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o Capitolo ITT. Dell’ ¥ ficio Diuino . no, ¢ Laodi: la ragione ¢, perche ia 1odo fi compone vn’ Vflicio formale ,e¢ sbenche matetialmence non fiail perché ¢ meglio correggere |’erro inco , che profeguirlo : farsbbe profe. ¢ Perrore , recitare )’Ore deila Feria, quan. conofce, che fi deuce recicare dei Sanco: ue &C. 6. Dal detto s'inferifce , che quello , che endo reécitato tutco I’ Vflicio d’vn Santo,6 tig, ¢dipoi concfce, che firecicaua d’vn' tro Santo ;fe non v'cbbe colpabiie acgligca. anrecedente , ne peccd , né eC obbiigaco res care Ja feconda volca de! Santo, di cui doue- precitare jefe v’hd auuca negligeoza colpa. bile precedence , fara peccato veoiale gucha ne- ¢oza; ma non auera obbdiigo ci ripecere Vificio . ne fara peccaco veniale il lafciare di - epeqgpmai volta. Sic Leandro loco c:- pale 4s 97. S inferifce per fecondo, che fe vno ree 66 dalcun Senco i! giorno , che cccorrena j faa Terra 5 ¢ doppo pafso in vn'alera, do- on ¢rafi per anche facco !'Vflicio del cal Santo, ma s'era trasferico, quantunque non fia obbligaco 2 recictare la feconda volta. di | Sanco, ha pero potuco farlo , conig dice nd. ibid. q. 52. 98. P, Padre , io ho per coftume di reci- are Mattutino, ¢ le Lodi in giorno antecedenre fa'icardi; midica V.P, fe taccio bene? C. A qualota della fera fucic V.S. reciy Bees | , Padre, alcune volce alle tre, & alcre alle trodi Notte. - Gia per il coftume introdotto é le. recitarle Ja fera. del giorno anteceden- il giorno feguence ; ¢ quancunque fiz caufa, non é peccato veniale 5 ¢ ponno arfi alle tre, 6 alle quaccro della {cra , co- nm Caramuele, Troench. & altri dice» ha p.10. Trat. 16. refol. 46. & alcri, che 10 il nome'cica Machado Tome. lib. 2. it, 3. Trat. 2. docum. 6. num, 3. (cotono , che bunO recitarfi dopo Ie dac, ma ioné lo {c- i , O€ Configiiarci ; i] primo si. S’auucre2, i fi patia ali'vfo , che ficoncano I’ore ia fone wat yi 9. P, Ancora Padre, alle volte recitauo blo Mattuting la fera, ¢ lafciauo le Lodi per mattina fegueote . C. Anena qualche caufa per diuiderlo ¢ Alcune volte per qualche negozio occor- jalere pereffer accediaco da certi Matcu- ‘sini longhi 3&altre anche fenzacaufa. © Auvcndofi cania ginfta , ¢ lecito dinidere \ g28 il Matcutino dalle Lodi} lafciandole, per las mactioa del giorvo feguente. ius 44 E fe tifa fenza caufa , dice Azorio, che fara peccaco veniale , part. 2. lib. 10. cap. 8. quefe ¢ Io pero Bimo probabile, che aon fara pec- caro veniale , quancunque fi faccia fenza caufla alcuna + Bafleo Verb. Hore Ganonice 3. nuns 2. ¢con Nauarro , Suarez, & alcri. Leandro del SS. vbi fupra quel. 70. Ee in quetto cafo dice Gauanro , che al fine del Mattutino ha da dirfi }Orazione del giorno co’! Dominus vobifcum Gc. Benedcamus Domino Gc. Vide illum smy- Rubr- Miffalis , Se. q. cap. 2. Uconcrario alic- rifce coa alcuni Moderai Saachez ae’ Coafigli Tom. 2. lib. 7. dub. 20.n. 2. 100, P, M’accufo Padre, che noa ho offer- naco ancl dire fe Ore i! cempo decermiaaco ,che fuole offeruarfi in Coro. C. Soleua V.S, recicare fin’a Nona auaaci mezzo giorpo? P, alcune volee si, & alere Ie recicavo dop- po mezzo giorno. C. Le volte , che recitd doppo, fi con qual- che canfa ¢ a5 _P. Padre, alle vole per ftudiare va poco fa mattina ,¢ mole fenza caufa alcuna. C. Recicando eutto /Vificio deatro delle ventiquacer’ ere dalle dodeci, alle dodeci del- la nonce, fi. fodisfa baftancemence , per non peccare morcelmente: Ene meno fara peccato venialc, non recitarlo a’ cempi , che fuole reci- tarfi in Coro, fe v’é qualche caufa per recicar~ lo auanti, 0 doppo, come per ftudiare , predi+ care ,confeflare, 6 far qualche negozio con- venience; ma i] non offeruare icempi,; & ore fegnace, oon auendoui.caula , fara peccato veniale ; come dice Diana part. 1. Trat. 44, res fol, 12. colla comune, contra Caramuele, che fenre il contrario in Regul. S, Benedifti difp. 112. art. 1, num.1411.¢ fi comproua la oottra af- ferzione co’l cafo diS, Seueriao Vefcouo di Co- Jonia ,il quale ful grauemenace cormencaco nel Porgatorio, ptr non auer recicaco J’ Ore a’ fooi tempi, come riftrifce Papa Victore III. ¢ Dio non lauerebbe caitigaco, fe non aucie peccacto venialmeate uel cafo fuderco . to1. P. Padre, io non vorrei offendere Dio in.quefto,,né men venialmente ; i compiaccia dirmia che rempo deuo dire I’Vflicio , per li- berarmi da. ogni colpa? C. Per quefto , bafera dire Matcucino, ¢ le Lodi il giorao ananci {i'l cardi, 6 il giorno proprio la maccina : l'Ore minori auaati mez- zo giorno, ¢dopo del mezzo giorno Vefpro, ¢ Compicea ; ecceccuacsoe la Quarefima, nella quale hada dirf il Vefpro 2uanti mezzo piorno s Sic. N. Murcia Tom, 2. difquifit.Moral, lib, $- difp- 6. refol. LZ. num. 36- 102 P.M'eccufo Padre, che molse volce ho intezrotco POxe Canoniche . ; Ss i
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