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/¢ bahante per confticuire mare. m’ accufo, che Rando vn re, mi ricordai , che aucuo bs. | poco di vino. 16 di quefto , quando volle dir ne ricordai , fe non quando ebbi Acfla. no della Mefla era gionto,quan ja all’Offertorio del Calice, pence ad vdire Ja {ua Mefla? Bran parce del Popolo. 8. fi foke ricordaca di non eferdi. bo d’aucr confacrato, aucua obbli- sguire la Mefi2, ¢ confumare il Sa- IraD. Thomas ( qui vnvs fat pro ius citandis notz) 3. part. quaft. ad 2. douc dice : $i Sacerdos poft Con. yem incaptam , recordetur fe aliquid come. yel bibiffe, nihilominus debet perficere Sa- @& fumere Sacramentum: La ragione quando occorrono fopravn cafo 3 shada offernari quello, chee di wegior pelo: Sed fic eft, che é precetredi " Maggior pefo il Divino, che comanda inte. ita foRtanziale del Sacrificio, che !’Ecclefia. 0 cl ¢ comands j] digiuno naturale: Adun- ha da offeruarG i] prececto Diuino ince. foRanzialmente i] Sacrificio, & hada " profeguirfi la Mefia in quetto cafo . > 435. Se fofle ftaco cominciaco i] Canone, lando fi ticordo di non effer digiuno . beoché om auefle confacrato, donena anche profe. la Mefla ; come con Silueftro . ¢ Soro dice ) Verb, Miffa 7. nel Snpplemento , fub num. Dico Secundo: perche . dicono , ne fegui- } {candalo negli vdicori, {¢ allora fila- lac la Mefla. Se non é arriuato al Canone, gbando fi ricorda di non eficr digiuno , hada “Haiciarii la Mefla, menetre non vi Gia {cCaodalo: “sic Sandius Thomas fupra, douc dice : Tutius Eputarem , quod Mifjam incaptam defereret , nifi Yaue jcandalum timeretuy : Daile quali parole ibterifce , che temendofi grave fcaudalo , ha # profeguirfi la Mela , quancunque i! Canone Bon. Ga incomiaciato : & io giudico , che, mMipre che v'é molta geace ad vdire 1a Mefla, Gatemerfi quefto fcandalo; perché penfe. anno , che gli debba rimordere di cofa graue 3 © fidarebbe caufa di molei alcti i) » ¢ fofpecci cemerarij , come dice Bafico 43¢ per guefto, in cafo, che vi foile lolta gente ad vcir Mciia , io la profeguirei, ¢ a i, quantungue auanci del Canone mi ri- Ndafli dinon effer digiuno. Sz coloro , che Heotono, fofiero pochi, fi porrebbe io que- talo farli capaci dell’oblivione nacurale,¢ Mefl ; poiche ia queito calo cefie: e rebbe lo fcandalo, e per non aner confacrato, noo iofterebbe il precetco Diuino d'iacegrare il Sacrificio < ) 136. P. Inaltra occafione , Padre, miri« cordai flando ail’ Alcare celebrando, d’vna cole pa graue , che aucuo commefio , ¢ non J'aueuo: confeflata . ’ C. Quando fi ricordé diquefa? Perche,! fe fe oc fofle ricordato doppo d’auer confa- craco, doueua profeguire la Mefi2, facendo vn’ acto di contrizione con propofico di con= feflarfi, come dice il Dortor Angelico. bi Supra. P. Padre, auanti del Canone mi ricordai di quefto peccaco. C. Aneva commefio quefto peccato auanti. dell’ vicima confeflione ? 7 P. No Padre, ma doppo. C. Se V.S, auefle commefio quefo peccato avanti dell’vicima confeflione, & aucile crala- {ciato di confeflarlo per {cordanza naturale ( ¢flendo preceduro J'efame fufficience ) enon fi fofle ricordaro defo, fe non ritrouandofi, gia all’Alcate; quancunque non auefit confas, crato, poceua non folo profeguire la Meflay, mane anche era obbligsto , dice Diana part. 2. Trat.14, refol. 48. per allora dolerG di quel peccaco, née a tare l’acco di conciizione ncila: Meflamedema: Ma quefta dotcring di Diana, non puo feguirli cosi generalmente, ma folo, nel fenfo, che la {piegherd, come conflera dal feguenre, 137. Dico, che fe il penicente aneffe aunto nella confeffione dolor vero, ¢ generale de’ fuoi peccati confeflaci , ¢ {cordati , non aucreabe di poi obbligo nella Mefla d’aucr fpecial dolore di quel peccaco, che fi _ricordé auerlafciaco in- colpabilmeace nella confeflione; perche la con, trizione in que@ii cafi fi ricerca per otcenner il perdono del peccaco , e confeguire la grazia: Sed fic eft ,che co'l dolor generale, che prece~ dé nella confeflione , fi perdono ( bencheé indi- rectamence ) quel peccaco, ¢ fi confegui la gra- zias Adunque noo fara neceflario in quefto cafo far l’atto di contrizione nella Mefla , anzi Gi porra fofpendere fino alla prima confeflio- ne nella qualedeue confeffare il peccato fcor- dato. 128. Seil dolore della confeffione non fa gencrale dicureii peccari , ma folo de’ confefs faci allora ; dimaodo, 6 quefto dolore fa per motiuo generale , 6 per motiuo parcicolare ¢ fe fi per motino generale: vg. per efice offela di Dio , per la perdica della grazia , 6 Gloria, per il cinvor dell’ Loferno ; red anche perdonato il peccato (cordato indireccamence, ¢ ricuperata la grazia , enon farebbe neceffario far l'atco di contrizione nella Mefla: & € la tagione 5 per- che quefti motiui geacrali fono comuni.a cucts i peccati mortali, poiché cutci offeadoae Dio, ee Te 2 priua- IV. Part. 11. Della Decenza, e551 ntenzione per celebraves 33%

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