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364 . Trattato XIII, DellV ffitio de’ Parrochi'. «.y P. Padre; egli Relso s’offeri di darglifo- disfazione ,¢ con quefto m’acquictai . . C, Era Piofermo Perfona fedele , dalla quae Je fi poreva {perare donefse accendere la pro» amefga 2 ._.P. Si, Padre, & in vn ponto,, come quello, mi pareua douerfegli dar credito. C, Aueua €glila Bolladella Cruciaca? P, Padre si. C. Torti i Sacerdori , quantungue non fijoo elpofti ad vdir confeflioni, hanao givrisdizio- ne per afsoluere dalle ceafure, ¢ cali riferuati in articolo , 6 pericolo di morte: Limirano pte 16 Suarez , & altri apud Sanchez vbr fupr. num. -quefta dottrina, quando non € facile il ri- corfo al Prelato,, 21 quale € riferuaco il. cafo; E cosidice Sanchez ;che, fe il cafo é rifernato al Vefcovo, ¢ pud con facilitd. andarfi a di- mandarglila facolta d’afloluerlo, fi deve an- dare ad impetrarla ; perchée , dicono, il po- terafloluere qualfiuoglia Sacerdoce in quefto cafo , € per prefumerfi, che non da.campo ’in- fermira , d'orcennerla dal Superiore: Aduoque, fe é facile il ricorfo ad efso, dene farfi, & ot- rennere da lui la facoltd: Ec aggiunge Suarea in 3- part. Tom. 4. difp, 30. Sed. 3. num. 4. che fpecialmente deve offeruarfi quefto. nella fco- munica incorfa per la percufsione del Chierico, ¢ riferuata al Papa ; che fe a quefto noo v’é ri- corfo, & é facile al Vefcouo, fi deue andare alui,¢ dimandargli facolca di porter aflolucre da ¢ efta cenfura ia articolo di more » © perd tengo per. molco probabile ilcon- trario ,,con Hurtado di Mendozaa, che cita, ¢ ficgne Diana part, 5. Trats 3. refol. 65. che, guancuoque fia, facile il ricorfo, al,Prelaco; al quale ¢ riferuaco il cafo, 6 ceofura,, non¢ ne- celsario ricorrere ad efso per la facol|ca d’affol- uere ; perché il penicence infermonon pnd ane dare per fe medemo dal Superiore a dimandar guetta facolta, € quando per fe medemo non pud , fi gindica impedico: nel cap. quamuis , de sent. excommun, € noo € obbligaco andare per mezzo del Confefsore ; n¢é. meno a chiamare il Vefcono , 6. Superiore, accid venga ; perchée quefto farcbbe nora per Dinfermo , ¢ con que- tta nota non ha cal cbbliges come dice Sane chez [upr. num, 14, 68. a nel cafo di V.S. non e.queRia diffie, a a; fateh? aucndo, come aucua, linfermo della Cruciata, potena V.S. in vircd.. sien afsoluerio daila {comunica, ch’era incor- pt » per aver pofto .mani_ violence n ll’ E ci fia- ico 3 come dico nella mia Prat. part. 1. Trate 5» cap, 6, num. 48, pags 85. E quantunque dicano comuncmente i Dorcori, che per quefto era necefsario , che i! penitence defse cauzione giu- rata, 0 Pignoratizia ; 3 dilsi pero con Layman pel lnoge citato delia Pracica.,.»um. 49, ¢ dico alcresi adeiso, che baftaua, che il penitence ” promerte{se di cuore di dar fod sfaz’ do tal perfona fedele , dalla’ D rarfidouefse adempire la phimaua® 69. Ec aggiungo, che, quantungn la cenfura delle riferoace al Sommo Poi nella Bolla della Cena, poteua V.S. it della Cruciaca afeotatrio fenza lonere fencarfi rifanando : Se Vinfermo non @ Bolla, farebbe obbligato prefentarii riore , liberandofi dall’ infermica , qui is cafo rifersaroba anoe{sa ceafara , come nell’ Appendice della 1. part. della Pratica num, Ec auuerceil Cafpenfe Tom, 2. Trat a5iee difp. 2, SeB. 82s num, 145. che quefta pr zione auanci del Superiore , al quale'en uaro il cafo, pud farfi doppo per pre O per lecrere; Il che limica Suarez bella “ incorfa per la percufsione del Chi fe s'afsolue fenza il privilegio della B ) obbligaco l’infermo rifanando a ticorr ftefso al Superiore. i 98 i 70, P. Padre , vno fcrupolo mi vien'c é, che avanci che fofsi parorse am : prouato, per amminittrare il Sacr Peoitenza, confefsai, ¢ diedi ralsoh ad vna perfona , che ftaua ia'p morte, ri Mi C. V'era altro Confefsor approua porefie confefsarla? a ‘é P. Si Padre, ce C. Equefto Confefsore arriud, ¢ auena gia cominciato ia confefsiog mo ; 0 auanci di cominciarla ? P, Gia l’aueuo cominciaca deiila t C. E' opinione. digraui Autori’; ch cerdore femplice pud confelsare Pid ein: pericolo , quando v'é altro apy che puo farlo;: Ica Navarro, Sa, Lede driguez’, Vega , & Eoriquez ,che rift chezia Decalog. libs, cap, 13. num, 6B Villalobos , Cotiolano; & alcti , che 1 gue Diana part, t. Trat. 5. refol. 5. ¢ Gi fonda io quefto , che il Concilio, Sef, 14.6aa dfi:reatemence ,¢ fenza coarcaziont quelta facolca 23 tucci i Sacerdoti #"4 oe omnes Sacerdotes , quoslibet panitentes a gu peccatis , & cenfuris abfoluere poffints'e tie nat do limiraco il Concilio 4 quando epi non v’é alero Sacerdote approuaro ,' ene gione; che noi altri fo Coarciamo * 2aie lex non diftinguit , nec nos diftinguere del de pretio ff. de public. in rem act. e¢ perc a lex aliud voluiffer', exprefiffet: regule L. Omit Sin autem , Oc. © fisalmeate perche + le: raliter loquens generaliter eft intelligenda 5 L: tio ut fupra: ptt i quali principij- ‘de malto probzbile quefta opinione, La coortaria ¢ pit Gcura,c la teogoad nacina ;Coniach, Santarello, Reginaide A la, Vafquee, & altri allegaci da Dianaib
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