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lus ( aggiunge $,Geronimo ili ) Dei verifime disitur. Douendo efsere vita, ¢ Panimad’vn Sacerdore, ibominazione grande , che fia im- ¢ {porca ? Quaoro dereftabile cofa fa- erdotedi penfieri impuro , di parole : , di conuerfazione difsoluto , di crac. iofo, di paffi obliquo, di cuore la- danimo fenfuale, ¢ difordinaco di af- i2Se erartorono ignominiofameate i perf: judei il Redencore, son lo {fprezzano me- Sacerdoti , che menando vna vita impura, riceuono nelle lor mani, dice Teodorerto p. 1%. Epift. 1, ad Corinth. Eum ignominia, undis manibus accipiant; Vana volca ciafero fangue ie facrilegh: lor mani gli Ebrei d’ia- a Chrifto Signor Noftto, cogtieadogti rezza ioumama ja vita fopra va tegno; idolore ! dice Terculliano 1:6. de Molat. che ogni giorno peggio lo trarcanoi i dell’Alcare! Prob feclus! femet! Iudai manus intulerunt , ifti quotidie corpus eins it. O° manus prafcindenda} amor di Dio, ¢ {uo, figlio, lo pregova re quelle parole dell’Apottolo , che gli che la {ua anima, ¢ depofito di Dio, citis » quia Templum Det eftis : Nefeitis, quia ora wefira membra funt Chrifti? Ec efsendo petto Reliquiario , doue fta Dio , Taber- solo di Giesu Chrifto, Sacrario del Ré del , Arca de’ cefori Divini, Trono del? Al- mo,& abicazione deil’Oaniporence , fara t, che volando le fpaile asi amabile Mats i framifchi profanamente con chi ¢ depofi- ‘del Demonio, Couile di braccure , cafa di fcinit , albergo.dimmondezze , ¢ riceecacolo ormitd? 7 ollens ergo ( aggiunge |’ Apofto- ) membrum Chrifli.faciam membrum me- #s¢Oh noo permetea il Cielo , che pofsa » ¢verificarfi di V.S, quella feacenza di S, fonime § /fle pollatis manibus, & quibus pan- te mulicris corpus tractauit, falutem bomi- im tangit, & vecipit ore, quo paulo ante bajfia clrictimprefiic. Ifie ore fatente , corpore to demergit cum, quem Angels videre conca- it <7 quem afpiciendo delectationes aternas int. St a’ Secolari , quaada hanno ad vitarti a Dio, ricorda S. Paola, cht s’ hino da guello ¢ joro permeiso ; quaaco ne cofa fara , che va Sacerdore, chic nelle ai ha da ecoer ogai giorno il Signore del sinfanghi in quello, che gli é canto proibico?®(S. Agoltino Serm 37. ad Fratres in ~ Bremo) Ecce laicis conmgatis ad tempus abfimere r tipitur, wt vacent oration; C7 Sacerdotess s Corpus Domini confecrare omni die opor et concubinas im domo fua babere non erubef- eee » 7ui Sanciiffimum eus Corpus. ro di Giesi Chritto ( 2. ad Corinth. 6.)° "Capitol V.Dell Efottazione cheb ds fanfialSacerdote? 943 Le raceomaado alcresi la diligenza ia pre? pararfi con fomma riuerenza a! Disioi Timo Sacrificio della Mefsa: Prima d'accoarG all’ Altare, fi raccolga in fe ftefso, prousndof,.. come dice S. Paolo 1. a4 Corinth. 1. Probet aut tem fe ipfum homo; per andar colla decenze douuta a si Sacro Miniftero. Qucllo. che he da prrorare alla prefeaza’ d'va: Monarca, pri» ma d’andarui, fi prous, efamiaa le parole,’ che ha da dire, s’addedra nelle cerimonie, che ha da fare, fi polifce modefamence, ficom- pone ,¢ fpeade molto cempo ia difporG , per fare con decoro la fuz comparfa: Or. fe ques fto G fa, Sigaor mio, per parlare ad vn R@ della Terca , che é poluere, cenere; fterco, terra , ¢ nicnce 5 qual donere fara,fi faccia , per andar a craccare coll’Imperacore del Cielo tan-~ to da vicino , come vi fi tracta nell’ Altare 3 Se ra giufto, che (i _purifichi: auaori la cofcienza; fi purifichi l’'anima), ¢ s'adoraicoll’vmilea , ri- nercazs , ¢ fommiffione, confiderando |s pro~ pria badczza , lafomma grandezza di Dio Sas crameatato, ¢la {ublime eminenza de) Miaiftes ro , che valli ad efercicare . Se la Pariffima Re« gina degli Angioli {i curba , s’aonichila, s’vmi* lia, fi ritira, @ prottra acerra., quando nel {uo Sanciffimo Veorre ha da riceuere la Macita Diuina: Effendo il medeavo Dio quello , che V.S. riceut, come grauemente pondera S.Ago- ftino fuper Pfalm. O veneranda Sacerdotuns dix gaitas , in quorum manibus velut in vlero Virgins Filius Deé incarnatur : Molto ragioneuole fara, che prima s'vmilij , G prepari, e G difponga,¢ raccolco vna m¢ezz’ora nel fuo incerno , pou deri coll’ attenzioat poffibile |’ opra Soura- na, che va a fare alla prefenza del Crea- tore. Alcresi l’eforco , che procuri dire la Meffa con moderaca pofatezza, con graue circon+ {pezzione , con religiofa modeftia , ¢ con Mac- ha vmile: aon € alcra cofa il celebrare , che cenare alla Meola di Giesd Chrito, Bene, € Sigaor Noftro: H. maagiar fretcolofo , fenza modo, ¢ modeftia alla Meafa d'va Principe é cofa, che croppo difdice , ¢ che fa notareil: conuitato d’iaciuile , vile, ¢ fcoftumatos Scare alla Menfa del Cielo feoza rifpecco ; Mangiar ib pane degli Aogioli fenza riucrenza ; dir vaa Mefia freecolofa, é cofa, che moleo difpiace aila Maeita Dinioa : hanoo da farfi con graui- ta le cerimonie ; da pronuaziarfi con arceaziow ne le parole; da meditarfi:con macuricd iMie fterij Sacti, che +i fi rapprefcotano: da conhie deracfi, che quel Signor incrueaco , che vif? {acrifica , @Jo tteflo , che s'offerfe neji’ Ara della. Croce diiuniaco di Saogue , olcraggiaco , vili- peo , inchiodaco , facco: {peccacolo di (cheraij d olcraggi ,@'igaominie , d'iagiarie , & obbros bij, oggstco d’irrittoni , di guanciate, ¢ dé tipudij»¢ che fi fa in queite Miltero Celee com: 2 | 6 ; ax

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