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Padte,io non ero cerco , che il Prelaco sauergufto , che yfaGii la cal cofa . Quantungue V.P. non fofle certo di que- ,son flimana perd probabilmente , che fa- gia quefta ia volonra de! Superiore? poiche pon @ neceflario per ia licenza tacica , che il sligiofo formi givdizio certo d’eficr vatentd tl Prelato. chevfi la cofa, ma bafta, che ne formi giudizio probabile; come con Gerfoo, ‘S.Antonino , & aleri, dice Tomafo Sanchez pella Somme lib, 7. Cops 19. num 43. prope PB. Némeno giudizio probabile io fect , che mio Supsriore voicie, che feoza liceaza pi- glia ,ne vfa fii ja cal cofa . + &, E’cofiume nel foo Ordine gia introdoc- f0,¢permefio, chei Religiofi pigiino , & vfs o fimiglianci cofe? perche ; fe vi foffe tal co- flume, quefio Reffo farebbe licenza cacica , 6 »@i pigliare, dare, vfare ,d {pender » che Gi fuole fare isnza dimandar licenza scome con Pifeno , Cordona,e¢la co: tiene i) N.P. Leandro di Murcia nello {pie~ godel 6. Cap. della Regolg quefl, 7. num. 2. BP, Padre, noo ¢ coftume ne) mio Ordine di ; pe, ne vfare 12 cofa, cheio vfai, fenza 4 ‘licenza al mio Prejaco. _ €, Viddeil fao Prelato, che V, P. riceud la talcofa ,¢diffimuls, che la pigliafle 2 perché, ofa fenzalicenza efprefia, ¢ tace , pot ndola fgere ,fenzache abbia rimore, 6 altra cofa, eVobblighia tacere ; i] {uo Gilenzio ttefo &. eplira compe licenza tacica, come afferma Mure ia sbidem queft. 9. num. 3.¢ 4. PB, Padre, non cra prefence il mio Prelato, 'vidde, guando io riceuci, & viai quella €, Era i! fuo Prelaco hnomo afpro , rigido, _ dimodo che non foffe yoloarario in che i Sud- _ piti vfaficro le cofe , che ragioneuolmeore pons popigiiah? perche la licenza cacira , 6 pre- stannon ha da regolarfi da quello vuole il Hato fecondo Pafpro fuo genio, ma fecoa- udizio d’ huomini difapaflionati , edi - Gttame ragicnevole; ¢ quando ragiooenol- eote,¢fenza paflione fi gindica, che il Pre. ito douerebbe acconfenrire, che il Religiofo fie qualche cofs, quefto fi chiama liccnza ata; come dice con Azorio , Villalobos tila Somma_, part. 1. F eat.22.- diffic. 4 num. G. eri, _P. Padre ,il mio Prelaco é molco amico del- } tagione, nience duro, n¢ afpro in concedere a ‘ ‘Sicebe, effendo cosi,fi conrengerebbe, che Y.P. pigliade quella cafa ( noa efendo con- aria ,n¢ alicna dalla faa profeflions ) ¢ che ilPrelato vede, che ilSuddico vfa voa — | Capitolo V. Del V cts di Pousrtt ; 391 cerso , che me l'auerebbe Condeffa ; poiché me ha daca per altri cai Gmili; non aucrebbe pero gufto, che ne vfafii feaza fua licenze . C. Secondo quefto il Prelaco era volonrario in quanto alla foftaaza , & inuolontario ia quanto al modo: era in quanto alig foftaaza volontario ; poiché non gli difpiaceua, che V.P. pigliafse , ed vfalee quella cofa : era inuo- loarario in quanto al modo , poiché non vole+ na .che la cenefse fenza licenza; ecosi in qut« fto cafo non v'é peccato mortale , ma veniale, ptr nancar nel modo, ¢ non nella fofanzas Ica Leflius lib. 2, de mit: cap.gts dub. 9. fub aums. 79.§. Crediderim. Pietro di Navarra Tom. 2, bib. 3. cap, ¥. num. 160. pag, ( mibi ) 93, Rodri- gucz , & aleri, che cita. Tomafo Sanchez lib. 7, della Sommay Caps 19. um. 13. prope medium Ma .{e & credefse prudearemence , ¢ fi giudi- galse, che i] Prelato farebbe volontario oeila foftanza,¢ nel modos cio€, che non folo G contenrerebbe , che il Suddiro vfafse la cofa, ma che alcres} gufterebbe, che I’vfaise fenza dis maodarglienc licenza ; in quetto cafo ¢ proba» bile , che non vi farcbbe né meno peccato ve- piale ,comecon Nauarro, ¢ Mendo2za affirs ma Murcia whi fupr. qua. 10, m. 5. 45. P. M’accufo Padre , che ftando fuori del Conuento , riceuei voa cofa con licenza pres fuora del mio Prelaro ; & arrinando a cafe non giicne diedi raguagiio. ) C. Confuma V.P. la cofa auanti di ricornar al Conneato? Perché, fe ia cofa , chericend, era confunribile , come eng mereoda, 6 Collas zione, ¢ ficonfums colla licenza prefunca, pri+ ma diricornat 31 Conuento, non era necelse rio darne ragioae al Prelaco, f3i P. Non ficonfume la cofa auanti di ritors nar 2] Conuenro. C. Elalicenza prefunta, colla quale V.P, riceug quefta ¢ofa , fi fondaua folo in non po- ter per allora auer proato ricorfo al Superiore; 6 in quef’altro, che anco auendolo , fi con~ tenterebbe il Prelaco , che firiceuefse? Perché; fe la licenza G fondafse folo nelia difficolra del ricorfo al Prelato, fgrebbe obbligaco , ritore nando a! Conuento , darglicne raguaglio, edi maodare la licenza efprefsa: Saachez vbi fupr num &. Murcia q. 8. uum, 20 P. Non Gi fondo la licenza prefunta folo nell’afsenza , 6 difficil ricorfo ab Prelaco;ma in auer gindicato , che , quancunque folse prefen= te , fi conrenrerebbe Ja riceuc « C; Ia quefio cafo non fi colpa grauc con tro lapoucred il riceucrla : Murcia ibidem num, 3. Stachez ». 9. quancunque farebbe peccaca veniale , f il Prelaca fofse involoatario in quanco al modo: ciog , che il Suddico atriuza- do a! Conuence non gli defse conce di quello aueng ticenutas né gli dimandaise licenza di porerio viare. Che :
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