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ne 382 - \ Trattato XIV. Dello Stato Religiofo« 2. P, M’aceufo Padre, che ho perfo nel giuoco alcunj danari. C.Giuocé a giuoco proibito dalle leggi,come fono dadi, &c. perché quefto farebbe illecico, poiché né édecéce a Religiofi giuocare d giuo- chi proibiri dalle leggi , né 1a mente de’ Prelaci é di dar loro licenza d’efporre il danaro a cali giuochi , come dice con S. Antonino, Azorio part. 2, lib, $. cap. 6. quaft, 8. $.1. pag, ( m:bi ) oe Padre non ¢fpofi queRto danaro a’giuo- chi proibiti , ma a givochi di carce permefse. C, V'é proibizione nella Regola , 6 Racuti, 6 Religione di V.P. che niuno Religiofo gino. chia carte? perché; {¢ vi fofle ,non poceua V.P. ginocar alle carte ; adhuc in cafo , che vi fofle coftume , che molti Religiofi del fuo Or- dine givocafiero alle carce ; perche quefto.co - ftume é corruttela , eflendo contrario alle leggi delia Religione , ¢ non introdotto legicttima- mence:Sic Dicaftillo apud Dianam part.7.T rad. 9. refol. 14. § Tertio dito. P. Sig. Noi non abbiamo proibizione , che cimpedifca ginocar alle carte . C. Givocd V.P. maceria votabile? perche; fe fofle poca quantita , ¢ per ricrearfi , non fa- rebbe peccato mortale il giuocar alle carte, non ¢fendoui proibizione nella Religione; poi- che fi prefume ragioncuolmence , che i Prelati fi concenteranno , che fi ricrei vn poco il Sud- dito in quefio paffatempo , efponendoui va po- co di danaro; come dice Azorio vbi {upr.§. Tertio, & aggiuoge, che il Religiofo, ches s’avanza qualche cofa di quello , che gli ¢ da- to per il fuo foftencamento, porra efporlo a gi- yoco permefo ,¢ che fi crede , che quefta fia la tacita volonca del fuo Prelato. . P. Quello, che io auerd cfpofto al giuoco, fara la quaocica di venti reali. 13, C. Aueua V,P. licenza generale dal fuo Prelato di fpendere quefto danaro in cid gli piaceva? perché auendo quefta licenza gene, rale , potcua validamentce giuocare quefti veoci reali, ¢ tutto il reo, peril quale aucua licen- za gerérale dal {uo Prelaco di poterlo fpendere; come afferma con Salas il Padre Moya nelle fue Selet. Tom. 2. ad Trat. 6. Apend. difp. 4. qual. 4 S. 2-num. 21,€ Leflio lib. 2. de infls cap. 26. dub, 5. num. 33. tiene lo ftedlo, quantunque affsrmicon Nauarro , che fara peccato morta. le. Econ Amico ticae Diana part. 7- Trat. 9. refol. 44. iv fine; che con licenza efprefia dei {uo Prelaco pud il Religiolo giuocare quantira no- tabile , benché pecchera il Superiore in conce- dergli cal lictoza . La {eotenza di Salas, ¢ Moya tiene per probabile con Medina , Faulto , ¢ Re- belo , Diana ibid. refol. 15. Et in quetta opiaios ne , che dice ,che il Religiofo , che 2uendo li- ceaza@ generale dal fuo Superiore di {pendere il dauaro , lo ginoca, lo fa validamente , quans cunque fia peccato mortale ; s’af 0 guentemente , che quello, che guadagy quefta quaneira al Religiofo , pus rivenei € non é obbligaco a refticuirla: Sic Alcozer, dina, Angelo, Rebelo, Lopez, & alija Moyam vbi fupra num, 22. oad La contraria opinione ciene Villalobos ne Somma part. 2. Trat, 28. diffic. §. num. 9.e | che dice , che il Religiofo, che ha licenza, fuo Prelato di {pendere quatche cofa per{ onelta ricreazione , fe lo giuoca ; no’fa, ne} cita, né validamence ; ¢ per confeguenza au da dirfi, che quello , che lo guadagna, au da refticuire . Quetta opinione mi pare pid pr babile , perche la licenza ragionenole del P laco, non é, né s’cftende , né pud citenderh cheil {uddico coofumi nel giuoco quantita no tabile. ot ae 13. P. Padre, io aueno licenza dal mio St periore di {pendere quei venti reali in altra cof determinaca , ¢ noo generale , per cutto quello,” che io volefli , né per giuocare. i C. Adungue, non auendo V.P, licenza ge nerale di {pendere que‘to- danaro, né fpecifics per giuocarlo, né¢ cacica, né efprefia , pes gravemente contro il voro di pouerta fatto ne la Profeffione Religiof{a ; ¢ coafamando quelte danaro oel giuoco, incorfe in peccaco di pro pricta: Ec il M. R. P.. Lumbier; ne* dub. Regoi che aggiunge alla 2. part. de’ fragm. al fine pag, (mibi ) 16. dice ; che per la quancica di quactre reali, 6 cofa equiualcare, che il Religiofo gis uochi contro la volonca del {uo Prelaco, ¢ pro priccario . ie Da qui ¢, che quello, che guadagnera’ Religiofo la quantica, che mecce in giuoco con tro la volonta del fuo Prelato , é¢ obligato’ reftituirla ;¢ bafta , che la ricorni al medem Religiofo , come dice Villalobos wbi fapr. num 11.E confeguencemence , fe il Religiofo gim cando conrro Ja volonca de! {uo Prelato , gud dagoaffe al fuo compericore farebbe obbligat ricoroargli quello gli aucflc guadagnato , cor dice la fearenza comune , cefte Moya vbi fap num: 3 3. ¢ nel num. 34. cita Gabriele, Atmi Nauarro, & alcri , che dicono , che il Religiol pud in quefto cafo lafciare di reficnire quell che guadagaé; il che ciene per probabile Dian part. 9. Trat. 6. refol. 25. a 14. Mi dica ora V.P. il peccato di propti € riferuazo nella fua Religione?perche é va0 ¢ gli vadeci, che Papa Clemente VIII. pre alle Religioni, da pocerfi riferuare ; come di nel Capitolo feguence, nel quale norificht quefto Decreto. a P, Si Signore, ¢ riferuaco il peccato di pr priced in maccria graue nella mia Religion€+ C. Ha V.P. facolca di farfi afloluere dae riferuati al {uo Prelaco? petché non aueade $i beniffimo, che io son ho giurifdizion pocerla Hs

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