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fi | 460 H| vione perfetta ,¢ Valera concrizione imperfccca, t chefi chiama attrizione . a. Contrizione perfecta FR dolor de peccatis affumptns propter Deum fumme dilefium , cum propofito couftendi , er nom peccands de catcro« Contrizione imperferca , 6 actizione , eft dolor |) de peccatis affumptus propter feditatem peccats, vel { timorem inferni, rc. Yoa delle due é nccefiarias i @quaifwoglia delle due bafta per il valoze , ¢ per il fructo del Sacramento della Peniccnza, quantunqne 1a concrizione perfecta fia pin ficue ra» Ma s' avuerea, che I’ aterizione macurale non bafia ; ¢ neceflario , che fia fopranarurale: attrizione naturale ¢ , il dolor de’peccati per gvalche morino paturale : v.g. quello, ch’aucie dolore de’ {uci peccati per l'infamia , che glic ne feguira , 6 perche | hanno privaro della fae nita , roba , 6 alcre cofe cemporali , fi dice, che la fua aterizione € nacurale ; ¢ quefa non ba- fla ,come diffi nella Le patty Tyats 19. nnm.228. Pag. 245+ g. Il, Morini per la Contrizione de'peccatis 3» C . Tutti quelli, che peccano , fono ignoranci , difle , eflendo Geati- le , il Filo fofo: omnis peccans ¢/t ignorans; perché non vj farebbe.al mondo o¢ pur l’ombra del peccato, fe il pecostore riflec- cefle all'immenfa bora, che co'l fuc peccaco offende: !huomy pit) fauio, & accorto , quan: do pecca , G merte nel numero degiii ignoranci, poiché noa confidera chi é quel Dio, che gec- tadivtro le {palle co’l fuo peccare. In quetta taccla ¢ incorfa vs. poiche ha peccato: gran moenteccaggine € ftaca offendere i] Sommo Be- ne; & € forzofa neceffica di {entire le colpes commefte contro yna Macfla coraato ama- bile ° 4. Ha offefo V.S. il {ao Dio, che la cred dal nulla , potendols lafciare nello Raco , doue fo- no rimafte migliaia di creacure poflibili; ¢ la pofe acllo Rato dell’cfiftenza . Noo fi cowcentd Dio difole crearla, aggiuofe yo’ altra grazia fingolare, che fi di farla hnomo dorato di ra giouc, pocendo farla Bruco, aibero,piacca, pie. era terra , verme vile , ¢{chifofo: Ja fece huo- mo, che ¢ fua imagine, capace di goderio eter- pameure : poceua crearia cieca , muta , forda, mouca , ditorme, Rorpiata , fava, ¢ con mill’ altce imperfezzioni ; ¢ la forme pertectiima., € nelle pocenze , € ne'fenfi. Poreua crearla fra Berbari, Geutili., Turchi, 6 Eretici , ¢1a cred fra Cacrolici; poteua privaria di vita, ftaado ancor rinferrata nel veacre di faa Madre, ¢ ic diede vita. » €cempo di riceuere il Santo Sacra- mento del Bactefimo. Le diede la vica, ¢ gli ha conferuaca fin'a quett’ora :3 & in che ¥.S; Trattato XVI. D'altri Stati, eo V fied particol api , Pha impiegace 2 )"ha impiegata in offeaderlo pagare con ingrsticudini canti beneficij, | moltiplicargli inginrie in ricompenza ¢ giazie; poceua la Diuina Sua givftiziaf vendetta , che mericauano i peffimi fata porena , fenza farle alena torto , tt condannata ali inferno , Ma, ob gran pieti bonra di Dio !’ha tolcrata I'ha fotterta fi queft'ora . Repplicana V.S, offsfea Diol compenfa de'fuci beneficij; ¢ rimmento f amore ha ricompenfaro Je {ue offefe con a fanori: Ob’ quanco dene Y.S, fentire Pautr fefo va Dic s} amabile! 5. Noo s'é concentara Ja benignita alt : goore d’aucria folo fofferca , ¢ diffimulaci glia grati fuoi tracti; né folo fi contenté di perdos nar generofo a chi pencito gli chiedec aggiunge il {uo amore maggiori mifericordl chiama il peccacore , quando quefto di lui fcorda : non ha V.S. vedyeo fra l’orride cene e : del {uo peccaco rilampi di luce celefte , ch n. tranano adifingannare i! cieco fuo cuore? Chi penfa foficro quei lateacci della propria co, {cienza ? quei rifalci del {uo incerno , fe non v cidi Dio , che lo chiamana , ae profondo lecargo della colpa? Correva Dic dietro alla {ua anima, quando la fuaan ne fuggiua da Dio: Gridaua Dio alcuore, quar , do il cuore gli ferraua io faccialaporca, per non vdirlo: Infondeug Dio raggidijuce nelig” Spirico , quando lo Spirito voleua winere (epole . co nelle cenebre: Ob’ Bonca infiairatoh Signs quanto é mai grande il voftro amore! Au forfi bifogne , Dio mio, delle creature ?. anzile creature fono guelle, che nong refpirare feoza la Volira Viuiaa aifieoza: ¢ mie duaque difapplicace le creacure si poco ap prtzzano ,¢ ftimano 1g voftra poreaza?F ché non confidsraoo la voftra grandezza;co~ me |’ Onnipocenza voftra pratica ecceill&ali colle creature? Perche fono infiaice Je vofite — mifericordie.Chié dunque quello,che non fe incenfidimamence l'auer offefo si Sanraena ca? "6. Sedefidera V.S, conofcere la grandezea) della Boata di Dio, ponga gli occhi nel San= tiflimo fuo Vaigenico Figlio Giesd Chrifto Si goor Noftro: Confideri , ch’ efleudo mifera- mence perduro i] mondo dal peccato , Ciclo co’! ferro delia colpa, ¢!'laternoa pet ingoiari i peccacori, {chiaur di Sacana difpofe la pieca del Signore d’opporfi at mali,¢ ripacatli; ¢ poceado fario , 6 ¢ naodo graziofamence i peccati, 6 sauiand Angiolo per fodisfare , ‘non fi contearo did fto il fuo amore , volle , che il medemo Fi di Dio veaide in perfoua a ripararci, ¢© merci: Ob’ abiflo di pieca! Per fajuare wai grata créatura, vitat Dio offsfo al a Grand'amore merita i! Ke del Cielo , pet0 ane

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