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A quefte eccafioni, che riccud io# Perché ia quefto cafonon fa ‘peceato mortale riceuere qua'che cols di pias fecondo la qualiea della mageior faticas cod. num. 5- / op, Padre, quiiche cols ho riceuvro piti con Wed titolo, & altre voice , ciendo folo la fa- ticvordinaria ,e comune. 9G, Glialtti Scrivevi fegliono , & hanuo per ecu di ric¢aere piddi quello , che atic. a Ja Tavolaé “P. Tutti ricenono pid, fenza badare alla Tavolas °° C. Qutllo, che V.S, riceveva , le-pareua, chrec delefl valé-re della fua facica? PL Padte, Leecndo il detrame aggiuRato ,e buona cofcienza di quaifiuoglia timorato , noa _-yalena piqutlio , che riceutuo , di quello, che Ja mia farita mericave . an. Suppofto , che i! co@ume ictrodérro fia Pirictuere pid Ripendio di quclio adegoa la galfa ee ché quello ; che fi riceue , corrifponda al merico della facica a giudizio di perfoue di _ eolcienza ) che i cempi {O00 di modo muzaii, _ che ora le cofewagliono pill , che ananti, e che _gucila cafia’)che anricamence cra giufta , oggi pare pid’ bol fia, pod cenerf prodabilmente, che pit don obblighi lt Tauols aorica: Cési !o a con Molina, & aléri Diana part, £7! refoll 60%,né off il dire , che gli Scriuani dave yin. _ qamento @oferdare Ja Tavola; perche fi rife _ ponde, che quefto givramenro folo obbliga ad olieruare ja°tafla giutta della Tauola: Adun- 4 e , fe peril decorfo di cempo non fotle giufta fatafla , come bod € , now obbligherd , né me- z ‘po obbliga il giurameoto d’oferuarias come - afierma Tomaio Sanchez nella Somma Tom. 1, — tib. 3. cap. 14. vm. 14. Diana ibidiem ; Macha. dO fupr docum: $.n. 3, Se in qualche Regao fof- nuova Tatola, queta obbiigherebbe , per- “he fi {uppone fa:ra acccnciiccaipi, & il prea 20 dilie cofe’ da vinere , ¢ feciche de’Miniftri , la infr. cape 9. 59. P. Maccufo Padre, che vo foggetco Fordind , che aucafii a Pampalona ad agire yha canfa, che vi aecua , ¢ mi diede venci Reali ttipendio ; & allo Reo tempo occorie ad al. Ha perfona voratera canfa cob canto 'gtaue,¢ . “ditde dodeci itali, accid 1a cracca ff per s a . ; ore. Lo Ripendio d'ambicra giuflo riguardo lla fatica? p Pacresi. " C. EB per teri V.S) 2dofsara la feconda, “eanla s rettana impedito diffare le downce dili- “genae ptr le prima? perché , {¢ wna caula im- .., la buona fpedizione dell’ alcra, fon “poteua V.S. pigtiarie rncce duc ad va tempo, Pe riceuere quetti duc {zlarij . Py Senza pregiudizio della prima caufa; po Capitolo lV. Degli Sc¥iuaniwmen’ 425 (nO tractave dhneg ozio delifedéndo. ~ C. €alo Che gualmeare giowafse Is fate facica alli dut , ¢ bingo: d’eGi-meé pacifge tiscrit ella addofsiro il negozio Sree aes te Lcifio Webi, de raft, cap. 242d"). 5. fubn. 28, $+ ilo tertio 5 €< portua VS. obbiwari a fere wire @tacc dae; © ticcucrat Aipendio : [hcong tretio cene. Taoaesra , Ortiz p&airri, cherifes ri{ce Disoa part. 32 Trat. 5. refol, 77. P¢r6 True leach Tom. 2, im Decalog. lib.8 cap.7. dub. vnice uum. 13. in fine lenge , che V'apinions di Lelio ha ia vera, agcencala iegge> nacuraie ; eche la Coutraria fi dentecnere accensa ia legge pofici. ua, che alcrimeage difpoog ¥, come queita noa € dcrogaca per cofiume legiccimamenre iaros otto: {¢ nom vi foe legge’ pofitiua in cons trario, tcago per molco probabile jadeacenza diLeflio, ¢ Tiuliach, si, perctid ad yn Chie rurgo.. 0 Medito accordato in va Popolonon) &proibifce, che prowedurola fuoi , per i quali, eaccordaco, noa vada’a corar alcri io alero, luugo, ¢ pigliare i! {ud ftipradio + Adaogus,, fe vu Mivittru,, dtoza danno della caufa addofs fatafi ; pud tratcarne volaicra, oc meno gli fara proibio cratcarlas Siancheperchs , tl contrate co, che fa colyprimo é di follecipare ; & actus dire alla {ua caula: Acqui a quefto contratco' noo furmanc:,, quacdo fi follecica febza {ao Ganno, quaaruagae fi fit addofsazo alcra canfas Adauque , &c. : { HO 60. P. Aache m’'accufo Padre, che aleuni. giorni fcttini hb fasto alcunedcriccure. 4 JC. Erano di queli¢, che fono prosbice& ame nullace dajle legei , {¢ G fanno in giorat fettiui?, perché quelle: cht foao proibire dalleleggi,. non'dcuone farhi io giornoldifeRa. b 0% P, Padres guelii, che io ho fatco , non eras no proibite . C. Faceua V S.cucea Ia) fcriccura io forma, 6 foio {criueua il confeafo delle parti, che G dice rogarle ? Perché queito,come ¢ poca cofe, al pid pocria efsere peccato veniale. P. Con cutra la forma, & eiteafione factno leiericcure. ) : C. Siluettro , & aleri, che rif rifce Sanchez ne’ Conf. Tom, 2.ib, 5. cap, 2. dub. 10. nume De {ono di fentim eato , che non é Iecito a’ Noraij ( Secrecarij , né Scrivani ) o¢ a fuoi Miniftti, far Scritture in giorno di F:tta: li¢oacrario ciene coo Nauarro, & al:ri il. medemo Sanchez num, 2.¢ quefio, gquancungue. fi faccia perprezzo: la ragione €, ptrché iv giorno di F:fta folofi proibifcono le fatiche {eruilis Arquilo (criuere | non éoprra fernile; come tiene con Soto,& altri Sanchez ibid, dub. 8. num. 1, né Vieceazio- be di fer per di prezzo. mara la paturadcllepe, ra: Adun gut non fara iliccitaia giorno di Fe, fia far Scriceure, & altri iaftsumenci, che per le :ce non fond proibitkes Tube Fy & quaacunquei] medemo Saachez cod. dub. Hhh © to.
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