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Capitdle IV Parte 111. Dello Pipendio della Meffa fiicrouay2 V,S. in quefia og. da quaiche moko grave ne- Ds ° prrfon2 2 perche ritsae pte in fim'gliavce oece{flicd, Oquai elirema . posra ricene. Ja, per voa Mefla pid Ripco. o refugio, per efcire dalla (va Luovbier uella Somme d’ drag, us bi) 327+ ire, Quancacque moa abbicofa, che zi; pon microvano pero in quetta ac. he V. P. midice. idero a V.S, il neceflario, per dir Mef- po, lumi, Oftia, vino , ¢ vei, ndo celebad.quefto Sacrificio 2 perche ¢ Leandro del Sacramento. Tom. 2. A, Yai. 426 che, fe il Sacecdage boligaco 4 comprar¢ orasment , can- ¢,vino, per dire la Mefla, pao fupplires fiipendio. quello, che ia queito fpende: pue alercsi Torrecilla nef luogo citato, Maioaon mi conformerei 4 quelta dor, tehé., Ooche Gi yfa ne] Paefe , nel qua- lice 1a Mcfla , di.dar i! necefario per dirla, fi vfa darlo , fuppongo,, che no’l a. heranne ; ¢ cafo che Jo negafiero, allora pa- bbe aver qualche luogo guefta opinione : Se We que&'yfo. di fomminittrare il acecAarias meguclo fipsadio giuto, fard i duc reali, iteale, Gia quaucita, che fida, obdligaa. i i Sacerdore a proucderfi del nccefario per Mca: Prouo Ja coof¢guenza: perche iti- dio giufto.¢ quello , che regolarmeace s’vfa ¢3 Adungue , {6 s'vfa dar folo yoreale, fa, che il Sacerdore fi proueda di candele, »» Olllia &c. Sard lo Ripeodio giufto il rea- Woneredi prouederfi il Sacerdoce del oc. tio per.celcbrare. P. Padre, dove io dico Mela, da rutro il tecilario per celebrare la Chiefa : & auuerco »P, chele Mefle ,. che bo ceicbraro in quefto 0, fono flate molte , riccucndo due ftipens nui , & applicando yua lola Meisa . 153. Adungue, VS. ¢ obbligaca refticui- Riucco guelio ha riceyuco <j pil d’vn fti- io. + Padre, gid io "ho tutto confumato. : , V.3. guefii Ripsadij in buova P+ Si Padre , né mai n’sbbi {rupolo, perche Partha, che ordinando i] Sincdo duc reali flo Ripendio, ¢ nog atrivando 4 queto, ci ticcncre da due perfouc quefta quaa- G ‘Confoms V.S, aoche in buona fede» pate dello flipendio , che riccuena di P. Padresi , lo confamai fenza {crupolo Lo confamava oe! fofeacamenco della gala 2di modo che iifparmiafie altre da. t Fee, + ve a ? B; 5 : 335 bar0 2.608 douelse impiegare nel vicco.ordis Dario ree P.. Padse.nd , perché , 6 lo dauo io limaGe na ,6 lo fpendeuo con amici, 6 me'l giude cane. ae _C. Ul Sacerdore , che con mala fede prefe pid ftipendio del ginfto ,¢ obbligaro refticnirlo, & fia teRiguendolo ftipendio, Occlebcando, 6 facendo.celebrare le Mefse compeceatis S¢ lo, prefe ip buoaa fede , € con quella lo. coafund, deuce reficuire cid , ix quo faus eft ditior 5 cioe, quello , che auanzG, per auccgli facro le {pele cid , che ricené in ftipsadio: ¢ i niences auaozo , nicace € abbligaco reftiruire 2 Sic Lugbicr loco cuato ovum, 127. Torreciila phi {upra nvm. 13. perché é regola filsa in materia diretlicnzioae, che quello, che in buona fede confumnd la cofa alcrui, folo deuc reRicuir guel- lo , 12 quo fadus oft ditior » oe 154. P..Diamo calo, Padre ,che io. aucfi da reiticuire ; come dauerei farlo? Perché , fe jo applicaila Mcfsa per idue.che mi diedero lo ftipeadio: fe reftiruifeg ad vao quello, che. m'ancag daco,farei ingiadizia all'alero, poi- che cbhbsto encei due ygualnence parse og! Sa- crficio: Selo refticvifli a cucti duc, ad«f auercida dare tucco lo ftipsadio, 6 parce; fe tuto, far¢bhe mio danno, poiché mene re. fterei fenza emolumenco alcuoo per ja Mela applicaca; fe parce 2 ciefcheduno , farebbe in- famarmi, ¢ pubdticare il mio ptccacg , ¢ Co- sinoa sd, come doucili porcarmi ia quefo cafo.. wa heania ; C. Quefto, che a V.S. par canto difficile, ¢ molto facile ; aon fargbde neceffario , che defle ad cffi medemi cuccro., n¢ parce dello ftipendio; ma potrebbe celebrare yo’altra Meda, 0 pitt fecondoJ'incenzione di. sutti due 3 ¢ f¢ non po- tefle, 6 von voleffe celcbrarie, potrebbe ordi~ narle ad aicri, daado joro lo ftipeadio, ¢ di. cendo agli tefl , che celcbraiero le Mefle com- pstearilecondo fiaceazione di V.S,¢ V.S. ap- plicarle per carci quelli, 4 quali aucua facro iogiufiizia: perché € docerina di Bouaciaas Tom, 3. difp. g. de Sacram. Ench quai. vit, pun. 7 §. 3.nun. 3. che il Sacerdote, che ti- ccuc da quattro Perfone ftipeadij per quaccro Mcfse , non € obbligaco a dire per ciafcheduna {-paratamente vna Mefs:, ma che pud applie car copalatinameocs Je quattro per i¢ quattro ptrfone ; Aduague potrd V.S. applicar voa Mefsa per i due Soggecd , che le diedero il teale per flipeadio ; & anendo auaati ap plicata vn’ akea, cefterd fodisfacco quett'ob bdligo. . 5. P, M’accnfo Padre, che alcune volce m’banno dato per Aipendio della Mefsa cre reali , & io Pho facea dire da vo’alero Sagetdo~ ce, dandogli folo due reali di ttipeadio . _ C. Queite ¢ il cafo formalifimo condanaa- . ae
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