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omnia Henad: Quafi lo fte#lo Diaoa part. 2. Trat. 14. re- she parole : Sed licet , vt diximus ware in bis diebus( Domeniche,c ‘tamen infertur , quod teneatur pro po- as Miffas applicare; & ided poteft flipen- “dium ab alijs pro fupradictis Miffis fine ferupulo ac- Gpere wifi adjit confuetudo in covtrarium ( ¢ fa- > aggiunge nel feguence paragrafo: ) Fr, mii adfit , putat Poffeuinus de Officio Cwrati, , 2. num. 4. CF Faxinellus de oblig. Sacer. Seét, concluf. 4. §.1, num. 4. C alij , banc confuctu- em non obligare fub mortali , quando de hoc one- son conflat ex tabulis Ecclefia , vel ex pracepto copi s cum in praiudicium alicuius non fit in- enda obligatio , fine claris probationibus : E nel 4. Trat. 4. refolut, 232. dice lo fteffo i: Supponendum eft Parochum ex vi Beneficy Parochialisnon tencri ad offerendum M:{Jam pro jopulo , quia obligatio Parochi ad id nallo ture fert= 0, nec confuetudine introdutta, probari poteft, sex inflitutione bencficij Parochialis deducitur, wia ex boc tantum deducitur obbligatio Paro- biad celebrandum Miffam, vt populus eam au- ‘ofa molto longa farebbe riferic qui tutto Ho , che i Dottori anno fcrieco fopra que- ponto; bafta il gid detto , che ho voluco sivere ad litceram , quale Pho crouzto ne’ joi Autori , accié ciafcheduno da que ft noti- stmi il giudicio , che Rimerd piti ragio- gevole ; quello, che io fento in queiia materia, proporré nelle concluGoni feguenti. we 36. Dico primicramcore ; per legge Divina po obbligati i Patrochi a celebrare il Sacrifi- cio della Mefia per i fuoi Parrocchiasis Sic ander vi fupra citatus num. 31. Si proua col- parole del Concilio Tridentino Se/f. 23. cap. reform. done dices Cum pracepto Diuino um fit omnibus, quibus cura animarunts imiffa ef , oues fuas agnofcere , pro bis Sacrifi- offerre , ec, nelle quali parole fondo que’ iomento : Diverfa cofa é dir Mcfia al Popo- dal dirla per i] Popolo: dimodo che nella genuina accezzione , ¢ nella comune opinione fono intele quefte parole ; che dirla ad Populum, celebratla folo, accié il Popolo ta fenta;¢ “Witla pro Populo, & celebraria , applicandola pei it ho, olo : Sed fic eft, che il Concilio dice, it per legge Divina hanno da celebrare i Par- hi, nonad Populam , ma pro Populo: Pro Bis Sacrificium offerre : Adunque pst legge Divine foro i Parrochi obbligaci 4 celebrar Melia per i fuci Parrocchiani , & applicarla perefi,>: 37. Dirai con Henao vbi fupra num. 18. ¢ Ng. che quell’offerre pro bis, s'iactode fecondo intenzione gencrale ,¢ comunt applicazione, a quale la Mefla s’offerifce per cucti i fedeli, ich il Concilio aon parla dell'applicazions I 1 Dell Obbligo che banhoi Par. di dir M effa per tl Pop. 355) del fratco fpeciale del Sacrificio : Sed contra? quefto non cra neceffario comandarfi a’ Pats rochi , ¢faria oziofo il farf die menzione da! Concilio ; poiché eutci i Sacerdoti offerif. cono il Sacrificio , ¢ Papplicano géneralmente fecondo la parce del frutto comune, per cacti ifedeli: Adunqgue reftauano inciafi in queta geueralica i proprij Parrocchianis Aduaque fatia oziofo dire a’ Parrochi’, ‘che ’'applicafie-, ro per quelli, fecondo quefto frutto comune ¢ geaerale. Non fipuo dire’, che oziofamenre pole quefto capitolo il Concilio: Adunque auera da concederfi, che fl fua mente , chei Parrochi applicafero per le lor pecore il frutro {peciale del Sacrificio. ' Lett 38. Dico per fecondo til coftume contrario non pud derogare queft’ obbligo; lo prouo; perche il coftume non -pud preualere , née dero- gare alia legge Dinina, come € certo , ¢ lo Ja- {cio derro nel capitolo antecedente Jub num. 14. Sed fic eft ,che queft’obbligo prouicat a” Par- rochi dalla legge Dinina : Adunque aiunco- flume puo preualere contro d’effa: perd, quans tunqueil coftame non pofla preualere contro la foftanza di quefto ‘precetto Diuino , porra preualere contro 1a fua modificazione: la fo- ttanza di quefto precetco Divino ¢, che fi die cano Meffe peril Popolo ; la fuamodificazio- ne, chefe ne dicano tance, 6 in cali giornize contra queito puod preualerei! coftame: la ra- gione €, perché quefta modificezione non é dé iure Diuino , poiché oon fi rrova Tefto , che afiegui ,edica quante Mefic ha da offerire per il Popoloil Parrocho: Adunque porra preua- lere i] coftume contro quetta modificazione; ma, affinché cid pofia , ha da efiere il cohtume legittimo ; ed accid fia talé, hanno dacon- correrai quatero condizioni, che ponnoe ve- derfi nelle mie Conferenze , part. 1. Trat.2.Conf. 7: §+ 3.num.17. 39Dico per terzo: Il Parrocho fodisfera 2| {uo obbligo, applicando per i fuoi Pasroc. chianila Mcffa nc’ gioroi folenai : Sic Barbofe, & Leander locis citatis fupr. num. 31. E p=r gior- ni foleaniincendo le Fetie Clafliche di Chrifto Sigaor Noftro , le Fefte Clafliche di Maria 5.S. i giorai degli Apottoli, il giorno di cucti i San- ti: Il che inferifco dalla doctrina d’alcuni Aucori, che taciuco il nome cira Fagundez in pracept, Ectlef. lib. 3. in ¥. precept, cap. 15. num. 6. prope medium: i quali parlaado de’ giorai, ns’ quali qualfiuoglia Sacerdote deue celebrare , dererminano queiti come folenni: € la ragione €, perchée , come per Legge Diuing non é determinato in quai giorni decerminata~ meace abbino da celebrare per il Popolo i Pare rochi, né le@hiefa abbia generalmeace decer- iminaco giorni fifi per queto ; ha da afiegnara vo mezzo, col quale fi compifca , ¢ fi falui il prececto Dinino ,¢ noo Gia molto onsrofo: Sed Yy 2 fic wocee ge i meagan poe

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