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rt Bo$ Trattato XVII. Spisgardelle Prapofe. condads Aleffandro vit dellalcros Arqui, quefa. opinione non, per- smecte pigliar danaro per. quefto, ma folo per ‘eerminare Ja caufa d’.vno. avanti dell’ altro: Adunque quefta opinione non reflacondans hata. _ Mas‘anverta , che {¢ la caufa dell’altre fi doe nena fencenziare avanti, che quella di quefto, nen pud il Giudice ricener_danaro , per térmi- nar prima la caufa di quefto , perché farebbe fartorco all’altro: Atqui, faceado coxto all’ altro , non pud il Giudice riceuer danaro , per conchiudere ausntialtra caufa: Aduaqne &c. S'auuerra di p'd , che , fe la caufa del licigaoce, che da il danaro , doneva cerminarf avanti Palere ,né meno potrebbe il Giudice riceuer danaro , per cerminare avanti la {ua caufa, per- ché quefto donrua il Gindice fare aecefsaria- mente ; folo in. cafo , che le due canfe correfse- ro vgnalmence nel. lor corfo, ¢ terminazicne, fi dice, che non fi condanna, che il Giudice polsa riceucre danare, per cerminare prima vna , che!’alira; il-che , quantuoque jo tenghi, che non fia condannato, perd non mi confor- mo a gutta doctrina ;l’vn0, perché nen trovo ticolo giuflo , per il.quale il Giudice 1icena quefto dasaro ;¢ altro, perch que to fareb- be caufa, che i Giudici acciecati dail iocerefie penfafero effer vgualidi cempo I¢ caufe , che per qualche ragioue hanno anceriorica . Propofizione XXVII..Condaonata . Se il libro diqualche Autor moderno, la {ua opi- nione dene anerfi. per probabile, meatre non confi effer riprouata come improbabile dalla Sede Apoftolica. 170. (% Vppoago. primierameoce, che la» “Sy, probabilica , wna ¢ incrinfeca, ¢ I'al- w/ crachrialeca: iacrinfeca ¢ il fondag mento ,¢ ragione, alla quale s'appoggia |'opi-« piones eftrinfeca ¢ l’aucorita dell’ Aucere , 6 Autori , che patrocinano lopinione: |a pro- babilita eftrinfeca dipende dall'intrinfeca ; poi- che {n tanto diamo afenfo all’zucorita de] Dore tere , in quanto Rimiamo , che eperi fondato nella ragiones Alcune opiaioni vi fono piu ficu- re dell’airre , & aleune pid probabili , & alere meno ;il che pud vederfi_ nelle mie Conferenze part. 1. TZrat. 1. Conf. 1. num. 5. 48m, 6. 2um.7. e Confer. 2. num, 4, ¢ Aceh _ 271. Suppongo per fecondo , che ninoa del- le opinioni, che ha condannare la Sede Apo- flolica., pud {eguirGi in cofcienza , quancunque Yabbino infegnate molci, ¢ Claffici Aucori, ¢ benche fpeculacinamence paia fi fendico fopra folidi fendameati, ¢ forti ragioni: Né meno ponno feguirfi quelle opinioni, che i Dorcori ceofurano , ¢ notano comunemente d'improba- bili , quancungne quefto , 6 quell’altro, Aurore . le fiegua. nit alll sou ., 172. Suppengo per rerzo , che accid probabile vn’ opiniont, & ricercano qu: cofe, la prima,che G fondi in ragione {ol € non leggitra: la feconda, che non concea errore: la cerza, che noa fia anciquara' quarca, che non fia condanoata dalla Chit Vedafi Bonacing Tom, 2. di/p, 2» 4..4. pi at mum.t. ‘ q Spppongo per quarto , che. per effer va'g niose probabile , fi ricerce anche, che nony fia contro d'efla ragione conuiacente; perc fe v'é , non fata opinione , ma ¢rrore , come ce Giouaani Sanchez nelle Selet, te ni $.Ma oon perché alcuoo non croai feluzi alla ragione contraria all’epinione , - yu da tenerfi per improbabile .. perché vi farang i fat altri, che con molta facilita ia {cioglieran benché paia ad alcuno irrefcagabile ; \ id tur Thomas Sanchez Wb, 1.. iw Decalog. cap.gy nam. 6. sia 173. Dico primitrameace ¢ Quelloy, cl ceva ld propofizione condannara, era , ¢ Vopinione crousta in qualche libro di qual Axcore mederno , fi doucua giudicare perp babile , quando, non coaftafe effer condanaa dalla $edia Apoftelica: il che con moleiffi ragionefi condauna ; poiché |'efler moderna lAatorenon da all’opinione probabilicd , ma il fondamenco , eragione , colla quale l’opinia o¢ fi proua 56 la dorcrina , ¢ piecd dell'Autor Adunque non perché |’ Aucore moderne abb ftampata l’opinione , ha da giudicarfi per pr babile. Né oftail dire, che, fe fara lecito guirt il deceame de] cal Aucore, quand dimanda a bocca vn configiio , anche {1 rah to {eguire il fae dertame icopreffe; poiché @ lo, ches'imprime, ¢ ftampa, fi pela,epi dera con pid applicazione, per dover com rire alla ceafura de] mondo , che ¢ il fo ndam to, a cui s'zppogegiaua l’epinione condaaa Ma fi rifponde a quefto , che quello; chea ca fi confulca da va’Aurore , lo fa in buont de, ¢non ¢ obbligato cercar Dotcori dig gior nome, per dimandar lore, configiio {appoue , che quello, con cui fi confulea coafiderera bene , pereder folo yncalo,é lo. , che allora gli comunica; ma, come! libre fi {crizono: melce cofe, ¢ cai, em facile , che ia alcuai d'effi non pefi bene lat PAucore s¢ fe.¢ amico di vanica, e G lafciat portare con facilita dalic idee , ¢ mecahilicht {uo ingegno folo, ¢ in pericolo dinonad tacla ia curco: Chi dubica , che porrebbe g fiuoglia {eguire il deccame, che a bocca glit vn gcaad’Agoftino , Juce della Chiefa , Pi ta maggiore dell’erudizione ? E cid noa oft {crifle. queito grauiffimo Dottore alcnne! niowi , che ricraced doppo: Adunque &Ge | » Da qui gindico, che venga conc ”
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