BCCPAM000545-3-09000000000000

Capitolo V1. Del Rea»: - maconlimitazione , che dird di poi. Ul contra- rio. tiene il medemo Diana. per pitt vero ibid: _ quancunque aggivoga , che ; fe lo {comunicara pud, auaoti di comparire in gindizio , orcen- nere f aflolnzions dalla {ua cenfura , é toral- mente piti decence , che il rifpondese per fe , {eae pa occennerne prima IP afoluzione,. Cira Diana aiuo fauore il cap. cum inter , de exceptionibus, cap. vit. cod, bite 5 Pero pace tanti , ¢> aded perdoffi iri ,fenro , che.noa favorilcano quetti capicoli la fo2 opinione ; poiché ne} cap, cum inter , folo fi concede al reo ( ch’ era yna perfona nobile) la difefa in ordine a ricofare il Giudice : Prediéfo nobili legitima defenfio in indicio referuatur, Cr mae time Indicigrecufauo , {enza che la {comnoica, collz quale eraligaco , l impedifie, Né mepolo favorifce il cap. v/t. venerabilem de exceptionibus; poiche folo vi fi decerminaua , che vaglia |’ ap- peliazione , che fa lo fcomnpicato , ¢ che pofla profeguirla : Quia nihil excommuynicato. appellare prodeffet ; fi non poffet appellazioncm fuam profee qui» Conché confta , che in ninno di quefti ce- fi f concede al reo {comunicato , che pofla tip {pondere per fe, mache la {ua difefa, pud farh y Procoracoreé . 92. Per loche tengo per vera la prima opi- picne , che dice, che il reo fcomunicato con {ca- munica maggiore , non pofla rifpondere per fe, ma per Procurarore : Il che confta ex cap. ivtel kcximas, de imdictis , che dice: Quia poffulaftrd nobis, vtrum excummunicatus in indicio fiare poffit? Rejpondemus , quod conuemri pote}: 7 debet per aljum in indicio Re{pondere ; Vero ¢,che, fe il reo, 6 accolaco {comunicato oon auefic Procurator idoneo , potrebbe rifpondere per {c fteffo,, chee il cafo , €limirazione; colla quale Avila de cenf, pe 2+ cap. 6, difp. 7. dub. 2. afierifce ,,che pofia il eo rilpondere in gjudizio per fe medemo ; Peg- che, cfiendo la difefa concefla per Legge oary- tale, nonhadapenfachi, che la Chiefa volefi¢ “pnegarla al reo {comunicaro per fe medemo, ge trouafic idonce Procuracore, ptr ifenderfi , : Ma, fei reo. non foe fcomnnicsto vicando, 7 tollerato , efleada cirato , ¢ ricergato da fe- deliper P oro vrilicd,, potra comparire per fe medemo in giudizio, ¢ rifpoodere tenza oscefli- tadi Procuracore ; per Ja generale conceflione del Concilio Conflanzicnfe , che permife a Fe- Gtii di pocer traccare collo fcomuvicaco collera- HO , ad tuitanda pericula antmarum , artendendo in queho , bon a fauorice jo fcomunicato collsra- to, M4 albeneficio degli alcri Fedslie 93. &, M’ accufo Padre, che refiftel, ¢ rica fai d’ efeguiic vo cattiga, al quale mi condannd “yn Giudice, comandandomi, chs io medsmo, “betel |’ efzcurore , 'C. Era ilcafligo grave , 6 cofa fuane? per- che ben pud il Giudice condaanar il reo y 3 ¢2~ ftigarf da fe mcdcmo , efendo il caktigo {uaus;¢ 4 cosi aclle Religioni * os: acile Religiont comandan , Prelati a? fudditi., ioih toh bere pria maoo la difciplina , . P. Padre, cra non RP quaie mi condannd i} Side eg 4 fe Era il caltigo pena poftiua, & priuas ina P, Padre, era pena pofitiua « C. Quando i! Gindice condaonaa eee nativa, v.g, (ofpenfione dall vilicio, 6 pofto onorcuole, lo fteffo reo ha. da cficre efecurore del caftigo , priaandof dell’ vflicio , 6 poo , ia cui lo condanna; ma, fe il caftigo fod poGtiuo, & arduo , apo pnd il Gindice condannar il reo “ad eficr egli Reo efecurore del fuo caktigo: cosi non ponse condannare vn reo atagliarG da fc (teGo va membro.. 6 folpenderfi al pacibo- Jo , 6 ammazzarG, 6 pigliar il vcleno; ma pon- no coodannarlo a riceuere da alcri quefti cafti- ghi; & all orail faddito ¢ obligatoa mecceri mezzi coaducenti all efecuzions , come, fe lo condanagoo di forca, dene vfcire dalla carcere andare al (upplicio, montarelafcala, &c efe lo fencenziano dibaodo, 6 di pena pecuniaria, © deue parcire dalla pacria ,¢ pagare il danaro, di cui € condannato. Sic Villalobos nella fomms Tom. 2. Trat. 16. diffic. 40, per totam » 94. Se ilgeoauaoci la fencenza del Giudice iacorra aclle pene impoRe dalle leggiy a’ ¢ deco nelle mi¢ Confer, Mora. part. 1. T rat, 3. confer. 6. §, 2. num. 8. C7 fequent. pag. 160; € fe fia leci- to al reo fuggire dalla carcere , rompere le pote te, ¢ prigioni auaati, ¢ doppo d’effer fencenziae to ; ¢ fe altri poono aiucarlo in qneRo, fi é ane che derco nel luogo cicaco delle Confer.g, 3.nnm, 38.6 59. pags LOR - CAPITOLO VIII, Dill V.fficio » ¢ Stato dell Accufatore. Qs. + M’accufo Padre, che in cerca occa- P ‘fione accufai vna perfona auanci al Gindice , per ¥0’ orto , che m’aucy wa fatto. agals C, Lo fece V.S. per odio, & per zelo.della ginftizia , 6 vendetta publica é #3 aq P, Noo mi mance il zelodella giuttizia, non perdacgo, che non vi fofle mefcolaca quaich’ odio , ¢ maleyolenza. C, Accufgzione «ft Delatio Rei decrimine od vindiGtam publicam libello faa cum obligation€» probandi delicfum . Nel che G dittingue dalla de- nunzia ; perché quello, che denuozia, noos obdliga 4 pronare il delicto ; ma l’accufacare si. Sei condizigni ricerca!’ acenfa:L prima, che — & facia in fcricco: La feconda , che gell’ accu« fazione fi ponga il nome dell’ accularo, & ace. ce {acore + La terza, che Gefprima la tpecie del delicto , del quale ¢ accufacoil reo: La

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz