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¥ pron jac eenegeen. - G& Benche la fencenza comune, ecfta Lean- io a Sactamento tom. 6. tract. 8. difp. 4. que. dice , che quello., che recica priuatamence, ry et modo, che noa efsendo fordo, polsa vdire fe ficfso. E” perd proba. ~ pile il concrario 3 il che titoe Azor , ¢ Filiucio, che aera r il a P. ages di Murcia ore, egola Serafica, Caps be §. 2.0. eee la Chiefa folo comandz , che I'v ffi- ynon fi reciti inceriormeate, ma efterier- pte: Atqui , quello , che prononcia |e paro- , benché non fenta fe Acfso , recita efterior. ente s Adunque fodisfa all’ obbligo di reci- pare ls isle Divino. * 9%. BP. M’acculo , che alcre volre , hd tron to alcuc filabe dell’vflicio, ¢ proaunziato male alcune parole, __€, Era quefto volontariamence ,6 per im- - pedimento di lingua? _ P, Son’ alquanto balbuzience,e mi precipiro a formazione delle parole. oC, Adunque , e(sendo per naturale impedi- ato di lingha , oon ha di che auer {crvpolo; lobos tom. 1, della Somma , trat. 24. diffies .% 7, Ma quello , che per colpa fua, 6 per tare con mojta freccolofita, pronunzia ma- pecchera prance , 6 leggiermence, fecondo Péceefso in ctroncar le parole: & ail'ora ilcecefso grave, quando fj mangiano di foedo le patole, che fi muta, & alrera il lor | figoificato , come fe per dire ; Domine labia mea _ aperies, fi dicefle : Domi abia me aperics e6. 79» P, Altre volte ho recicaco con vn com- _ pagoo , che aueua la lingua alquanto groffa, ¢ ‘ | pronuoziaua alquancro male. ~ C. Non importa ; a fuflicienza compinua V.S. all'obbligo di recicare I’ Vfficio Diuino, Diana 2. part. Traét, 12. refol. 5a §- [gitur qui, fe Diana Leandro del Sacramento vb: fupra f & 80, P. Padre m’accufo , che mole volre fo. _ Bo ftato diftratto , quando recitauo !' Vflicio a ino. ~ __C, Era volontaria, 6 innolonearia la di- Mfazione}? : __ P, Padre ,molte volte era inuoloncaria , & ¢ yolontatia. - Quello, che recita ['Vflicio Diuino con Taziong innoloncaria , focisfa al precetco, fnon ptcca, fe yon ha dao caufa colpabil¢ _ ailla fua difttazione per mancanza di prepara- one, ¢ pOca diligenza in epicarle ; che in que» ) cafo fara peccaco veniale recicare co'l pea- re diftracco . La ragione ¢ , perche il pecca- o ha da efitre volonrario in fe, o nella fua a,& vna delie due cofe ¢ ncceflaria , ¢ ba- > per confticuire la colpa : Aduaque» sche fla difiracto nell’ Vfficio iauolon- nte, f¢ ha dato caula colpabile alla Capitelo III. Delf ficio Diwina> 317 in ditsasions pecchera ; @ fe non Jha daa > » 81. Mi dica, le volte, ch'ebbe quefte did firazioni volontarie , farono efctiori, 6 ine terioni? P. Padre, rutce le volee fi interiormente) ftanda co’l penfiero difperfo ; & vna volta, o due fui anche efteriormence diftracro . _ C. Quello, che recica I’ Vfficio Divino con’ jaceriore diftrazione volonraria , non fodisfa al precetto della Chiefa, ¢ pecca grauemence; in feotire di Navarro, & Azor, che citati Ge- gue Villalobos, whi fupra, diffic. 15. num. 6. Lo fieflo fenrono Caictano, Medina, Sa, & aleri moltiffimi , che cita Diana part, 2. Trat, 12. refol. 2. E cengono , che abbia obbligazio. ne di refticuire , Nawarro de orate cap. 20. nim, 32, Soco de iuftit. lib, to. queft. 9. art. 6. conclaf. 4- ¢ 6. Il conctrario afferifcono Layman , Silue- ftro , & aleri, che cita Diana ibid. ¢ lo giudica probabile Leflio lib, 2, de infiit. cap. 37. num.11, ( non dub. 2, come locita Diana ibidem ) dub, 63.¢ per probabile lo quajifica alrresi Diana; perche la Chiefa non comanda gli attiiarerni, ma gli efternis Adu@jg@e quello , ch’efterior- meate recita , quantungbe ioceriormence ftia difratto , pecchera venialmeoce , fe ¢ volon+ taria Je diftrazione , fodisfera perd al precetco della Chiefa,enon pecchera graué¢mence , né fara obbligaco a refticuire: Stimo , che l’vna, ¢ Paltra opinjone fia probabile sma pid accon« fento alla prima , che {timo pid probabile , pid comune, ¢ vera: Vide Moyam Tom. t. T rate 2. difp. 2. q-¥.num. 9. \ $2. Ora midica le volee , ch’eRteriormeare fi divert} volontariamente, recitando, ia che cofa fi diftraena? P. Padre , yna volta finendo di veftirmi, re- citai Prima, e Compicta fueftendomi; alcre volre {criuendo qualche cofa . Ce Levolte, che V,S. recied veRtendofi, 6 fpogliandofi , peccd venialmente , per mau- canza di riuerenza, ma pon morralmence » Le volte, che fcrifle, quaado recicaua, non fos disfece al prececco ; ¢ fe recicd in quefto modo parce notabile dell’ Vfficio, verbi gratia, vo’ Ora Minore, 6 mezza , peccd grauemence s Vedafi Leandro del Sacrament Tom. 6. Trat. - 8. difp. 4. quaft. 19. ¢ 20. La ragione é , perché non fi fodisfa al prececto direcitare , quando fi fa qualche cofa iocompatibile coll’accenzio- ne, come confta cx cap. dojentes de Celeb. Milfs Sed fic eft , che lo (crinere, leggere , dipingere, ecole fimili, fono incompatibili coll’accenzio- ne dell’ Vfficio Diuino , ma aon il veftirGi , {pos gliarfi, 6 lanarfiil volo, 6manis Aduaque quello, che recica fcriuendo, keggendo , 6 di- piogendo non fodisfa: ma bensiquello , che recita lanandofi, velteadofi, 6 fpogliandoli; poich¢ la Chicia ha ordioato orazioai , che fi dicono,; "

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