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ragioni reftarono, fenz2 effer ¢ quelle particole; primo, per non y materia decerminaca ; ¢ {econdo , per. h erano moralmente prefenti, Rando rate dentro de! Szcrario : come con Suarez, alenza, &.aleri , dice Bafleo Verb. Exchariftia >, M’accufo anche , che auendo con{scrato ce , riflettei , clic yna goccia di vino, che “actaccaca alla circonferenza inceriores copp2 , cade, ¢ fi mefcold co’l Sangue; & ferupole di pigliare , ¢ confumare tl Cali- forfi violano i! digiuno naturaic con quel- a vy cia non confacraza. ‘Che modo d'incenzione ebbe , quando cr6 il Calice . Padre , ebbi incenzione di confacrare, fe. D quella, che ha la Santa Chiefa Car. guefia goccia , che fi mefcold , era nel ella confacrazione molto vicina ail'al- | porzione del vino , 6 era molro diflance,€ bbro del Calice ? “Padre, era nella parte fuperiore della a vicino al labbro medemo del Calice | da ue andd defcendendo, finché s'incorpord 1$S.Sangue . ~ , Vintenzione legitcima di confacrare,e guella , che comuncmence fi giudica abbinoi serdoti, é di confacrare curto i! vino, che vairo nel Calice, ¢ le goccie ,che fono vi- ine alla marcria Voira , enon quelle , che fono nore (fe non s’ha forfi altro modo d'inten. ne) Ira Coninch wd: fupr. nim. 42. & auen- V.5. anuco intenzione di cexfacrere ia quel modo, che I’ ha Santa Chicfa, ebbe confe- Bucnremence inteazione di confacrare nel mo- Go Iegittimo , ¢ prudence ; & cffendo queffo, di ceniacrare le goccie pre fie ail’altra maceria, on le rimote : da quie , che fe quella goccia, pa V.S. fi mefcold col Ssngue, foffe fta- proflima all’ alera maccria , faria rima- confactata; perd cfiendo difiance, no'l E per euicar quefti intoppi, ha da procu- farfi nel cempo di preparare il Calice , di purifi- “tarlo molto. bene , conducendo il diro indice perto co’l purificaroio per tucta la circonfe- za interiore della coppa. 126. Manon aueua V.S. d’ auer {crupolo Pigliate il Santiffimo Saogue , benche fe gli fle vnita quella goccia non confacrata : per- he comefi pigiiaua per modum vnius, Colla i< 35 IP. Part. 11. Della Decenza; ey Tntensione per celebrare: 329 e,perché doppo formai giudizio, t ancuo coofacrate; non per lz ra- V.P. mi dice . perché quefta non la y perché io ripofi le cali particole laconfacrazione ne! Sacrario , & ebbi diconfactarle ftando 1a dentro fer- materia confacrata , noa oftaua al digiuno nacurale ; come dice il Cardinal Lugo difp. 40 de Sacram. Eucharif. Se&. 7. num. 129. Si come quando pigliando il Calice, fc rela atcaccata nell'ineeriore !2 parcicola coofacratas élecico di poi piglistla colle prima. purificazione, come dice la rubrica del Mtflale , tit. de defectib. num, §. feaza che quefto oftial digiuno oatu- talc, per pigliarfi per modum-umus: Adanque lo ftefio ha dadirfi nel noftro cafo . Altre molce cofe fpectanti alla materia , for= ma , & intenzione di quefto Sacramento, lafcio ptr lz cerza parce delle Confereaze Morali., do- ue nel Trarcaro del Szotitlimo Sacramenco dell’ Eucariftia le dird di propofito.. 130. P. Padre m’accufo, che il giorno di Pafqua di Refurrezzione lafciai nella. Meffa il Comunicantes proprio di quelle foleaita, ¢ diff i} comuse. - j ets Heed, Seis C. Lolafcid V.S. per naturale fcordanza? perche , te fofle in quefto modo, nom v’aue- rebbs colpa. TH P, Padre, no'l Safciai per {cordanza . C. Pérché dunque lo lafcié? Fa per diprezzo? ‘perché farebbe colpa graue.. ) ity P, Padre , non fa per difprezzo; ma per n¢gligenza , ¢ per nou andar riuolgendoi fo-~ gli ancecedtozi , pcr dirlo . io; C. E’ probabils, che oon fofle peccaco mor. tale, mafolo veniale ; come con Suarez, Gra- nat, & aleri dice Leandro ds! Sacramenco Tom. 2. Tradl. 8. d.fp . 7-\quaft. 61. done dice, che éfolo peccato veniale, perché ¢ paruica di mareria:: ma quefla ragione , che allega Leandro , benché io non difputi , fe fia vera, o no, ftimo,, che fia cootradeccadall’iftefio Lean- . dro neéia queft.61- citata : poiché anendo cira- co Beraal de Sacram. difp. 6. Sec, 4. num. 9. che infegna , che il lafciare ne! Caoone delia Mefia orto , 6 dieci Nomi de’ Saaci non eccede colpa veniale , pare a Leandro, che abbia parlato con eccefio Bernal: Or dimzndo io al Padre Leandro: Doue fono pia parole, ia guello, che s'aggiunge al Comunicantes comune i gior- ni di Pafqua , Pentecotte, e Natinica,o negit otto , 6 dieci Nomi de’ Santi? cofa chiarac, che fono pid di dieci le. parole, cheha di van- taggio ii Comunicantes proprio di quefti giorni, che il comune: Aduoque fe pare 4 Leandro maceria leggicra il lafciare dodeci parole del Comunicantes, come afferma per eccefio:il la- {ciare otto , 6 dicci parole de’ Nomi de’ Santi’ io fimo ; che potrebbe prouarfi la fencenza di Leandro, diccado, che quello, che lafciail Comunicantes proptio della Pafqua,¢ dice il comune, non manca nel foftanziale della Mefla: Adunque non peccherebbz mortalmente 5 fico- nie dice lo fteflo Leandro ibi quaft. 63.che aon é peccato mortale dire in giorno doppio ,6 Domenica, Mefla Voriua , 6 de Requicm. Ma : Tess come
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