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394 Frattato XLV. Dello Stato Religiofo. fo fa indotto i! proflimo a peccare contro la caftira , € contro il voto: Adunque quelie me- deme malizie anena il configlio di V.P. Quello, di che pud dubitarfi , é, fe V.P. abbia operato contro i] {uo proprio voto in quefta induzzio- ne,6mal configlio? ¢ fecondo la dottring , che per probabile ho afierico nel cafo antece- dence , deduco , che operé V.P. contro il {uo voto in queflocafo ; elo ciene in termini pro- prij con Caramuele , ¢ Pélizario,, Diana part.9. trat. 9. refol, 66. e part. 6. trat. Lfsrefol. 27, perché i! Religiofo co’lfao voto folo obbliga alla caftita propria, ¢ non all’alienas Sed fic eft, che in quefto cafo offefe co’! {uo mal configiio fl voro, ¢ caftica alerai, € non !a propria: Aduogue in quefo cafo non operd contro il fuo voro proprio. "52. P. Aleresi M’accofo Padre, che in wn occalione motmorai della fiacchezza d'yna Donna in prefenza d'vn foggetco , che avena voto di caftirae da queta mormorazione fegui, che il foggetto , che mi fenti , commie vn pec- cato graue d‘incontinenza . CG. Framifchid V.P. acl difcorfo parole in- decenti, & inductine a}peccato @incontineer za3 perche ; fe quefto fofle, non folo farebbs rea V.P. del peccato delio {candalo, ma anche cffenderebbe il fuo proprio voto con quéito profano difcorfo. P, No Padre ;le parole, che io didi, fu- rono molro modeite , caftigace ,e mifurate ‘ Cy Prenidde V P., che il foggetco , che lo fentiva, fi mouerebbe ad incontinenza, per vdire il fallo, che rifetiua di quella Donna? Be Si Padre, perché per ifperienza fapcuo , che vdendo qualche fragilica, fubito accon- fentiua in quetti peccati. Cy Bra queflo foggetto perfona tale, che da fe foe gia decerminara al peccato difonefto? ptrche ; quando il preffimo ¢ tanto peruerio, che gid é dererminaco al peccato , none fcan- dalo il dire ia (ua prefenza cofe , che muouano al peccato , al quale fi sa, che; gia € molso come difli nella 1. part. della Prat: trat. 5+ Cape7- dello feandalo , uum. 55+ pag. 87. P, Padre non cra il foggerto, che ftena prefence , tanto peruerfo, che fofse decermi- vato al peccaco, ma fi mofse per quello » che io diffi . ° " C. Cofa certa é, che in quefta occafione commife V.P. peccaco di {candalo ; ¢ proba- bile, fecondo il decto di fopra , che V.P. non abbi operaro contro il fao proprio voro , poi- ché né ia penfieri , o¢ia opere, nein parole ebbe V.P. cofa contra la cafticd: ma fi folo Ja fua colpa in {pecie di mormorazione contra Yorrauo precetto; grave, fe il peccaro di quel- la Donna era occuleo: ¢ leggicra , fe era pub- blico: Il dubbio é, fe V.P.ia quefo fcandalo abbia commefio peccaco di Sacrilegio, per aucr dato occafione 4 quel Soggentap aucira voco di caftica, di peceare¢ voto;¢ fono di feorimenta. a ‘ Suarez , Coninch, Salas, & alert ek Moya Tom. 1. Select. Trate 3.difp.% Cap. 3-num. 10. che; quantnoque configlia chi ha voco di caftica, ace, commecta peccato contto i! voro ; ¢ che fa qualch’azione , dalla quale pr il fuo profimo, auendo vorco di caft cffeaderlo »hon commerce Sacrilegio in azione, @ induzione , né é obbi confeffione fpicgare il voro » che ausua! fona fcandalizzatas Dal che. s'io ile fecondo quetta opinione , non opera V, tro il voro del Soggecto, chel'vdi, p moflo colla {ua dectrazione ad offendere! voro;laconrreria feneeoza é vera, elat con Tomafo Sanchez , Vafquez » Be Azorio, & alcri, Moya ibid. num, t4. Ef quefta deve affermarfi, che V.P, vena il voto di quel Soggecto, nell’ edfcre fh £0 at fione colla fua dectrazione , che l’offendefles la ragione é piana, fecondo |‘ildetto difo perché lo fcandalo generale (quale noftro cafe) G riduce alla (pecie del pecea di cuifi fd ocesGone al profimos Sei che Gf canfa al proflimo di peecaro ce la cafticd ,¢ con:ro il voros Adunquea.qu medemo peccaco, ¢ circoRanza fi ttoa {candalo , che diede Y.P. Da done sit iat che in quefio cafo non fi fodisfaallac fel ne co'l dire , fono Raco caufadi feandal al mio proisino , ma deue diré il pec cifico, che al profsimo G causd, & il vor 20s auena il tal proflimo. ie 53- P. M’accufo Padre , d'effere Rato ca B con yn toccamenco , che vn Secolareef de femen + ; Ge VP. cfadie ne , & ipfe pans P. No Padre. Cc. Ebbe qualche dilettazione v P. Padre, mi pardiod. cme C. Fd opioione di Nicold Mofcia af , Gefualdo , € Grafis, che cica ,e non f N.P. Leandro di Murcia in dif. ' Morale Tom lib. 4. difp. 10. refel. 7. num 9. che ii R fo , che con tatci al Secolarc eft caufa pollusie non commerteua peceato di Sacrilegio co il {uo proprio voto, né era obbligato ia: fa te(lione manifeltare il {uo voto: me ee faceua con dire, fono aco canfa coat lucionis ad va Secolare: € che née, onened cra obligato nella confeflione a (olesua co dell’alero , ma che fodisfaceua dicend ibus alicnis pollucioatm padus (um: P t fta medema opinione cica CaramueleO part.7-Trat. 14. refol. 27. §, Non deferran Llamas nella part. 1. Trat. 9. refol. 5308 fis ,¢ Tamburino nella parte 9. Trateg. “ oe a

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