofixione XXXIII-Condanmata> ... Jos Lazione della propofixione.2o. perloche folo coe: cherd quicon breuitd il meceflario per Vinrelll-. gcnza di quefta propofizione; E fupponzo, che quello, che ha obbligo di recicare |’ Vficin Divino folo per ragione del! Ordine Sacto, 3 voto , 6 che gode folo pattimonio yd Capella- pia [egaca , oon é obbligato a reRituire; quaa. tunqne pecchi grausmenre , lafciando di reci- tare !'Vfficio Divino. 207. Dico primitramente, quelleictibad- ceua la propofizione 33. condannatae, che il Beneticiaco fodisfaceua all’obbligo dsiarefi- tuzione , che aueua , per aver trala{ciate dire. citare |'Vfficio Diviso , con qualfiuoglia lima- fina, che ananci anena facro de’ frurei del B+ beficio.: Il ches'iarende condannato , quando aucua dato quelte Jimofine ananti dauer tra la(ciaco |'Vflicio'; perché non fi pud fedisfare allobbligo , che non ¢ conerateo: Std fic ett, che il Bsneficiaco auanci di crala(ciarl’Vfficio, non aucua coorratee !' obbligo di refticuires Adunque colle limofine , che auanci di crala, {ciar \’V fficio fece de’ frutei del Beneficio , noa pote fodisfare all’obbligo di reftitwire, che cons trate doppo lafciando di recitar I'Vfficio . 208. Dico per fecondo, che nun fi condzn, oa quiil dire, che il Braeficieto fodisfa all'ob- bligo di, refticuire per’? ommiflioni -del!’Ore colle limofine, che de’ frucei del Beneficio ha facco ,doppo che cralafcid.!’ V ficio'; Sic Lum- bier Tom. 2. nums7$2.. pag ( mibi) 639.¢ coa Prada, Torrecilianums 50. pag. 264. della fe- conda impr¢ ff. ia ragiont ¢, perché la propofi. ziont Coadannaca patlaua generalmence.di cuc- rele limofine facce auaori, feaza diftingdere quelle , che furono, farce auanci!’ommifBoae deli’ Viicio Disino, 6)doppo l’ommiffione: Sed fic ch, che aoi alcri noo parliame-con quefta generalicd, ma Colla retrizione alle li- mofine facce doppo lommiffions dell’ Vflicios Adunque soa fieondanna il dire , che delle li- mofine , che de’ frutci. del. B:neficio fece il Bee neficiato doppo l’ommitlione dell’ Vflicio , fo- disfa all obbligo di reftiruire . rot; Mz s'aunerts , che queito: non antrd luogo, quando ii Beas ficiato-ha animo efprefoodi non © {odisface coa quelle \ligofioe, al fuo ebbligo, ma diconfcruario, per fodisfarle comalcre li- moGne ;.prro., {ce aep, haqueR’acima contra. rio efpreAamence , ma anzj voloacd interpreca- tiua di pagaredl {y> devito con quelielimofine, cioé., che fe gli, adimandatic , fe vorrébbe con guelle limoGne {grapacii dal debito , & obbli- gazione,, tifpoaderebog che. si; in quefto cafo beofi pnd. dire, fone conrranenire aqueta, condzanazionc , che colle, Jimofine, che de frutci del Beachicio fece deppo lommifiones dell’ Vflicio Diuine fifodista is obbligo-di refti- tuire in cucto., 6 io parte rifpeccinamence » {¢- condo i giorni, che ha lafciato direcicatlo .<¢ S Sss {iccondo

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