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hea fupri num, 7. ¢ la ciene per pid @coneratia Leandro dei Sacra. Tom t+ Trat- 5, difp. 11. que(t. 18. per- 0,ecofiume della Chiefa fi , che il Sa- nplicenon afsoluefse , fe non in dif- fetto,¢ mancanza d’alero; & il Concilio , di- _ geSanchez,, non fece in quefto calo legge nuo- ga, Ma apptoud fo antico: Adunque efsca- _ dolantico vfo, ¢ coftume, che i! Sacerdote % fempli te afsoluain diffscto d’alcro , ne fiegue, - che non potra farlo, quando v’e prefenre altro ronare ; ma quefto non s'intende , quando mplice aueua gid cominciato ia onfe(sione, avanti che giunge(se l’approuatos che in queflo cafo pad concinuaria , ¢ conchin- erlaiu cusre due l’opinioni, come dice Leane id. quaft. 19. & aggiuoge, che ; fe l'infer- 0 fi foise covfclsato male per aver cacinto ccato prauc, © per caufa fimigiiaa- ‘il, Sacerdote femplice, che auena dito |, sione, tornarlo a4 confe(sare, € uplire A quel difecco , quantuogue fofle pre- ace altro Sacerdore approvaco: Ec auucrce aachez num, 8, che , {c i] Sacerdore approuato “Ron ped , 6 non vuole confeflare l'infermo, pud lo fenza difficolca alcuna il Sacerdore tem- lees E conclude dicendo, che non fi proceda 4 "eroore nffion forprefo da qualche acciden- impronifo, che fono si frequenti ia que- ° fi, Vy ip ¢ ofa contro quefte dottrine Ja condanna- cenzo XI. nella 1. propofiz. che arla di {eguire il piu ficuro in maceria de’ Sa- meat; perche quefta condannazione non in punci di giurisdizione¢ , quali fon quel- Gl noliro. cafo; ¢ circa della giurifdizione ud “feguirh Vopinione probabile , lafciaca la ii ficura ; come dicono gli Efpoficori di detea ofiaione , & auuertij nella mia Prat. parts Ve Tale 10. num. 19. 92. P, M’accufo Padre che ad vna Donna, tradi parto, dicdi I'afloluzione d’va cafo fanato, ¢cenfura, come fe folle in pericolo ‘ Era la prima volta, che guelta Douna P. Né Padce. Soleua parcorire difficilmente , ¢ con pe- resi. » liponto de] parto, afsolucamente par- ido , non rc ta pericolo di morte, fe ‘Bod quando ¢ ij primo , 6 che la perfona proul ipariamense gran difficolta in dar alla luce figii 39 quando I’'snno {uole efler iofaufto per tis Lea Sanches whi fupra num. 1.6 4 Lay- x tet | vaS : et Gap. Wy Parte I. Dell’ Affalaxions in pericolo di morte? rmilla , Soro,& aleri molei , che cica, | amence in guefto cafo , fe verra a ceme D nO Sacerdore approwaco: accid nom: ¢ per queto |'infermo moia fen-. 305. man lbs 5. Trat. 6. cap. brsauns 3. §. His: adie , & altri; & é la ragione, perché perico= lo di morce é quello , nel quale v’é dabbio pros? babile della morte ; ¢ fuole ordinariamente ace. cadere : Sed fic ed , che v’é dubbio probabile , ¢! frequentemente fuccede , che Je Donne moiond ne’ primi parti , ¢ quando ordiaariameare han) no difficolea grande ia dar alialuceifigli; ¢ guctte non auuiene ordinariamence ia cuccif) parci : Adunque non tucti j parci fi giudicaao peticolo di morte , ma folo quando fono iptis: mi,¢ fi proua ordicariamence difficolta indar® - alla lace i figii. PARTE (IL Del modo , co’l quale il Parrocho deue ammini« firare il Viatico, . ON é mic penfiere traccarqui delleces> . N timeaic , che il Parrocho ha da offer- + uare, quando s‘amminitra il Viatie: tu; poiché fuppongo Ie fappioo molto beae, ¢ meglio le pracichino, come linfegna il Ris: tuale Romano: Solo parierd de’ cafi di co« {cienza, che appartengoso 4 quefta maceria: E fuppongo aiciesi , che il Viatico ha dadarfi» in peticojo di morte , 6 quando i! Medico lors | dina. 70 ‘aie 73. P. M’accufo Padre, che portaado il Viatico ad vo'iofermo, ¢ dicendoli, come fi» coftuma , fe auevaalcro di che confelsarfi, mi’ rifpofe , che si; & accoftandomegli , egli s’ac=’ cus d’va peccaro ; che ansna taciuto.ia con: feflione alcune volte, & io curbaco mitros: nai in qualche dubbio ; ¢ mi rifolfi d’ afsols. ucrlo , {enza .vdire jaricramente la confefio. ne < oH. ' ee: ; 3 C. L'inrerrogd , quanto cempo era, che tas . ceua gael peccacoé - vey ae P, $j Padre ,¢ mi rifpof , che crent’anoi . C. Se Pauefse raciuto poche volte .¢ fi folse poruco in poco tempo vdire la confeflione fea- za nota de’ prefenti, fi doueua vdire; ma ef-" feado tanto il cempo, che l’ancue caciuco, tra accefsario longo fpazio per riualidar le cons» confeflioni mal-facte, & wdire compiramente la faa confeflione: € cosi V.S, fece bene afsol. ucndolo, vdito alcuao, 6 alcuni peccati,¢ facendo , che gencralmence s'accufa(se di cutti gli alrci, € promeccefse di confefsarli. cucti, quando V,S, ricornafse ; & aucna ella da rirors nare ad vdire gli aleri peccaci depofto il San-_ tiffimo Sacramearo nella Chiefa: Cosilinfe-. goaoo Zambrano, ¢ Graoadosapud Dianamy. part. §- Trat, 3. refol..75» & ¢ la ragions 5 per che il precetco nacurale di conferuare la fama, pcfa pid ,che il Dinino dell’iocegrica della coa- feflione : Sed fic eft , che ; fe V.SeG cratcenncua ad dir inci¢ramencs la confeflione ees 3
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