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‘a 490. Trattato XVII. Spiego delle Propoftz.cond.ds Aleffandro VII, flirvire cscti i frurti per integrum , ma folo que)- 232. Dico per cterzo, che, gu 1 4 li , che ¢orrifpondone all’ Vfficio Divino , sfl- & condasni qui Vopigione , cies, he cati » che cotrifpondono alle alire fsci- _neficiato , che vn giorno , dduc , 6 beac che, efercitij, & oneri , che hail Beneficiosco- 00 orte giorni nell’ anne, Jalcia di 1 medifli-nel Tat. 12, citatoy cap. 3.num.57¢ UV fficio Dinino, now € obbligacoa ret MAM 69. PAR. ZUBs perche queRa opinione, wt pares, é dit _Suppongo per quarto, che il Beneficiaco, dalla condannara; ma_cal {entcnza gine he nov dige I Vfficio ne’ primi feimefi.doppo cov ragiong, improbabile Torrecilig me la pofieMlione pacifica del Beneficia,, quancun- — Con {ult Trat. 4. Confult. 10, m 42. in fing, que pecchi morcalmente,woné perdobbligaro Catito Pslao, & alci; perche la Bollag V, conkituifce, & afitgna quello fi dene arefticuire. 2 430. Dico primierameore che i] Beneficiae —ruire per l'ommiffione di ciafcnn giorno anco di ciafchun’Ora, che fi lafcia di reci lan. = Se re = = . — site A tes _to, che per l'ommifione dell'Ore Cagoniche Sees SE ha obbligo di reftitnire i frucci,dene farlo auca- tila fenrenza declaratoria del Giudice; ciod, fenza , che fia neceflario , che il Gindice dichia- ri, che ha abbligo di tcficeuire:¢ l’opinione contraria é il cafo coudannato in quefa pro~ pofizione 29. Erélaragione , perch il Bente ficiato trafcuraca mé) recicare I’ Vficio, ipso fofio contrac queR’obbligo ; ¢ quantunques concedeflimo , che quefte fofle pena deila fua colpa , nov ¢ pero di quelle pene ciuili, che, 6 non ligano in cofcienza , 6 hanno bifogno del, la fentenza per cfeguirfi, ma fara pepa, che Vifteflo colpewole dene efeguire per fe Relie; Aduague &c. L’altro , perché fe fofle necefiaria la fentenza declararoria de) Giudice , mo}ciil shi Beneficiati , che pon: recicano |’ Vflicio , fae rebbero fcufati dall’obbligo di refticuire : per- ché molt lo fanno tanto occulramente , che i} Giudice non ped fapsrlo: Arqui, non f{epea~ doloi} Giudice, n90 pud darfencenza decia- ratoria dell’obbligo di refticvires Adunque , {¢ quefla fentenza declaratoria foffe necefaria, molti Bencficiati, che non recitano |’ VfBcio, farebbero fcalaci dall’ obbligo di reftituires; Adpngve deve dirfi, che fenza efler oeceflaria fentenza declaracoria de} Gindice , é il B ne, ciato cbbligato a reficwire i fructi,,a propor- zione di guello , che nom recica, , 531. Dico per fecondo, che non fi condan- pa I’ opiniove , che giudica probabile Diana Oe 3. Trat. 12. refol. 25. che dice , che l’ob- ligo di reftituire per l’oaimiffione dell’ Vfficio Divino , non wafce dalla virth della ginftizia, sma della Religione , & Vbbidienza ; perche fe nafcefic dalla ginkizia , nen pocrebbe eflere feu- fato dal refticuire il Beneficiaro’, che cralafcia PVfficio Dinino ne primi fei mefi doppo la poticfione del Beneficio: Ma ( quidquid fit de boc) fiproua, che non é¢ condaanata quefta opi- hione ; pérché Ja propofizione condannara {cu- fava dall’obbligo di refticuire avanti la fenten- ze declaratorie del Giudice ; Acquiquefta opis piove oon {cufa dalobbligo di refticuire auane ti la fearenza del Gindice , ma paria dellara. dice ; dalla quale ‘procede’ obbligo di refticui- ret Acuaque quefta opinione non refta con. Genetia, 9 Adunque, efegdo quefto cosi, ‘nen pud luogo il dire, che il Beaehiciato, chef canfa Jegircima lafcia di ricitare alcuno,, cuni giorninel!’anoo, fi {cufa dall'obbii reftitnire quello , che corrifponde all’oman ns di quello , 6 quelli giorai, ae Né meno fi condanoa lopinione , che vederGi in Diana part. 9. Trat. 3. refel. 67, dice, che quello, che recica I'Vfficio Di nellidioma volgare , quantunque pecchiy nemence, pero fodisfa , ¢ confeguearem non ha obbligo di retticuire, perche lopia condzonaca paria di quello, che oon recht queita non paria di quefto ; ma di gnello, recita io jdioma volgare , il che ¢ cofa me differcate: Turco il refto, che fi pi rare per quefta materia dell’Ore| refta gid detco di fopra nel Trgte Cit. : : Propofizione XXi. Condannat: (eae Luello, che ba Capellania collatina, d aleve qu ~ finoglia Beneficio Ecclefiafiicn, fe ten Study , fodisfa al fuo oblige , fe wn ¢ita per lui l ¥ fficio . a a we Pir e ant >t . Se 133.) Vppongo ,che la Capellania eal tiua fi difiogua dalia non collad 6 legata in quefto, che qu lla! ficwifce coo aucorica del Giudice, e pe oh} Vobbligo di dire I'V ficio Dining; ela non latina, 6 Iegaca, s' inftituifce fenza aute dell’Ordinario ,¢ son porca feco l'ebbili direl'Vfficio Diyino. a Suppongo per fecondo, che vi fonoa oneri were perionali, & altri non perfon meri perfonali fono quelli, che haane da disfarfi in propria periona, ¢ non ponnd psraltro terzo,, come il diginno , I'vdir Mi il confefari, comunicarG, recicare &e. petfonali fono quelli, che ponao farf pera cerza , Come il dar limoGua, il celebrar.M &¢. ’ ‘ ; & i 43 13q- Dico ptimicramence, che il Be to occupato ae’ Studij nan fodisfa all’ok b dsll' Vficio Djuino , teccadolo regicare pat aa

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