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450 Trattato XV I. Dialtri Stati, ep F fhicij partied ; veglia poreua Hberamente andare colle ricerce, dour gli parena meglio. C. E lo Farmacifta , acui V-S. li mandana, li &ruina di bueni medicament} 3 Ps rs Padre ° C. Grauemente peccano i Medici , che mans vo le ricerte alle Borreghe, nelle quali non canno medicamenti di quella bonra, che é neceflaria , 6. che l’aduleerano , 6 diminnifcono gli Speziali; B cosi non deue fidarfi il Medico di gualfpoglia, né mandar ricerce alla fuas Bottegha . fe non a quella. che fapefiecerca- mente, che é di perfona di buona cofcienza , € perita nella fua arre: Machado wbi fupra , doc, 3 num. 3.0, {elo Farmacifta , doue V.S. in- niaua le ricecce ,¢ra perfona fedele ,¢ che dana buoni medicamenti ,¢ medicine ben farce. non peccaua in inwiar a lui le ricerte per!’ amifta, che con Ini profeflaua , now cMendofi obbiigati ad altri gl'infermi; con quefio , che V.S.non eptrafie con frode , dicendo , che in alere parti fidsuano cattini medicameoti, ¢ folo lida- ua beoni il foo amico , non flando cos} la ve~ rita > 38. P. M’accufo Padre, che alcune vole fon rimatio con qualche fernpolo . dando ligtaza ad alcuni infermj di mangiar carne, ' C. Auveuano neccfficd bafienole , da efierne cifpenfaci? perche, ficcome pecca grauemenre i. Medico, che ftnza canfa da liceaza dimen. gisrg2rne , Odi eon diginnare, 6.vdir Meffa, o nc dite PV fficios cosi anche opera lecita- mente, difpenfando in queftc » bon folo quando lacaufa€ cerca, ma anche quando fi giugica probabile , P, Padre , ordinariamence ho dato licenza, facendo giudizio ptatico, che la neceflica folie baliznce , folo vna volra difpenfai, efiendo dub- iste cela fuflicicoza della necefficd C. Quando la canfa di dor liceaza di mane giar coun? ¢ dubbiofa, {ener con Azorio , Ao} gclo, Refelia, ¢ Silnefire , Fagnadez in 4. pra- cept. Ecclef. lib. &. cap. Ov num3. che ii Medico pon puod dare desta licenza, perche in cafo di dubbio apparricne la difpyofa al Superiore: Al- tri Avcoyi fentcpo, che in quetio calo pud dif- peolanti Medico ; il che ha da. iocenderh, dice Gionapai Saacheg in feletisdi[p. 54+ uum. 9. 1M» res quando ildanno, che fi dubica oc prouc- wita,0 bO ,laiciando di mangiar carac , foile giaue ,¢cale,che fe attvalmenre fi defle, {cy- dcrebbe da mangiar cibi quadrageimali: perd fe i Catuo che dubira pofia auncnize , con folie tanto grape, ¢ fofe tale, che quancus- que de facfo fuccedefe , non icufercbbe da maa- giar cabs quadragelimali, non puo il Medico g@arlicenza di mavgiar carne: la regione ¢i queito ieconde ¢ ; perché ji danno , che aon € raue, nov icufa dal digizso : Adumgue ad wene kulera al cubbie el medemo danag : la Pa (> 7 ragione de' primo é, perché non ¥'e, d'efporre2 faluce 2 ritchio gtauc dip_ Arqui , fe avendo dubbio., che porefie d car molto il cibo quadragefimale, fe non f licenza di margiar caroe, s’efpon j lure a rifchio graue di perder: Adang cafo ,che 6 dubici , che il cibo quadragel pofla recar graue denne alla fatate 5. Medico dar licenaa di mangier cares 7 per molto probzbile quefla epioiong cola” tazione rifericat E per procedere com m {crupolo, fe il pazicore ha la Bolla dellat ciaca , pocra diconfigiio del Confefiors , €| dico mangiat cara: , quancpaque 1a cau dgbbiofa: Sic Trutisnch in Ballams, lib. 1.§ dab. t, num, 8.¢ 9. E con é necefario , ef Confefore dia il configlio nella confefione puéd darlo fuori d'efla ; come rlene cons guez, Villalolebos . nella Somma, Tom,t.T) 27. clauful. 6. num, 2. Me e neceffario , che Parroco., baflache fia qualfiuoglia Confell approuaco per ydir confeifatypasha W AUBCTIENRS » 19. Eladscidfina é la materia del 7 eiuno fra’ Critianj: Somma R fecilixa , colla quale i Medi: a noliccuza di mangiar carne; molre vole faono.a contemplazioni vmane, por pendenze terrene , per compiacer a” Nobili, bon difguRare giiawici, per cenerfi gratii ; renri,-e ptr molcifmi aicri fini p | ch’effi f2nno: & ¢ vaa nobile compatliont, vogliono , porti loro i! Diauelo, agcio i alcri mangino , ¢ fi regallino : Suole anche molce volce colpa degl'infera:i, che 20 fano il lor mals, ¢ ingrandi(conoi lore ) ac denti, Ecil Medico, che molce yolre ig na per quello, che dice il pazience » opr7 dence , ¢ non ha indizij , pee porer. verific qualicd della fcyfa, pud effere , che vat buona fede, eche eucca la colpa fiad cheiaforma male. Zeliso i Padri Co i con fpirico quetta maceria, pondcrando a diciitior’ obbligo 3 & ‘chortandad pazict tolicranza , & a iofitire va poco di tr ud quando !'accidente nen € molro.penofo. | " 20 P.M ‘accufo Padre, che andar a rare vaa Donna grauida , ch era in perice morte , applicai alcuni rimedij , da’g Vaborto . a C, Procund V.S. direcegmence !’ab che quefto aon élecico , come dice L vrlic cop. 3- dub, iq fub num. 96s mn fine. P. Padre, io non procurai diret che aboruile jama darlei. rimedij_ ch’er cefari) per la fua faiuce , quaacungaedi accidens sdndarette:, & prazcer inceati fr guise l'aborre .

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