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re la Mefia Ra connefso col’ 1 i celebazicue 7 quiadi e rehe pad ALPrelavo comandare al Suddico , che apslichi condola fua intenzione la Molg2,& i} Suddico fara obbligaro vbbidire: & quantangue Giwaa- go; Sc aleriy che rifsrifee Dien part, 2. Tras, 94. de Celebrat, Mifie refol. 7 2. feacano , cls: in alo, che il Suddico applichi ta Mefea concro Ja volonga de} {uo Prelaco , aon vale'applica- gione delSuddico ; io perd giudico per pid ve- go iicontrarios il _ gn con Biliucio , Fa- guodez, & altri Diana ibidem; quancunqae ptccherd if Suddico , non iohstede a. ‘Prelaco sche givftamenre gli comands offerifca fecondo la {ua jntenzione jl Sacrificio : ma nel? shcero valera i Sacrificio per l'incenzione , che puera avura i] Celebranre, — Daquie,che, fe il Prelaco comandafge al Suddico di fare Orazions Meaczle vell’ore ,¢ rempi,che ordina, ¢ prefcrive Ix faa Regola, | _ farebbe it Suddito obbligato au wobidire ; per- » ghé; quancanque POrezione mencale fia acco meramente joterno ; i] Suddico perd fi obbliga volontariamente ad ciso , quando nella {ua rof-flione promife d’o(servare la Regola, nel- hh qoale fi comands !Orazione decta ; Murcia fepr. cap. 3, num. 12. > 39. PeMacenfo Padre, che anendo coman- dato il mio Prelaro con precerco formal: d’ vbi- diewza, che nium faddico encgafe nella Cella gell’'altro doppo dell’Ané Maria ; io ho craigre- _ @ito quetto precetto. _.C, Ev obbligo di Regola di now encrare 2 quett’ore nthie Celle 3 ¥ i, P, No. Padre. Cy EB inezzo, che proffimameace condace ad ofieruare qualche cola, alla quale la Regola : mage Padte ;perché la Regola ci obbliga ad _ pfleruar filenzio doppo il coceo dell’Ave Maria; _ gperche queto meglio s’offeruj , comands i} : Piece sche non s’entrati¢ oslie Celle a quett’ bras } @. Bilecdo quefto cos}, obbligaua il pre- - getco- del Prelaro,fecendo che s'¢ detco nel num, 36. & obbligando il prececra’, Con quat’occa- 4 lafcié d’oftruario V.Pé Ry Padre ero ia dubbio, f¢ queito obblight- _ gebbe:d colpa grave , 6 00, per parermi la m3- teria leggiera « . Y »@. Colaéchiara ¢.che in cola leggiera 06 po thera’ preeesa, che obblighia peccaco mor- gale; ma, quaorungne la cola fe pet fe ftella ss deggiesa, @ per quaiche fine » 0 circo#aoza fi — fegrave, pud comandarfi con obbligo di pec- gato Moreale p¢ quaacunque l’oflcruar filenzio, -—- Pnomentrare nelle Celle paia cofa per fc efsa = leggiera pperd per qualche fine , 6 circoftanza _- grave, pudedl Prelato comandarlo force pena : . rane, come ditt nelle Confer. nella 1, partdedl .v a eh x Ee < eee b. : Capitola 1V. Dal Vos 4 Vobbdbiowea. “$85 Antiloq, queft. 2. num, 15. pa: . 5. Mi dice, ten. depofe VB. Hid dabsio,e formd quaiche giudizio probabile , che il Pre- lato noo pote: obbligarlo ia queda colpz grauc ? perche ; fc auclse auaco opinione pros babile, che gli dicefse , che don pectana;in ‘noo vbbidire in quefto al fuo eee x aute r<bbe peccaroia don vbbidiglo , ia opittione di Giovanni Sanchéa aelle fue feler. aifp. 33+ dum. 3%. & fequenz. e di aleri. 9 O253 P, Padre, io son operai coll’afseuse pro- _babile , ma co’lmio dubbio. - C. Adungue peccd gtauethence per dut ra- giovis la prima, per opcrare coa cofsienss pracicameoce dubbia ; €la feconda, perché, quando il fuddieoé in dubbio. {c ¢ giafto , 6 jogiuio. 6 obbligacorio quello , che i! {yo Pre- Jato gli comanda ,¢ obbligaco vbbidire’; per- che in dubifs melror eft conditio poffi tentis : if Pre- laco ¢ in pots¢efgo della faa Poreita di comaa-. dare: Aduogae in cafo di dabbio il faddicoé obbligaco ad vbbidire + Epud,da chi vorea, vederfi pid difefamente queis materia in To- mato Sadchez , Tom. 2. della Somma hb. 6.449, 3+ per totam ; Maz quaatunque V.P, peccafss . granemente id aga vbbidité a} fuo Prelard; ¢ pero probabite, che non abbi commelso dat peccari dittinti ia (pects , Comtro te vired della Religione , ¢ dei vobidienza , come con Ledéfs ma cicae Diana part, 4 trate 7. de citcisaft. agras wantib. refoly 16. Aa 40, P. M’accufo Padre, che non ho vbbis divo 4! mio Prelaco in vn alera cofa » perch dubito , fe fij legitimamente elletro, Cy Quelio , che il Prelaco comandd, era cofa giuts , che poteng lecitamence comade dareP 2 005 M 159 9) P, Padrest. Mw : vag C. Quefto Prelato ¢ ia pacifico pofsefso del fao Viliciof ees © PuPadresi, é ea Te » GC, Quanderit fuddiro dabiez, fe il Prelato é legicrimo Superiore , fe ¢ tegiccimamence eletco, Oconfermato , 6.96; Se quello, che comand, é gino , ed egli¢ in polselgo pacifico def {uo Yfficio, ¢ obbligaco il Suddico ad vbbidirlo; perched in dabijs melior eff conditio poffidentis, Cos $i Pinftgua iP. Murcia nelle fpiegazione d l 19, della Regola , cap. 4. num. 12, ma ; fe Prelate non foise in pofseieo del fam Vificio ,dabicane doG della faa elezione , nom farebbe obbligaco jtSuddico in quetto cafo ad vbbidirlo , perché alloca pofsederebbe la fua libertad, ¢ mon la git cildizione debPrelatoe Boh ’ IED +5 CA-

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