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eae SS che G aflegoi il luogo , nel quale il delictoG commife , & il mele, ¢ )"anno : La quinca , che fi ponga il giorno , ¢ anno, nel quale fi fa: La feta; che firmi!’ accnfarore'la fua accutazions. Alcooe perfone fono efciufe' da porer accufare, come {ono i pupilli; quelli, che non fono arri- vati alla pubered ; gl’ inimici capicali , & aleri; come fi pud vedere in Vilallobos tom. 2, Trat. 15. diffice 4. per totam. ' ‘96. Suppofto quefto, dico , efler certo , ¢ di fede ,che l accufa , {e fi fa , come fideue , cons verita , buon zelo , fenza mala incenzione , n0a folo é lecita , ma meritoria ; come dice Macha- do tom. 2. lib. 6. parte 4. Trat. t. doc. 1. n: 4, B’ ‘pero aleresi certo , che, fe fi fa con mala inten- zione, per odio, 6 mala volonta , é peccato smortale contro !a carita ;¢ fara contro la giu- ftizia , con cbbligo di refticuire , fe fi fa faifa- mente : regolarmence pariando , fuole ferficoa odio , ¢ paflione: pero importa moico, chei Confefsori , ¢ Padri dell’anime s‘interpongano colle perfone ingiuriate . accid defiftano dall' accufe ;¢ lo ftefso faccino i Procuracori , € Mi- niftri, non dando fubico orecchio all’Accufata- re, che irricaco , ¢ pieno di fdegno , & ira, vie. spe avanti di efi, ma procurare d’acquiccarlo, proponendogli l'inguiecudini, i peccaci, les fpefe ,¢ danoi, che gli hanno da feguire, & aa- ‘co linfamia , che gli fiha da cavfare , correndo il negozio per i Tribunali ; poiché quello, che ne rifulea ,é, che doppo molti rancori, ¢ {pefe, folo s’he confeguico, che il Luogo fi riempia di cid , che con fea fomma infamia , 6 gli diffe, 6 gli fece. 1! Criftiano, e’) Sacro, é, fraporre in quefti cafi qualche perfona d'aucorica , accid induca l’offenfore a fodisfare l'ingiuria facta, accié la parce offela reiti reincegrata , I’ of- fenfore cerrecto, le roteure fopire ; con ches s’evitcranno molte offefe di Dio Signor No- firo ‘” ve 97. P. Anche m’accufo Padre, che in vna occafione trala{ciai d’accufare vna perfona d’vn delictco , che aueva comme(so, -. Era il delicco folo in offefa di V.S. Perche eisendolo, non folo aon era obbligata ad accu. ‘farlo , ma operaua fantamente ia perdonargli con Criftiana pazicoza . ~P. Noo era il delicco ia mia offefa, -'G. Rraiodanno del ben pubblico? Come vn delitco lef Maicflatis, 6 tradimento contro ja Repubblica ; che uc’ delitei, che fono con- tro ilben pubbiico, v’¢ cbbligo d'accufare il Malfattore , come dice S. Tomafo 2. 2.4. 68. art. 1,in corp, Et ideo ( dice il Doccor Angtlico) Sicrimen fueriPtale , quod vergat in detrimentum Reipublica, tenetur boo ad accufationem . P. Non eradi quetta qualita il delicto , che s’tra commeffo , “C. Eratale, che fi pocefie prouare? perche pon porendofi prouare, n€ meno v'era obbligo Trattato XV. de Atinifiri di Giuftizi a. to, di manitettarfii peccati pubblicig “denunziarlo ; come dice S, Tomafo 2.2 di dentinziare ; come dice S. Tomafo ibid, 7 modo fufficienter pofst probart, quod: pert officium Aceufatoris; Perd ia delitto de v’é obbligo di deaunziare quello, che'¢or efier Eretico , quaocunque non pofla pron: & il dire'iin quefto il concratio , é cafo cond nato da Aleflandro VII. nella Propafiz. 5. cui fpiego pud vederfi in quefto libro, anum, 3%. ee P. Padre, ben poreua prouariil del quale io conl'accn fai. eS C. Braiil delicco in danco di qualche ‘cence? Perche fe fofie cale ,e non si fofle alt mezzo ; per difendére Pinnocente , fe non ace fare il delinquence, vi farebbe obbligo di denn: ziarlo: Sic Trullench Tom, 2. in Decalog. lib cap. 3. dub, 2. num. 2. BS eee P. Neé meno era il delitco di quefta fo te. . ae ' C. Era V.S. perfona, che per fuo V ffi fofle obbligata ad 2accufare , come Cuftode,8 Perche ; fe cali perfoae obbligace’ per lor'Vi cig ad accufare 0°! fanno, peccano contra la giuftizia ; ¢ !obbligo , che hanno di refrains re, {piegai nella. part. della Prat, Trat.7.| prail7. precet. cap. $. part. 9. num, 154. @ fe quent. pag. 176. i P, Notiaucuo io alcuno di queRti Vilicij. C. Qual duogque fii la f{pecie d l del tto , che V.S. lafcio d’accufare 2 er ae P, Padre’, era vi concubinato, C. €ra pubblico , ¢ fcandalofo? — P. Si Padre, sis C.''V’era edicto , 6 comandamento con cen fura promulgaca ds qualche Giudice, 6 Prel , Ree ee ced Sesa aaa P, Padre si , il Vefcouo andaua in vita, focto fcomunica maggiore comandd, | manifeftafiero i peccatifcandaloi. C, Adungue in quefto cafo era VS. gata a manifeftare quefto delinquence al Pre! to , 6 per modo d’accufazione , 6 fe non’ G ua ia forma d’accufa per non obbilgarh 4 pi uare il delitco, almeno' doneua farlo per a di denunzia giudiciale , accié il Giudice ph cedefle al caftigo, ¢ rimedio di canto mal Villalobos vbj fupr, diffic. 2. num, 4. ¢ nu ¢ crafcurando di farlo , incor{e nella fcomut ca, che il Vefcono aneua pubblicaca , & eff do il peccato pubblico , e fcandalofo , & aucua da farfila correzione fracerna au: 33. art, 7. in corpor. Siquidem fint publica (pi cata ) non eft tantum adbibendum remedium eh 4 peccauit, vt melior fiat , fed ctiaus alijs,§ quorum notitiam deuenit , vt noo fcaudall tur 5D ideo taliq peccata funt publicé argut 98. Conchindo breuemente queflo Cag lo, com aumertire » che I’ Accore s'affom

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