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+ Part. 111. Del modo d’amminiftrare PEftrema V nzione. 37 7 materia del Sacramento dell’ il Chrifma, ¢ poterfi ammi- Migliore ¢ l'altra regione , colla quale fuafentenza Layman ; perche, dice, lmenre perrcbbe farfi la feconda volra ne, per emendsre i! primo crrore, fen- ndalo; & accettato quefto, cengo per probsbile, che noo farebbe neceflario ttere | Efirema Vozione coll'Olio , per fup- il difetco commefio ; & é la ragione : pere ilriceucre quefo Sacramenco non é di ne- radi precetto , oe farebbe peccacto mortae alafciarlo, non concerreadoui difprezzo, § feandalo , corac co’'l Dotror Angtlico , Soro, Navatro, ¢ la comune , afferma Villalobes ‘pattete Trat. 1. diffic. 5. num. 1. & il P. Cafe enfe Tom. 2, T rat. 27. difp. 4. Sect. 2. num. 3. punc fic, ¢endoui fcandalo, 6 cemendofi prudenremente , fi pud tralafciare qualche vol- taquello, che obbliga per Legge Divina 6 -ymana; perché é di pia pefo la Legge nacurale @enitarelo fcandalo , che la Diuina ,6 vma- a: Adunque con pid ragione potra trala- feiarGi di fopplire il difecco commeffo nel noftro fo, remendofi prudentemence !o fcandalo; hé non v’é precetto Divino, né vmano, he obblighi faliem grauemente, a ricevere il Sacramento dell’ Efirema Vazione nell'opisio- ne rifer ita. 91. P. Altresi m’accufo Padre , che flando atco @amminiftrare 'Eftrema Vozione ad wn Cicco , gli vofi ancora gli occhi . , Era cieco daila nafcica ? P. Padre si. Cy Diffe V.S. 1a forma fopra quefto fenfo af- folura , 6 condizionaramence ? BP. La diffi affolucemence . _ €. Quando allinfermo mancano le mani, ce, Leymas fupra num, 6.cicando S. Toma- ,S.Bonauentura, Ricardo, Soro, & altri; ha da vngerfi la parce proflima: & a quel- ,acui mancano gli occhi, ha da vogerfi nel go degli occhi medemi; perche ; quantun- ¢ il Cieco 4 riatinitate non abbia peccato Co- gliocchi,né il fordo coll’vdito, née il monco ie mani; ha perd poruco peccare colla con, vifcenza di vedere , vdire , e coccare : Adua- € ptr quefta ragione anera da vogerfi in fti luoghi: Contefio , che quefta ragione bon lafcia dicaufarmi gran difficolea ; perches fe il Sordo peccd colla concupifcenza d’vdire, ‘Citco colle concupifcenza di vedere, & il oncocon quella di toccare; que#o non fu 2to deli'vdito, ne degli occhi, né delle nig Adungue pare, che non potra dirfi, idquid per anditum, per vifum , per taftum de» iquifti, ma fi doura dire ( acceccaca quefta ra~ fonedi Laymen) Quidquid per concupifier- | Didendi , audiendi , tangendi deliquilli » ilche Noo pud concederfi: Cio nom oftanre, per afictire Dortori casco graui quefta doetriaa, conucngo ia effas perche; ficotne in quello, che viene contrito alla coufefious , é con fole cal- pe della vica padata , fi faina ia veried dell’ Ego te abfoluo, quaocanque queil’adoluzione non perdoni acruaimeare colps alcuaa, pereffer il fao fenfor Sacramentuns abfolucionis tibt impen- do, come dice la piuma Aogelicadi 5, Tomafo part. 2, quaft. 24. art. 3. ad 5+ in fine: Cosi anche Gi faluera il fenfo della forme deil'Eftrema Vow ziode , quancunque Ja periona aon abbia pec« cato nel fenfo. 92. Dalla qual ragione iaferifco, che in que- fto cafo potra dirfi la forma dell’Eftrema Va. zione alsolutamence ,¢ non coadizionata , co» me dice Valentia , apud Diauam part. 10.T rat. 16. Mifcel. 6. refol. 81. § Sed bic : perché la medema forma di quetto Sacramsaco pare, che foni come condizionata: Qaidguid peccafii , ideft , fi forte peccafli; ¢ perché il fuo feafoe come quello dell’afsoluzione,data proportione: Sacramentum rem [finum reliquiarum peccatorum tibi impendo « 93. P.M’accufo Padre, chead vo'iafermo amminiftrai duc volce il Sacramento deli’ Eitre. ma Vozione. C. Era durante lo fiefso pericolo , 6 articos lo dimorte? P. Si Padre e ; 4 2 C. Fi molto lusgo il tempo , nef quale du- r6 in quefo peticolo di moree¢ P. Padre , pid di quactro mefi vi dard. > C. Quando Pinfermo, doppo d’auer rices vural’Eftrema Vozione migliora, ¢rifana, fe doppo ricade in pericolo di morte, gli fi pud amminiftrare vo’alera volta que&o Sacramea- to ;come dice il Concilio di Trento Sef. 14- cap. 3.con queRte parole: Quod fi infirmi pojt fufceptam bane vnéionem conualnerint , iterum buins Sacramenti fubfidio inuari poterunt , cumin alind fimile vite difcrimen inciderint perché ,cO# me-quefto Sacramsato non imprima caraccere, non v’°é ragione , che impedilca i] pocerfi ripece cere ,cisendo cefsato il primo pericolo di more te , ¢ricornaco il fecondo: Ec auuerce Balseo, ebene, Verb. Eftrema Vnéio 3+ num. 3.009 ef- fere necefsario, che ’infermo ricuperi la faaica, mache bafta , che fia _miglioraco , & vfcico.da - pericolo, accid doppo qualche tempo glifi pofsa dare I'ftrema Vozione: & aggiuage Leandrodel Sacramento part. 14 Trats 4. difp. * 4. queft. 16. che il cempo baftaace, che hada pafsareda va pericolo all’altto ,¢ da voa Vo« zione alfaltra ,fono. quiadeci, 6 venti gio 6 al pid va mele. To ig. 94. Se perfeuera molto cempo la medema infermica mortale, (come, va’ bydropifias) aucodo il pazience riceuuto fal priacipio dell’ accidtare mortale Eftrema yozione, dicono Aaa 2 Sa,

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