BCCPAM000545-3-09000000000000

¥e ute : 20 che ‘m’accufo, Padre , che one fui infermo , € bon celebrai, an” altro le Mefse della Ca. giorni lafcid di celebrare ? eto giorni . datore auefse ordinaro , cheff isa ogni giorno per rifperco , ¢ del Luogo , fecondo s’¢ detco nel rebbe V.S. obbligata a far dir le altri,i giorni, che per infermiea , 6 pedimento legittimo ella non porefie ‘Ma non effendo per rifperco del Luo- della perfona, & auendo il Fondarore mardo 4 quella, fence Leandro vhj aft. 19, ch’tiicudo iofermoi] Capella. nha cbbligo di far dire le Mefitc ad al: Barbofs , Homobono, & altri, apud aa 2. Trat. 14. refol. 27. tengono uciio vero , quando i] Capsliano ftain- Pir orto ,6 dieci giorni. Pictro di Nas Naldo , apod cundem Disaam sbidem no che quefto ha luogo , benché lin. a fia d’vo0 , 6 due mefi : Diana Peftende Gio 4 quindeci gicroi. Quefte dortrine fi fon. aco nelliccerpretare con fuauicd la mence def pdarore: perche ( dicono) son ha da pre- i fofle si poco piciofo, che lafciando @icelcbrare tutti i gierni, no’l (ccfs fie, io ¢gli qualche giorno folie infermo. . lo perd in quefto cafo mi corformo olla Gottrina di Catiro Palzo Tom, 2. T rat. 3a fp. 1. punt. 6. num. 25. il quale parla con iftinzione,¢ dice; che fe la fondazione dif- » cheil Capellano celebri per fe , 6 per al- , dicendo: Voglio, e& ¢ mia velonta , che il bapellano celebri iati giovni per fe, d per altro, 6 tite claolola fiarigiiante ; in quetto cafo , nel po , che il Capeliano {ta infermo , 6 Iegit- cate impedico , ha obbligo di cciebrare altro:Ec é la ragione , perché poncndo @uch2 claofola il Fondatore . manifetta il fao pimo se dicendo per fe, vel per alinm , pre~ tent il cafo defer il Capeliano impediro,¢ dice , che fopplifea per wn'alcro : Aduoque fas _ Ta obbligaroa farlo, ando oclla fordazio~ He ¢ claolola di guefio ceaore : ma fe la fonda- one impoue onere perfonsle a! Capsiiano di brare per fe medeino, dicende: £ieggaft Ca ino, che per fe medemo celebri 5d, voglio , che pellane eletto cetebyi egli fteffo; ia quelto fe fice infermo orto , 6 quiadsci gicr- Bi, bon fara obbiigato ordinar le Mefle ac va’ altro ¢perche eficndo canto comune , & ordi: Mario in guefia vica cader in infermica , 6 altro ‘Calo fimigiiante, non auendo ciprefio il Fon. ore, che in quctio cafo celebri per altro pellano ;& aucadolo obbligato a celebrare fieflo , fifuppone,¢ prefume , che in calo Otto, © quindeci giorni_infermo yolls Capitolo IV “Parte 117. Dello Pipendio della Meffal #35 (gravatlo dell’obbligo di far fupplire ad alert” le Meffe, ‘eee 170- P, M’accufo Padre; che auendo lao {ciato quella Capellania, o’orreani vn’altras con onere di dire ogoi feceimana tre Meffe : & io alcune vole Yho anticipate, ¢ detre oele! la prima fetcimana Ie fei, € nella fecondas niung . id C. Fi mence efpreffa del Fondatore , che Gf diceiiero dererminaramente per ogni fertima-' na le cre Meffe. dicendo: Voglio. e& é mia v0= lontd , che niuna fettimana fi paffi fenza celebrarfi' letre sreffe? ptrché , fe quefto fofle, con po- teua V.S. anciciparle , né crafportatic , ma’ aucua da dirle in ciafcheduna feccimana: Cosi Pinfegna con Ceatdo , & alcri, Faguadez fo-' Prai precetti della Chiefa im 1. precept. lio. 3+ Cap. 9. hur, 2. : ‘es . P. Padre, non efprefle fimil cofa i] Fon- datore . . 3 C. Adunque , fe non Pefpreffe , née y'e cir- coftanza parricolare, per la quate pud prefue merfi , volefie decerminar fifamente , che fi ce- lebrafitro ogni fercimana Ie Mefe, pote V.S.’ molto bene anticiparle ; come con altri, che cia , dice Fagundez ibid. num. 1. ¢ con Rodri- gtéz, Regioaldo , & altri, Diana p.2. Traté 14 refol. 16, perché feaza dubbio é meglio per’ Vania , che i {offcragij s'anticipino , che fi di- ferifchino : Adungue &c. 171. Deve perd avnertiti , che non é lecito’ celebrare per ftipendij auuentizij: v.g. ogpi voglio dir Meffa per il primo, che mi darala. limofing : perché il Sacrificio della Mefla noa pud ftat fofpefo afpeccando il tempo fururo: Ec il dire il contrario é cafo cenfurato da Cle. mente Orrano in vn Decreto della Sacra Con= gitgezione , con queftée paroles Tanquam plu- ribus nominibus periculofam , fidelium [candalis, ce offenfionibus obnoxiam , atque ad vetufto Eccle~ fia more niminm abborrentem: Vedafi Torecilla nelic Confult. Trat, 3. Confult. 1. num. 1.¢ num. 8. Quefto potra aner Inogo, quasdo dalla Ta~ uola fisa ,che i! Sagriftano , 6 Collectore ,6 Maggiordomo dei Capicolo ha da ripartire ta- li Mefle , 6 cance , le quali porra dire anticipa~ tamenre quello, che vi ha diritco, per cficre di quelli , a’ quali deuonfi dare , ¢ quefto anaati che glifijno ordinate: Come dice-con Aragon, Vega, & aleri , Pagundez , vd: fupr. num. B. , } 172. P. M'accafo Padre, che per efferfi per- fe alcune rendite di quelle , che lafcid il Fonda- ror della mia Capeliania , non celebro pit le we Mefle, ch’egli difpofe per ogai fetrimana,; ma dac folameare. dea C, Fa quefto V.S. con aucorita del Supe- riore? ee p. NoPadre; perche, efleado ricorfo dal Velcouo , accid riduce fc le Meffe a quel canto, Ve 2 ch’

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz