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‘giddizio prodente; pare ragione- ela quantita oella forma derra; 6, come che nelle Capelianie fta gia fifla- mente decerminata la quantica dello ftipendio, _che cortifponde al numero aflegnaco di Mefle dai Fondatore i non imponendoG altri oneri al Capellano 0 gne ficgue, che curco il refiduo, e. pine al le Mefle, refta corrifpon- dence alrecitare del!’ Vfficio ; ¢ che eralafcian. Jo , s’auera da refticuire . Nel cafo di V S. fara molro facile agginftare tied , che ha da refticuire , perché la fua pagate l'obbligazioni della Capella- | erane quaranca ducati, come avha decto anti, num.23. dn'aono che ha lafciato di yecicare , noo ha obbiigo di reficvire li {ei mefi |, fecondo i! detto nel num. 24. ma folo altri fei efi, ch’é la meca dell’anno: ¢, autra folo obbligo di reficuire la ‘meta della rendica , che fono veori ducati. + §9. P. Padre, non mi trouo a! prefentes x oo. , per poter refticuire quefta quan- ive7 €. Dara !lanimo a V.S. di recicare io aleri mefidue volte ogai giorno I'Vfficio Diui- , Oaltre Orazioni , che equiuag'ino , sppli- ido quefio fuffragio all’anime del Purgaco- > & a quelia de] Fondatore della Capella? h€ con guefio farebbe V.S, {cufata dare. ire in danaro, in feotenza di Nauarro, rez , & alcri, che cica , & approua per pro- Dabile Ja fua dottrina Leandro di Murcia. Vbi fupr. refol.9. u. 4. & 6. eee non m’actenco di rifoluermi a CHO. 60. C. Potra V.S. pigliare le Bolle di Coms fizione ; che corrifpondino a quefti venti du- #perché , come la reftiruzione douuca per nmiffione dell’ Vfficio , debba farfi a’ poue- i, 6 alla fabrica della Chiefa, pud compo- eri con Bolle , dando di limofina quattro eali per ciafcheduoa Bolla , due in {uffidio del- Cruciaca, & alcri due alla fabrica della Chie- »doue é€ fondato il Beneficio: Torrecillas e Confult, Moral. Trat. 4, Confult. 10.0. 47+ i. P. Padre l'aflicuro , che miricrouo fea- @ vo reale , né ho commodica di porter piglia- uche Bolle: hd perd daco a’ poueri alcune pfine ; veda V. Pacernica , fe quefte porrao- “Rofupplire qualche poco di quello , che devo Reflicuire2 . E quanto monteranuo qnefte limofine ? PB. Padre, fino a due ducati. C. Ha daco quefie limofine de’ fructi della Capellaoia? : P. Padre, parce d’efli, ¢ parte d’aleri beni C. Le diede V.S. auanti di tralafciar di reci- tare! Vfficio , 6 nel cempo , che lo cralafciaua, poi? Gapitolo IT- Dell V ffcio Diuino? ° ‘313 P, Padre, dopo che mancai-all’obbligo di recicare . ) ale C. Le diede V.S. con inreazione efprefia di fodisfare con effe all’obbligazione di reRicuire, chaaneua ? P."Non ebbi quefta volonra dichiaratas; ma folo mofo da piecd dauo la limofiag. | C. E fe fofle flaca iocerrogara , {e voleua coa quelle limoGne fodisfare all’obbligo dire- fticuire cid . che doueua, per non auer recitaco, che auerebbe rifpofto ? ; P. Padre, che voleno fodisfare con effe al mio obbligo. : C. EF’ (cocimento di Layman , Lugo, Leffio} € Sanchez , che cita , ¢ fiegue Bafleo Verb. Ho- r@ Canonica 5. num. 13.¢1o tiene per probabdi- le Leandro de] Sacramento Tom. 6. Tra. 8. difp.7. quajt. 33. che il Beneficiato , che ha ob- bligo di refticuire per Pommiffione dell’ Vfficio, fe n’efime colle limofine , che ha dato a’ poutri, quando le abbia date dopo l'ommiffione dell’ Vfficio Diuino , e re&é aggrauato dell’obbligo di reficuite: € quancuoque aon abbia auuro e(prefla intenzione di fodisfare con efie all’ob- bligo di reftienire , baftera |’ ioterpretatiua ; cioé , fe interrogaco, fe volefle fodisfare con efle alfuo obbligo, direbbe di si: dice pera Suarez lib. 4, de Hor. cap. 30. num. 21. che quefte limofine hanno ad effer dace de’ frutti del Bencficio: il che s'accorda con quello , che con Pelizario dice Leandro ibid. queft, 38.chs il Beneficiato , che lafcid di recitare , nonfo- disfa co'l refticnire a’ poueri , 6 fabrica , d’alcri beni;ma che hanno da effere de’ frucci iteffi del Beneficio ; i} che fi fonda in que&o , che la Bolladi Pio Quinto dice, che non facit fradtus fuos , che quelli frutti noo fono del Bsaeficiaco, che cralafcid di recitare, ma de’ poueri ;¢ co~ me la cofa alicoa ha da reftituirfi io fpecic, quia ves pro fuo Domino clamat, per queBas ragione hanno da refticuirG i medemi fructi. 62. Perd cengo per probabile, checon qual- fiuogiiano frucei , che fijno d’vguale boara ,€ quanticd a quelli, che ha riceuuco il Beneficias to, quancunque fiano danaro in fpecie ; fodif- fera alla {ua obbligazione :¢ lo comprouo col- la doctrina di Pisero di Nauarra Tom. 2. lib, 4. cap. 1.num. §.¢ Valero de vtroque foro > Verb. Debitum different. 8 fab num. 1. che diconos che o¢i foro della cofcienza fi fadista all’obbli- go di refticuire , quaocunque non fi dia lame dema cola ia {pecie,come fe ne-da alera d’vgual bonta ,¢ quanticd ; benche fi potra mancare nella carica, fe il padrone fimaua moleo quels la cofa {pccifica , ¢ vi antua pofto gli occhi, & affetro , come {¢ fofle wn cauallo ben formato, e gencrofo : Adnnque alcresi G fodisfera all’ob« bligo direfticuire iftacci del Beneficio , dando cofa equivalence d’vguale boura, € quantita: ecome che qui non pe cai pom t ne

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