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“56 to nella Propofizione 9. d’Alefsandro: pudpe- r6 auere qualche ioterprecazione , ¢ latitu- dine , come rifolueré coll’ interrogazioai fe- guenti* : Queftitre reali, che fi diedero a V.5. di fti- pendio , erauo di fondazione di qualche Bene- ficio , 6 Capellania , che V.S. pofsedefse ? Per- che , fe quefto fofse , porena V-S. farle celebra- re, dando lo ftipendio giatto , ¢ riferuando per fe quello, che v’era di pid dello ftipendio - comune; & ordinario ; come dice’ Torrecillz Sopra la detta Prop. 9. num. 1. 3 ~B. Padre , non eraao M<{se di Beneficio, né Capellania , ma di ftipeodio fciolro . : “C. La perfona, che ordinana a V.S. quefte Mefse , le profefsaua amicizia ftrecea , di modo che porefse crederfi, che le defse per regalio quello ftipendio vactaggiofo? petche , quan- de per quefto rifperco’, 0 per l'aurorisé fpecia- le de] Sacerdote, 6 altro motino fimile, fi da ec- cedence fipendio, pud tractenerfi l eccefso, dando agli alrile Mefse collo ftipendio ordi- ° nario : Torrecilla ibidem « P.' Padre, quefto non fd per farmi grazia,ne r profefsarmi ftretta amicizia ; ma perchée cosi foléna fare la cal perfona , che midiede ta Mefsa . 156. C. Ec il Sacerdote , a! quale V.S, ordi- no la Mcfsa , ¢ diede minor ttipendio di quello V.S. aucua riceuuco , fapeua, che a lei era Raco daro maggior ftipendio ? P. Padre si. C. Ecoouenne volontariamence in pigliar lo ftipendio , che V.S. glidiede , 6 pure lo pre- fe per viol¢nza , 6 per timore , che nell’auucni- re V.S. non douefse pit} proucderio d’aitre Mef- fe , fe non pigliana queile ? P. Padre ,come che gli diedi lo ftipendio comune, regolare , & ordiaario, egli volon- tariamente , ¢ di buona voglia lo prefe . C. Eon ands V.S. cercando or quefto , or quello. per ricrouare chi Ie dicefse per minor flipendic ¢ P. Padre, il primo, a! quale parlai, s’of- feri fubico per quelle con fommo fuo gu- flo. ; . ; C. Né meno V.S. coarefe con quello circa il dousi {str canto , 6 quanro ? P, No Padre, {i quietiffimamente: To gli diffi ;2 me fono ftace date cance Mefse a cre reali di limofina ; vedi fe. vuoi celebrarle per lo ftipendio comune’, ¢ corrente ; ¢ fenza altro dire connenne d’accertarie. “Cy Suppofto gquefto , pore V.S. ‘difpenfar quefte Mciic a mioor Hipendio dj quello ticeucs Cosi fence con aicuni Moderni, che caciuzo il nome cita Lumbier ne’ fragm. Tom. 2. fragm. 2. hit. $98- fol. ( mb: ) 569. ¢ con ilcorfo Motajé ,¢ Prado ; dice il medemo Torrecilla “obs Jupra num. ¥9. pag. 1770 della 2, impreff. Trattato XTI. Dello Stato de’ Sacerdoti: Diforte , che , non oftante il Décreto d' no VIII. ¢ di Aleflandro VII. pud il Sac al quale € dato maggior ftipendio , difpt ad alerile Mefle, dandone loro miaor quefto perd , che dia ad effi lo ftipendio4 ¢ corrente,¢ che cid non fi feccia contend € con concerto litigiofo; né fi vada cere ot I'vao, or l’aftro , che le dica con minor pendio s¢ quello, che fe le addoffa, fi che Valero , che glicle da , ha riceuuto may re flipendio; e fenza violenza , né cimoré uenga dirle per meno’: perché andando fa in quefto modo , fi prefume, che ceda tra parte dello ftipendio, che l’alero trat perfczeficome, fe le dicede fenza ftipel alcuno meré gratis , porria Valtro reftar fen tutto lo ftipendio , aleresi potra reftarfene parce ,quando gli vengottio decce volont meoce per meno. ane "7 157. P. Padre m'accufo , che auendom dioato yna perfona, che le dicefii voa ¥ votiua di Noftra Signora, dandomi ig ftipendio , 16 m° cff:rfi di dirla, ¢ pol’ didi la Mefla di Nofra Signora , ma quella AG Ar a “C.*Sencotio Nzvatro , Bonacina , Diat altri , che cica Leandro del Sacramento 7 2. Trait. 8. difp. 7. queft. 67. che v'é obD di dire la Meffa, che fi promife; ma cheq obbligo non é fotto peccato morale , ma) niale . 1! medemo Leandro fence per prot bile, che né meno é€ vepiale. Io giudiee che s' abbia quefto da rifoluere con pil’ finzione , come’ moftrerd nelle dimande guenti. a 158. Mi dica : gli fi ordinata per gio determinaco quefta Mcfla 3 i P. Nd Padre, folo mi difse , che dicefl condo la faz intedzicone vaa Mefsa di gaore. ‘a C. Glidimandd queta Mzfsa per qua bifogao appreteaco, come per la falute di che iofermo , che fofse prricolofo , 6 pera accidence , che volefse pronto rimedio? P, Padre, non aneua vrgenza, ch’eby con quefta proncezza la McfSa. a C. Il giorno , per il quale ordiada V« Mefsa , fi faceua di Santo doppio? P. Padre si. C. Eti giorni (guenci? a P. Padre il gioruo fegucate fi recitana PV cio d'vn Santo femplice, & in quetto gi celebraila Mefla. a C. Sela Meise s‘auefseds celebrare in gt no ci Santo doppio, quantnaque fi dimanda votiua di N. Sigaorz, non pocredbe dirfi sf ché guefto € concra la rubrica , ¢ concro la chiarazione della Congregazioue de’ rith, ha comandato , che in gicrni di Sanco dop non fi dicano Meise vocine; & almeao® = peccas is a
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