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396 Teattato XIII. Dell V fficio de’ Pavrotbid. ind vba buona morte , deve il Rarrocho andarui di quando in quando, per vedere lo ftaco dell’ine fermo, ¢ s‘ha bifogno d’affiftenza maggiore . « 109. Ioho per ficuriflima, & accertatiffi- ma la {entenza di Lumbier; perché in quell’ ora’ pericolofa vifono molci afialti , co’ quali il co- mune nemico tenta fuperare la Rocca dell’ani« ma ,¢ farfene padrone colla violeaza impetuo- fa de’ fuoi inganni, ¢ fe il Parrocho aon foc- corre quefta piazza in afledio si appretato, cor- re gran rifchio, ¢ ptricolo. Le centazioni in quel ponto fono molre, le forze dell'infermo poche ; Pangufti¢e gli opprimono il cuore: i do- lori gli fopprimono le poteoze: l’'angofcie gli firingono l'animo: gli accidenti gli curbavoi fenfisl’afflizioneé grande: il timor fpauenco- fo:Vortor della morte formidabile: la perplef- fita ,edubio, fe mi faluerdé , 6 fe mi dannero, é vn cormenco infofttibile ; 1a {peranza confor. ta, iltimore ateerifce, ¢ fra la fperanza, & il timore fluttuando i) barello dell’anima , fain torfi d’effogarfi , ¢ piombare fepolto nel fondo orrendo dell’ Inferno : Adunque non fara necef- fario , che il Parrocho, come deftro Piloto, tenga il timone del configlio , dell’efortazio- ne, dell'ammonizioni, per condurre Ja naue dell’anima combatcuta da tali onde al porto ficuro della Gloria ? 110. Varij modi fuole intentar il Demonio, perdere anima in quetto paflo, de’quali deue farfi favio i] Parrocho, per opporii alle macchine di quell’ aftuco , ¢ cauilofo ferpence: alcuni centa contro la fede, alcri contro la fptranza ; & é neceflario , cheil Parrocho fre. guencemence corti Vinfermo a fac atci di fede, fperanaa, ¢ Carita. Proponga all'infermo la gtan mifericordia di Dio , la {ua immenfa bon. ta, & amore, che niuno wuol perdere , ¢ eucci defidera faluare: che non venne al mondo a cercarei giv, ma i peccatori; gli offcrifca quel fangue preziofo di Giesd Chrifto, ne’cui finifimi corali fta afficurato il prezzo del no- firo rifcato, che per i ooftri pochi merici, chias ro fa, che non potiamo mericare voa Gloria ererna; anziche i noftri abbomineuoli peccati mericano millinferni : ¢ che peto Chrifto Gie- si colla {ua morce , Paffione ci guadagnd guelia corona immortale’: Gli fuggerifca la potenciffima incerceffione della Regina degli Angioli Proctecrice fempre de’Peccacori,, afillo de’pufillasimi, coraggio de’panrofi , refugio de'iconfolaci ;Confcito degli anguftiati , Ma. dre degli abbandonati, Patrocinio de’Poueri ip: Soo de'miftri , Cinolura folgoregiauce, alie dicui uci drizaco il’ corfo Gell’s fietro, € fuppliche aflicuta felice il viaggio {ra le marec tormentofe, ¢ borafche pid curbolenti della morte 111. Sc Pinfermo pecchera di prefitoaione, fidandof troppo della pitta Divina ; gli rap- prefenti i giudizij ina ppellabili della fua. zia vn ladro porta Giest: Chrifto dal ce al Paradifo, & altro inuja da’luoi. all'inferno, ¢ pure I'vno joofaa vie 0 ftato men facinorofo dell’alero; Giuc auerlo egli ammefio aila {ua menfa, ec goia, permecre, che vada perduto s0fp fopra Longino nel cempo, che Pingin {uz benedizzione : I Magi ; ch'erano rant tani , ilinmina co’raggi della fua aces 2 ch’era $i vicino , laicia nelle ceaebre de’ uc roriz Terribilis in confilijs Dens }Pfalim 6 con quetti, & alcri motiui perfuada ali il ginfto,e i dounto timor diDio. 112. Aleri vedra molco affiitti ‘silone ria delle fue colpe paflace; ¢ queRian ni {peranza, proponcado loro, che Dio hain gnaca la {ua parola , di perdonare al peeca di vero cuore pencico, ¢ che pid colt iinj Cielo, ela cerra, chemancare Ja: par Signore . Altri vedra cepidi, ¢ oeglige piangerei lor peccaci,&a quefti ha da pr la gravezza dell'offtfa di Dios ¢ quanto i ; tracco fia , &ingivriofo , il voleace ie ipall fommo Bene, per feruire al Demonio: ‘ ng libre di Chrifto Crocififo legge ia grant del peccato , poiche ciafcheduna deile-fall é vo capicolo copiofo, che pubblica le Dra za delle noftre colpe. oa ie 113. Finalmeote Ga cauco in quetto Do dailiftere fecondo la neceflica del p 34 vede poco pazience ae’{uoi doloris propor . dolori di Gicsi Chrifto , le pene del. a rio , e dell'inferno: a quello, ches ve gliaco dall’amor della conforce:y fighi Gamici , gli perfuada quanco fia da zarfi ogni cofa caduca , ¢ rerrena); ec to.é in queita vica, cucco é tango, cer ra, poluere ,¢ micace: Queili, che hanno feflaco la vircd, lorazionc , la. frequenza a crameoci , & ’amor di Diox inftzadi pee cecamino degli atti anagogici ; & giaculacorie, mouendoli a far ceneri 4 amor di Dio: & a ciafcheduno procuti ai coo quel foccorfo fpiricuale , di cui au fogno , aggiuftandofi al genio cae ttacazioni , & altrecofe , che vedra0 mo . Ben vorrei inferire in quefto inte go breui efortazioni, per aiutare a ben @ fermo: ma per aon tagliar il filo al mio to,¢ oon divercire la piuma dali dalaieio i as a ~» 94g. Voa delle cofe, che ha da procll Parrocho di non {cordarfi,é I' Indu auntra; fe ha Bolla , 6 quaiche Corda na; daglia , alla quale fia concefla Indulg natia per ora della morte: quaceual fia neceflario , che }'iofermo e{prefam mandi ’applicazionc dell’ Iadulgenza,m Vintenzion¢ incerpretatiua, che va ic

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