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z ; fhe ap. I Dell’ Obbligo di prédicare 5 cha bannoi Parrochi« 351 cl evoglia farlo gratis , puo ella leg- } pi ; ao a Sérmone, 6 a 89! Duiema per ignovdétiam Gatere ne- gueunt Stee ipfi in Concilio Aretatenfie fupe - jor ere concionem aliquam vulgar idio- viptam 3 Ev il P. M. Matceo di Moya Selets Tom, 2. ad Tratt. 2.de Relig.difp. qual. 2. num, 7. aucado citato queito fenti- parebini, lo fitgue, & aggiuages Nal? 1 ofitefatihens legittemam -babere poreft ad pr- wandum populiim tefione concionem fupplente, guando Concionatores aif defints E fiualaéate d WS, fon fi comanda , che predichi due ore, ne epredichi vo’ora, ma folo , che predichi ; ¢ era che lo-faccia per lo (pari di mezz'ora, t qualche poco di meno: ¢ per quefto ia Padre, il’ Mondo f troua digquelto termine’, che , fc io, per me, 6 per altro ho da gredicare tucti i gioroi di Feita, oon fi fara, cha cenfurarmi , ¢ dire che litedio, & angattio | Pon tanto fermoneggiare , ¢ molci non verran- RO alle Mefla Maggiore: & fe miapplico alia ash palantes qualche Scrmone, 6 libro divoto, thidiranno , che poono leggerlelo nelle lor ca- _ fe, ¢ che licraccengo fenza caufe, rendendo _ ontrofi gli Vflicij Diuini ? py ac Sempre il mondo , & i fuoi fencimenti - fono oppotti, e'contrarij a quelli, che s‘accin- _ gono a fodisfate a loro obbiighise {e V.S. vuol | profeflare le leggi di ferno di Giesu Chrifto, won ha dadar orecchio acid , che dicono le Ordaci, ecemérarie lingue , perché conren- fando! tal perfone , non fi pud dar guftoa Dio, come fcrife San Paolo: Si adhuc bomini- (platerem ; Chrifti feruus non'effem: ad Gala- as, cap. Is, Vv. S$. cerchi didar gufo a Dio, & Mccudiica a fodisfare al {no obbligo, ¢ dif. prezzi i Goiftri giudizij de} Mondo , inimico Antico della vitci: Neé fara colpa fua , fe al- eboi non verranno alla Mcfla Maggiore , poi- “the tion € obbligata a predicare 4 cutei , ma © aguelli, che verranno: importera pero tO, che V.S.non fia molto longo nel fuo _ Sermone ,6 Lezzione, accid itepidi, € poco ” @ffettionati alle cofe di Dio non pigiino da ~ @ueito occafione di cenfurare ,¢ lafciar d’vdir- Io; che per quefto difse il Concilio , fefs. 5. cap. “, che fi predichi cum breuitate , & acilitate fermonis . a1. P. Mi dica, Padre, nel tempo della Mele , che hanno jicenza di tranagliare> | Giorno di Fefla , aucrd obbligo di pre- al quale V.S. prefiede ;fi compoae di gente gior isicra, € fono pochi i Citcadini, ¢ oobilj, che reftano pst ‘poter a@itere ;non aucra V.S. obliga di predicare quefti giorai ; poiché niuno € obd vna cofa fruttacoria , qual farebbe. predicare, non auendo vditorio: pero; fe i) pope olo a. compone di mola gente difoccupita, e pud aflittere, fata neceflario prédicare ; poiché vi fara béhebrio fufficience » per vdire da parola di Dio. 22. P. M’accufo Padre, che fono Raco an. che negligence in infegaare la Doctrina Criftia- @ miei Parrocchiani. _C. Comuntmence dicono i Dottori, ched Parrochidéuono nelle Domeniche , ¢ Fefte in. fegnate irudimenci della Fede, ¢ la Dorcrina Criftiaua a’ lor Suddici : Sic Barbofa de Officio Parroch. part, t. cap. 1. num. 1, Machado Tom, 2. difp. 6. tirca ¢ precept. Decalog. quaf. Voicay puntt. 8. fub num. 4.°§. Quintum é#. Pofseuino de Officio Curati, cicato, € feguico da Remigio nella fea Somma , Trat, 2.'cap, 1.§. 1. Leandro defSacraiinto part. 8. Trad. 7. difp. 8. qust. i.beaché quefti Aucori non | conueagano cacti, fe Guetta obbligazione “fia in vir) del Conci« lio di Trento , 6 nd: Léaadro fente di 20. Cie taodo per la fua opisione $a, Trulleach , Vic- torello , Soto’, Ledefma ; ¢ Filiucio . Barbofa, Bonacina, Machado, ¢ Remigio, flinaao, che quefla obbiigaziode nafca dal Coocilios ma quefta queftione importa poco , poiché decifo , come l'affermato , che hanno detra ob- bligazione , € cofz , che per il noftco iacéacg poco gioua il fapere, fe é per prececco del Cons ow 6 per altra legge diftiaca. . Adeffo mi dica’, per qual caufa ha fafcjato V.S. di {piegare 12 Dotcrina Criftia- na? P, Padre, perché é acl mio Luogo vn Matttro di-fcuola , che la {piega con dili- . genza. C. I! Macftro la iviega folo in {cuola, 6 pur anche neile ftrade , 6 piazzc ¢ P. Padre, folo ia fcuola la {pitga. C. Quando v'é Macftro, che iofegaa la Dota trina Criftiana, fence con altri , che cica, Leaa- dro del Sacraai. fupra quajt. 2. che il Parrocho refta libero da queft’onere: Io perd non poflo affencire a quefta Dottriva , perch¢ nelle Repu~ bliche , ¢ Terre non curti i @pciulli vanno alla fcnola, ¢ quelli, che vi vanno, fogiiono auer in cafa chi baftaacemence griatrule : ma tis mangooo molti fancialli, a di padri poueri, che o¢@ V'apprendoao in c né vanno allz fcuola. & come la fapranso Ie figtic , che d’ ordioario, ¢ per lo pili aon vanno alla fcuola, e moltiffime d'efie fono figiie di poucri giorna- licri, ¢ geote rozza , che n¢ iufegaano loroi rudimenti della fede , n¢ anche i loro Padrili fanno , come con fommo dolore ,¢ ayo gt ¢ | 2 t ohh aw 1 ’ AW fh 4 Te Hit bee : : ith Sth i tet) tf | j it ral a ee OE a
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