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at 388 ‘os belts Qirattata RLF. Dello Stato Religiofoe .% vera, ¢ l’aflerifce con a. > ¢ Miranda iL P, Murcia. nello {piego del tap. 1- della Rezol, Seraph. queft, 1. Seled. 4 perche , quando jl Religiofo nella {ua Profe jone promecce d’of- feruare la Regola , ¢ li. voti, s'intende , i voti della Regola » gome voti; & i precerci d’efla, come precetti: Adunque quello, che crafgre- difce qualche graue precetco della fua Regola, non commette Sacrilegio contro il voro dell’ ybbidicnza, ma vo fo] peccaco contro “— yired , che offende calla colpa commefia . gvie,che,; quancungue il digiuao, al Bee Vobbliga la {ua Regola , fia caduco in giorso, che alcresi la Chicla comandaua diginosrii , pon commefie per guefio due peccati ia nume- ro ,ma vn folo; perch Ja fola moltiplicazione de’ prececci trafgrediti non moltiplica il aumero de’ peccaci ; come diffi nelle Conf. Trat, 2. Sect, 6. Conf, 26 G, Le UUM. 326 Page 42k. 36.-M’ accufo Padre, che non hd vbbi- dico al mio Prelato ia vna cola, che mi ha co- mandaro. _C. Quello, che gli ha comandaco il Prelato, ¢ra contro la Regola, 6 contro qualche cofa jn ela contenuta? perche; eflendo concro la Regola , 6 coptro cofa coorenura in efia , non era obbligato ad InN come fi ragcoglie daS. Tomafo 2. 2. qeat + 104. art. 5. 4d 3. Se pon incafo, che il relata pofia difpenfar ia quella parce della Regola , courro la quais ¢ il {uo comandameoto, & abbia cayla giulta dj ditpepfarui ; che allora auerchbe i] Suddico ob- bligo d'vbbidire, come dice Caetano fopra que- fto luogo di $. Tomafo . Py Padre, queilo , che il mio Prelate mi cos mando , oon ¢ra contro la Regola. C. Era foprala Regola? perche {elo fofle; come fe lo mandaffe a predicare a’ Mori, 6 pi- giiar *n Vefcouaro, 6 fernmire a’ Secolari in renvpe di contaggio , non farebbe obbligato ad vbbidire. Tomafo Sanchez nella Somma, hb. 6, Capa Ze UM. 47. 4900 $8. ‘Pe. Now era. fopra la Regola quello, che mi ouneeaees il mio Prelaco. €, Che cofa gli comands ¢ P, Micemando, che digiuna {fi va giorno, C. Lra giorno , che o¢lla Regola &coman- dafie digiunarfi? poiché, efizadalo, farebbe ¥iPsobbligata vibidire; poiché deuei. Sad. divo vbbidire al fuo Prelaco ia tatco quello, che gli comands , aoa eflendo contro la Rego- la, 6 foprala Regola, mafecondo la Regola, ediscttamente ; per cicrni conteauto , 6 iadi- retcamence , per eller mezzo neceflario protli- mo ptr la fea Offeruaoza: Sic N. P, Leander & Murcia ad 80, Regule §.P.N. Franeifci i 5: num 7-8. P. Padre, il giorno, che il mio Prelato mi cominde digiuaati}, non ¢ra impefto dalla Kegola. C. Gli comanad il Pr qu per caftigo di qualche calgsetion gola, dcolpa regelare$. P, Padre si. Jt C. Quanorungye il prelane: ned mandare , non efiendo la cofg reondell la; pad perd molco bene comandar: cofa ,chenon Gadi Regola, per mo: - ftigo di qualche crafgrefliowe , come dig lib. 2. de wt, cap, 4%. dub. 9. 1. F4. &i ; cafo il Suddito ¢ obbligato ad ebbidis wera obbligata , aucadole impoko i fu Isto quefto digiuag, come “ea colpa. A 37+ Midics V.P. le impole per me perio , 6 precetco quefto digiuno il F P, Padre si, mi comands efp digiunafli , C, Fa veramence con parole he prececco, come dicendo: Jn virth dy Sa bidienza , nel nome di Nojiro Signora © con alcre , che , fecoado lo tile deb feo ne, vfanoi Prelacti, quaado vogliono a gare a colpa graus? ao P, Padre, noa vsd il mio Prela a comandamento parole di quefta qualit ay: C. Quando ij Prelaco comandaado qu cofa , v{a parole . che {ecoado lo itile de ligione fono ameefe per prececcine di grauc, allora obbliga a peccaco morcal 3 fe dice » Comando ia virty di Ss V bbidieng 3» mando ne! Nome di Nojftro Signor Gi © alire parole fimili; ma quando noay: fe parole, ma folo pianamente dice, om do, che faccia quefto,,d queittaltray 0007 rende obbligare 4 colpa grauc. nn ay Tom. 2, lb. 4. Trat. §. cap. &. nameZe 3%. P. Maccufo Padre, che vngin comandd c{preftamence it mio Pr role prececciue, che celebraf {ec joceozjane il Santo Sacrificio delia no'hfeci. “4 €. V'é obbligo di dire quale Mel do l’iateazione del Prelaco achat V.P3 . P, Padre si, 2. ©, Adungue , perché lafcid v.P; die re gurito giorno fecondo recor Prelato? i P.. Per parermi , ch’efsendo lap della Mefsa atroiocerno , non au porefta di comand armelo ‘ 4 C, E' vero , che i Superiori non pone maodare gli acci intern, come dicela Angtlica 2.2. qual, 104, arte 5. ino pe medium ; ma quetto s'intende a ramence interai; fe quetti perd fono4 agli¢Rcrni,ben pus il Prelacocom come diffi nelle Confer. p. 1. Trate ~e §. BM EEs page 133- Adunque,

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