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c : _— Capitolo 1s Parte 111. Dello Stipendia della Meffa « } €compimenco della Sacra Menfa. Ef- , fragmenci lafciaci da altro . Sacerdote, ebro ; come non fpertano al com- nro di quefto Sacrificio , non pono con. nari doppo Ja purificazione ; ma deuono ruarfi, finche altro Sacerdore digiuno 2 fami, come con Suarez, ¢ Reginaldo, dice Bonacina sbid num. 14.(€ noo 1.15. ve ia- Z - peni¢s ; d Diac m part. 6.Trat. 6. refol. 23. ) fe forfi non fofsero i fragmenti canto minuei, ‘ehenon fi potefsero conferuare con decenza; non vi folse Sacrario, 6 altro luogo decen- 4, per conferuarli; ma fi crede efser miaor __ jrriverenza il confumarli fenza efser digiuno, ream fin ad alero Sacrificio: Sic Bo. _ Ma, per efier difficile i! faperfi , fe fijno reli- wie del Sacrificio prefeoce , 6 del precedence; tquefta ragione non efiendo groffi , aé che ino conferuarfi con decenza fino ad alcra fla , potra il Sacerdoce confumarli , quan. que fj doppo |a purificazione. Vedafi Baf- luogo poco fa citato §. His tamen non ob- Se PARTE It. Dello Stipendio della Meffa .\ f : Er procedere con chiarezz2 in que. : ’ ftamaceria, ¢ feparare il cerco dal wh dubbiofo , hada fupporfi, che nel- la maceria dello ftipendio della Mcfla, hala _ Santicd di Papa Aleflandro VII. condanna- te fopra gucfto cafo tre Propofizioni, cioe _ 8.9.10, del fao Decreco, ¢ fono come fie- guovo . _ Prop. 8. cond, Pud il Sacerdote lecicamente riceuere dupplicaco ftipendio per vna Mefla, upplicando achi la dimanda la parce princi- ale de] frurto, che tocca a quello, che ce- cbra ; ¢ quefto anche doppo i! Decreco d'Vr- bano VILL. Prop. g- cond, Doppo i! Decreco d’Vrbano Vill. pud il Sacerdore, al quale fidaono Mefie, celebrare ; fodisfare per vo’alcro , dandogli ninor limofina della riceuuta , tratcenendo per ¢ Pelera parte dello ftipendio, _ Prop. 10. cond. Noa é contro la giuftizia ri- Senere limofiaa per molti Sacrificij , & offsric- ne folamence yno ; n¢ meno ¢ contro la fedelea, _ bench¢ promerca, affermandolo anche con giu- _ Famento, a quello , che da la limofina, che noa _ Pofferira per alcuo’alcro. Lo fpiego di quefte, ¢ delle alere Propofi- zioni condannace da quefto Sommo Pontefict, monet acl fine di queio libro ; Trattato Vii. » 245+ Miacculo Padre , d'auer alcuna yolta set a 3 gedit Fete sh, Filucio, & alcti, che cica Diana ibide 333 celebrato la Meda fecondo lintenzione di due ptrfone. : C. Riceueva due fipendij? che 2 il cafo-cone dannaco nella Prop. 8.e¢ 10. | : P. No Padre, ricenei vn fol Rtipendio . _C. Come lapplicé per t’alera2 P. Padre, vn mio amico mirichiedé , che celebraffi fecondo Ja {ua incenzione. C. E quef’ amico riceué ftipendio per ta Meffa , che V.S. applicé fecondo Ia fua iacens zione? Perché non era lecitoa V.S. riceuer ale tro ftipendio, & applicarla aleresi {econdo l’ins tenzione d’vn’alcro , perché quefto era riceue- re due {tipendij per voa_ Mefla ; ¢ poco impors ta, che lo ftipeadio fi riceua da vn folo , d.che lo riceuano due; poiché quefto € contro ogni ragione ,¢ la. legge naturale. [cd Moya nelle Sue Sel. Tom. 2, ad Tradl. 2. difp. 2. quaft.4e§. 2.num. U7. P. Padre, non riceué J'amico ftipendio per la Mcfla, ma» folo aueua da celebrarla peril Fondatore d’vn’Opera pia , che poflsdeua . C. Aucna obbligo di ginttizia di celebrare quefta Meilz Pamico per il Pondacore,per auer- gli lafciato qualch’onere di Mefle? P, Padre, non autua obbligo di ginftizia, ma folo ptr gracitudine gli diceua qualches Mefla * ’ , C. Equaliparte de] Sacrificio applicd. V.S. {econdo l'incenzione di quett’amico ? P, Padre, quella, che ha il Sacrificio ex opere operato ; 6 corrifponde a’ meritidi Chris fto , applicai per quello, che mi diede lo fis ptodio;¢ quella, che fpecraua a me ex opere operantis, applicai fecondo I’ intenzione dell’ altro. C. Ben’opré V.S.poté ,e doneua applicare la parte, che hi il Sacrificio ex meritis Cbrifti, a quello, che gli diede lo ftipéndio<¢ l'alera parte all’amico, che non aucua obbligo di giu- ftizia di celebrare per il Fondarore : [ta Moya vbifupra num. 48, perché nel Decreco d'Alef+ fandro VIL. quello , che fi condanaa, € ricents re due ftipendij ; ma non il celebrare fecondo l‘intenzione di due, vno di giuftizia, elale tro di gracitudine: cosi feare con Lumbicr, Torrecilla nelle Confult. Trat. 13. Confult 9, num. 15- 146, P, M’accufo Padre, che in alcra oce cafione , auendo riceuuso lo ftipendio per voa Mefla., la celebrai , efftndo fcomuni- cato. C. Erala fua fcomunica maggiore ,6 mis nore ? Q P. Era {comunica maggiore « C. Era V.S, ia peccaco morcale , quando celebrd 2 P. Se ero fcomunicato con fcomuaica mage giore , come potcuo non éfiere in peccaco mors talc? eee 8 a. C. Pué a er =! ery eee Ee ee nes a

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