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Propofizione X. Condannata > che manda alla fede!ca , fe prometcendo a quel- lo, che dal’elemofina , che folo per ini appii- chera la Mefsa, J'applica anche per vn’ alero: laragione é ;perche i] mancare alla promefez ¢ contro Ja virth della fedelca; Sed fic ef, che in quefte cafo fi manca sil2 prome(an -_ Adungue fara concro Ja viren del) f- 68, Dico per cerzo , che fe quefta promeffa fi fa con giuramenco , neo folo fara concro la» vired della fedelta il mancare ad ez , ma anche contro la virt della Religione ; perche la vir- th delia Religione deta che fi cempifcano i voti, i giuramenti , &c, Adnogue offende que- fa vired quello , che non adempifce la promef- fa ginfta facca con giuramento., E natili, che,fe quando s‘¢ fetta queita promeffa , non fi'con animo di fodisfaria , farebbe peccato morrales di fpergiuro, quantnagne alias la maceria fof. fe Ieggicra : Laragions ¢ ; perche il mancares algiuremenco promiflorio la verica di prefea- re, éfpergiuro ,¢peccato martale , quanrnn- que fia fopra materia leggiera : Sd fic ef , che ja verita di prefence ¢ Vincenzione di adempir quello, che @ prometce al tempo, che fi fail giuramento; Adyogne quello, che non ebbe»s jorenzione di fare quello , che promife con giu- ramento, ff fpergiuro , ¢ peccd mortalmenre, quantnogue alias la maceria foffe leggicra , Ma fe quando $'¢ facta |2 promefla d’appli- care la Mefia folo per quello, che diede i'ele- mofina , cbbe intenzione di cosi fare , ¢ doppo fimucé dj voloara ,¢ 20’) fece; fe la macerian fotic leggicra (quale ¢ lo fipendio ordinatio d'eng Mefla nejla fentenga , che riferij di fopra T rat, 22. cap. 4. parts 3. me 376. pag.341. ) non farcbbe peccaco mortale il mancare doppo all’ — adempimenco ds! giuramenco fatto ,in opi- piong prob: bile ; ma fe la materia folie graue, farebbe peccaco mortale i! non adempirlo sla fagione ¢.perche i] maneare Ja verita di facuro ‘Del givramcoro promifiorio, {c ¢ in cola graue, €peccato morcale , ¢ fe leggicra , € probabile, _ the fia folo yeniale; Vide Bafleum Verb. Iura- mentum 4, num, 32 Sed fic eft , chela verica dj foturo del giuramenro promiforio , ¢ l'adem- pimenco reale di cal giurameoto : Aduaques quello, che noo |’adempira , pecchera graue- meoee , fe la materia fard graue ; ¢ leggicrmen« te, (¢ la materia fara leggicra . 69. Dico per quarco , che in quefla propo- fizione no fi condanna il dire , che il Sacerdoce, che promife alla perfona, che is died: l’elemo- fina, ¢ fipendio , che applicherebbe folo per cfla la Mela , poflaapplicare la parte {pecia- liffia del frurco del Sacrificio , che fpecca al Ceicbraare, per fe, 6 per alcra perfona : la ra- gione é , perch¢ quello , che promecce la Meffa achi gli da lo flipendio, folo prometee zpplt- $a per cia quello, ghe deve di giviisiay sd fic et, che qnello, chedené applicar di giuy Rizia, ¢ la parce media, 6 foftanziale del (rate £0, ¢aoaquella, che {perca al aedemo Cele. raate ; Adungue quefta porra applicaria ad va’ altro, quaoruaque abbia promrdo., a chi glida lo Ripendio., di applicariz folo per efor Manon G potrdriceusre alcro Ripeadio per lg parce {pscialiflima corrifpendenceal Sacerdoce, perche quetto refta condaanaco-aella propod- zione * : pron’ Propofizione XU. Condannaca . . 7 peccati tralafciati wella Confeffione, d feordasi per inftare pericolo di morte, d per altra cofa, non abbigmo obbligo di dichiararli nella Coma feffione feguente , 70. Vppongo primieramente , che alcu- ni peccati s'afsoluono, ¢ perdonano nella confeMlone diretccamente , & altri iadirectamence . Direttamence s? afsole uono quei peceati, ch’ efprefsamen:e & cone feiseno,, ereftano diretcamente perdonati, fe ne) penitcnre non ¢ obice , che l'impedifca z ine dircccamente fi perdonano guei peccati, ches: fi lafciano diconfe(gare efprefsamence per {core danza naturale , 6 per alcra caufe giuita , che choonsfti il dimidiare la conisMivne; +.g. quel- lo yche fi confefga in pericolo di morce , ¢ non gli da rempo liofermica di dichiarare cuctii peccatise quello, che auendo cali riferuati, non poreado ricorrere al Superiore , G confers da vo’alero , per iaftargli l’obblige di comuni- carfi , 6 dir Mefsa; 6 quelle, che n00 pud di- chiarare il peccato, d.iuaciccoftanza, perché _ il Confefsore hada venire ig coggnizione del Complice , be : 71, Suppongo per fecondo, chei peccati perdonaci indirectamenrte fi deuono coofefsa+ re, quando vi fia commodita ; ¢ quelli , che fi perdonano direceamente, non v'é obbiigo di confefsarli dopposeche pud efgere, chei eccati non fijao perdonati dirccramente, né adirecramence, ¢ che non vi fia obbligo di con- fefgarli doppo: il che anuicae ocila {eatenzas, che ammecte Szcramenco valido, & informe; {¢ il penicence coafefsa cutci i foi peccati, ¢ per qualche obice ¢ isforme ibSacramenco, che aflicme € valido, a quetto. tale non fi perdona- no pro tuse ipegcati; ¢ cid a0 oftaace a00 ¢ obbligato a confefgarli wn’ alcra volca, ma» tolto l’obice glifaraogo perdonati, ¢riceucrd i] fcuctoa del Sacramento. 72. Dico primicramence, che quello, che. per fcordasza oaturalc lafcia di coatefsar i pets cati , € obbligaco doppo 4 confe(sarii, quasda fe ne ricorda s¢ quello, che per iottargli péti- colo di morte, 6 per akra caula giutta crala- {cid alcuni peccati nella confeffiout, ha of- bligo di cofefgarli di poi, & il dire il cant r
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