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Capitolo V1]. De’ Mercauti. © fe , (pecialmente celle lane + il che Gi fa io quefto modo: defidera vn mereante di far vn'impiego in lane, € s'accorda co’Paftori, di pagar loro ranti pefi di lana orto, 6 ditci mefi auzori che fi raccolga ; ¢ gli paga fubico , reftando obbii- gato il Paftoreadar di poia fuo tempo la la- a : Se precifamence per pagare ancicipscamen- tele lane, G@ comprafiero per meno di quello, che vagliono , farebbe contratco ingiufto , co- me dice Villalobos fupra diffic. 7. num. 423 Perd pno giuftificarfi con alcune dclie ragioni , che giro. - 43» Midica, correua V.S. pexicolo di per. dere i! {ao dagzro , 6 di non auere di poi le la- ne ? Perch per caufa di quefio pericoio , pore- ua comprare per canto meno , quaaro fi chi- amafic i} pericolo. - PB. Padre, poco, 6 nivn pericolo v'é di que. flo; perché fono perfone fedeli quelle, colle ali {6 quefti concrazci. C. Ceflaa V-S. alcun lucro, per darantici- -pato queflo danaro? perché anche il iucro cef. dante € di prezzo eflimabile , ¢ ricolo giutto, _per potere, pencanfa defo, vendere pid caro, comprare a pi) buon mercaro, +P. Niun locro m’é ceilaco per quefta cavfa; “perché aucno altro danaro per i mici impieghi, ‘€£negozij. C. Si ritrouavaso molri , che vendeffrro fe dane, O mercanzic , riccuendo anticipaca ia paga? ®. SiPadre . C,, Ey’ crano molti , che compraffero , _-Gando anticipacamente il danaro de! paga-. smento ? © oP. Padre nd , anzi pochi . C. Vno de’ticoli, per i quali le cofe vaglio- ho meno, é, per l'abbondanza de’ vendicori,¢€ paucica de’compratori 3 ficché eflendo molci _quei , che vendeuano Ic lane , 6 mercanzic , per _ ficeuere ildantro , epaga anticipata , ¢ pochi, che le comprafiero & queito modo ;_ per quefto ‘titolo’, ¢ via’ parefi pofia giuftificare il com- _ prare a pid buon patco le lane, ¢ mercanzic, ancicipandone la paga : Vide Cafpeafem Tom. Weliby 2. part. §\ T rat. 2. doc. 7. Villalobos fus pra num. 136 Cid non oftance ia quefto cafo delle lane, Navarro nel A¢anuale cap. 23.0 826 €di conctario parere ; € lo fieguono alc Au- | tori: maquantunque io tenghi per pid ficura » guefta opinione di Navarro, nou ceagho prro » ptr improbabile la conrratia , concorrendoui _ wicuni de'titoli, che ho deteo per la giultifica- » zione della maceria , econrracto : Vedafianch: Diana part, be Trat. 8.:refol. 22. ©. 44+ Pe-Aache: m’accufo Padre, che ho -wenduto pid carole cofe’, che aclla borrega fi ~gomprano aminuro, che quelle, che i com- _prano in groflo. ar oo, Va delle canfe, per le quali fi pnd vea- «eS | 457 dere a maggior prezzo } é, per vender le cofe® miauto : Pictro di Nauarre de ref. Tom. 2, libi 3. CaP. 2, num. 37. ¢ Con la comune , Bonacins Tom. 2. difp. 3. de contrat. 9. 2. pun. 4. uum, 21.¢ fra le alcre ragioni, colle quali quetto pud giufificarfi, vo2 é, che v'é maggior abbon. danza di compratori a miauto , che ia groilo ,e perché pid oe vaano a male al Mer- cance con guefto modo di veadere. : _ Se fia lecico al Mercante cfercitar i! fao Vili- cio, quando gli é occafione profi na di psccas re , contla da quello sé detto di fopra de’ Chi- rurghi, cap. 4. num. 26. CAPITOLO VIii. Dell'V fficio , e Stato de’ Sartie 45. - M’accufo Padre , che ho trattenu. P to alcuoiritagli di cerce veRti, che he fatto. C. vagauzoo a V.S, i Padroni delle vefti la {ua ginfa fatica? ’ P. Padre , molco male f paga ; & in ricom- fa di quello, che Jafciano di datci, ho prefo quefi ricagli. ' C. Affoluramente parlando , peccano con- cro la giuAizia ,con obbligo di retticnire i Sat- ti, che fi ricengono gli auaozi de’ veftimenti, che fauno;¢ folo pontio {enfarfi per vno de’ due ticoli, 6 perché i Pacroni glicli donano,¢fi cohteorano , che fe li ricenghino , 6 io ricome penfa della lor fatica , {¢ non pagano loro quel- lo , che merirano +: E dice con Sanchez ,e Lugo, il] Padre M: ya nelle fue Selet.° Tom, aad Tra. 6. difp. 4. quafte3. num. t.che i Confeffori pote po dar fede, ecredito a’ Sartidi buons cofcied- -g2, che comunemate 2ffermano, che adefil non fi paga fufficiencemente la lor facica , eche go ricompenfa d’efla , fi ritengono gli auanzi: Ec eggiuoge con Lugo, Moya ibid. che quefto *'non folo ha luogo riguardo a’ Sarci Maeftri, ma 2oche riguardo a’ giornalitri, ¢ fuoi lauo- racori; perché , ficomei Padroni delle velti fo- gliono pagar meno a’ Sarri, per penfare , che fi ricengano gli auanzi, cosii Macfri fogliono pagar meno i lauoranci giornalicri per peofare, che fi pigliao qualche ffagmenro: Vedafi an- che Villalobos Tom. 2. Trat. 25. diffic. 14. num. 7- 46. P. Anche m’aceufo Padre, che vna per {ona mi difle, che ie pigliati il paono per va vefico , & il Mercante, alia di cui Boctega ah« dai per comprarlo , ¢fendo veramence cosi, che jo vendeug adicci, me lo diedea noue ,¢ mezzo Ja canna, & io lo contai 4 ditcias quella perfona , tratcenendomi quel mezzo reale , che per ogni canna mi cede il Mere ante. . C, I Mercante lo cedé in atcénzione di V.S, Mam ptt

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