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aan j 0, at rAd ine oa 4 ert OU ¥ my 5 .s 21T ei at cand: [e efprean ilk 5 Come ; 4 Que +4 mace- Concilio no'l defiai., 0, & alcriluoghi canco chia- If et €cosi quanto a me tengo dubirato, che fii efpreflo comandamenco pacilio, at! quale comandd 4 Parrochi, Domeniche’, & i giorni fettivi predical- Qualche pita puo auerG in queto, & a nero . ot, sees cee’ Mi'dica , compueato cutto l’anno paffe- ie’ nic arn 4 ; *;0due'meG difconciauaci , la(ciando hor i’ Domehiche , di poi vn’alera , & poi vo'al- hice afGiéwne faceficro duz mei? | ‘fete Bonacina Tom. 2. difp. 5. circa 3. pracep, wamobrem che i] Parrocho , che lafciaile di icare per quad vn mefe aon conciaue, pro: tei potrebde fcufare dal peccaro pale ¢ ‘che fe lo lafcia per va mele conti. )30 per dué, 6 tre mefi dilcoptiquaci, cca medce: lo ft<fo dice Leandro dsl amend’ wbi' fupra quaft. 15. clog, cheil ocho, che Jafcia Ui predicare per vn mele bate } 6 per due, 6 tre meGi difcontinua- pecea mortalmence ¢ EB coccando qutito nit 7. € hon determiai cempo , dice pe- , ohe'guelio , che alcuna , 6 molce volte la- di predi¢ar€i giorni aflegnaci dal Conci- non pecca gravemence: Non tamen vides sid omittant. Pid largo fi Trulleach lib, Devalog. cap. 1. dub. 4, num.14. done difle, peectaua folo morcalmence i] Parrocho, che D ’'anno hon predicaua , fe per {¢, 6 per te dejl'aniine: QueRe fono le parole di ach: Solam peccave mortaliter , fi toto in- sere. Mi guaiche Contradizione : non poflo af Atari; perche , fe cfpreHamence Comande il Contilio sche ructi i giorni feflini predichiso Partochi; come fi porra credere , che iolo mutttine colpa prane , non predicando in — oVannog Che per’ la paruica di maceria, tdargnalche inrerpretazione benigoaal giliD 34 dica, che lafciar vn gicrso, 6. Gipredicare; quahcunque di quefte volte Dpoxciiewn mele , gia pare ragioneuole, ‘if voz volta vn mele intiero fenza predi-. ; Paitre , pi di ‘fei meli auero lafciato di ©. Non’ oftanre i! Decreto del Coacilio,, balog, q. vhica, puntt. 2. fub num. 3 t« S», Suarez de Relig. Tom. 1, lib. 2. caps 16. 3 dice ) tam rigotose , ac pracisé id pracipere, wtare grauiter cenfeantur , fi interdum, vel tri proucdéu’ ‘quello , ch'tra_neceflatio pet Gand nunguam pradiiarent ; modo tamen per we per alio$ prolideant neceffaria jalutt anima- »Confeffo , che non poffo aftentire 2 que- mtenza di Trulieich , n¢é anco Jafcio d'an ap IE DilP Obs ch buon Parl prdicres 349 ¢ probabile :Ma il lafciarlo .canto tempo, cow me fi faré credibile? Trouo anche qualche» Caatradizione in cid ,.che-dice Truilench jpere che il Parrocho ha da prowedere quanco € aes ceflario alla falute dell'anime., perfe , cooperate tri:& dimando: 6 il Parrocho ha legittimosiae Hedimento ,.6 nd? Se-non 'ha , non pad fox ftituire cucco Panno vo'alcro; poiché foloial cafo di legictimo impedimento glielo permecte — il Concilio , Sef. 5..cap. a« de reforus. Per alios idoneos 5 fi Legitime impediti. fuerine: & fe il Pars roco per fe ha da pronedere quelloé neceflarios allafaluce dell’animes Adunque per fe hada predicare ; poiché con grandiflima difficol® &i porta is alero modo prouedere alla faluce dell’anime : Né Suarez, ne alcro , che.cica a! {uo fanore Trullench, lo fanorifce ; né dice tal cofa, come anuerte Leandro quaft. 9! tia? tata; ¢ confta, dalle parole di Suarez, che di fopta ho ciraco, yo 13. Auuerco , che quando hd detto ,che il Parrocho , che qualche volca lafcia di predi= care, quancunque fia vn acfe in volce difcoa- tinuace ,noa pecca graucmente ; deucincens? derG riguardo alla legge del Concilio di Trea- to; pecché riguardo alla legge Diuina:, fem. pre che il Popolo né ha graus aceeMica ¢ ob- biigato il Parroco forco peccato mortalea pre- dicare : [cd Barbofa vbi fupra , {ub aam. 8. Box naciaa uel,Juogecitato , num. 30. &alcti . ’ 14. Midica adeflo, che caufa VS, aucug per crala(ciar di predicare ¢ 3 P. Padre, o’aucuo alcunc, che mi parcus mi {cufaffero. ; C.. Egualicrzno? x 3 ) P, La primacra il vedere, che alcri m Jaf{ciguanodifarlo, 4 .° oo \ C. Il coftume legittimamence iotrodocco » deroga allalegge EccleGattica , cosi l’iafegao colla comune.uella mia t, parte delle Conferenze, : T rat. 3. Confer. 7. §- 3+ Num. tQ« Sieche effea-» do legge Eccleliattica la decerminazione defi Concilio , che. comanda ,a’ Parrochi di predi~ car le Domeniche , ¢ giorni.fettivi , ceflerebbe » quefta legge , fe vi fofle vfo legiccimamenre ia-» trodotto contro d’efla: Ma, non,v’é fimil vfo, ' che Ga legictimo; perche), accid I'vfo Ga fe« gictimo , fra l’alere condizioni.fi ricerca il con- « fenfo del Legislatore: confta ex leg, de quibugy » L, Sed ca, ff. de. degibus ; ¢4o tieuc come cons 5 Ranre Caftro Palao. Tom. 14 Trat.g.difps Zo pun 2§ 4: 0KM, Lae 10 lafcio decco nel citate > Juogo delle C onferenZe nuthe 47> Sed fic eft 5 che 1 non v’¢ il. cogfealo del Legislacore, ch’é il Cons) cilio , né de] Papa, che pare pocrebbedarlo;: » & i Vefconi , anche non effendo i Legislatori di» quefto precetto, »fogliono d'ordiaario nelle vie? fice ordinare a’ Parcochi_, che oferuiae quetta © legge del Concilio : Adanque 0a, vévfo ines trodocto , che deroghi alia fopradccta eee ’
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