BCCPAM000545-3-09000000000000
294 Perorazione Deprecatorra - , * gentes in Ecclefiam Dei ; de quibus praceperat , ne intrarentin cam. Oh qu distriium indicium minatur Epifcopis, aly/que Prealatis y fi negligent curam fuam agant , Cr non opportune prouideant faluti animarum , prob do accurate, an idonei fint , quibus Dominicum gregem pafcendum tradw Penfata trutina aftiment merita y aptitudinem , {crerttiam , pictatem Sacer tum , an Confefariorum partes adimplerevaleant? An fanguinis Chrifti tictpatir corum manibus congrue dari poffit ? 8 g. Penfo, che moltevolte fi fidi la cura dell’ anime 4 chi non éat ad efercizio tanto fublime , per{cutarfi da fimil’ impiego quegli , ¢ potrebbero efferne idonei : né so vedere ,come nontemino ,¢ tremif quetfti , che potendoin yn Confeffionario , 6 pulpitoraccogliere m truttiper il Cielo, non s’applicano a minifteri tanto eccellentif lor negligenza, trafcuragine, ¢ diffetto , adducendo altri pretefti caufe , per colorire la lor tepidezza. Da tutti fi sa quella Parabola S. Luca, nella quale comand Giesi Crifto, che fi tagliafle, ¢ fi gi Zuc. e337. tafle nelle fiamme la ficaia infruttuofa: Swccide ergo illam, ut gu etiam terram occupat? Queft’ albero, dice la Glofa Morale , fignifi perfone Ecclefiaftiche , che pianté Dio nella fua Chiefa , accio vi frut taflero : per arborem fici fignificatur qualtbet perfona in Ecclefia Dei planta ut frudtificet ibi : fe quefte piante fe ne rettano fterili , & auendo auuta coltura delle lettere , ¢ grazia del Cielo, non rendono fruttis guat gnando anime per la Gloria, fapino , che v’évn Swuccide ergoillam yi quid etiam terram occupat ? E pudeffere , ehe Dio addimandi loro cot D. Ioan. to de’ peccati, che per loroommiflione, e negligenza ficommiflert Chrifok, in Sacerdotes , diceuail gran Chrifoftomo , pro populorum iniquitate damn ’ tur , fi cos 5 aut ignorantes non erudiunt , aut peccantes nonarguunt . i 9. Diranno, che a queftavigilanzafono folo obbligari quelli, hanno per Vfficio cura dell’anime; e chi nol ha, potrarifponder nel Tribunale Diuino, che non ebbe queftocarico, ne obbligo . M 4quefto potra replicar il giufto Giudice: Dimmi huomo, aucuot obbligo di venire al Mondo, per faluare la tua anima ? Ero io obb gato anafcere nell’ anguftied’vn Prefepio , a pellegrinare con fomm fatica fulla terra, a patire trauagli, pene , diflaggi, dolori, oltragg' tormenti , ingiurie , ¢ vilipendij perte ? Ero io obbligato a morire! vna Croce con tanti {pafimi, per faluarti ? No per certo: Adunque5! io effendo vn Dic infinito, fenza auerti obbligo veruno, hé patitof tuo rimedio tanti difaftri, e m’applicai allatua falute conimpe on si forte, non auendoui obbligos come ardifci tu allegarmi per {cul dellatuaommiffione, che non aueui obbligo d’attendere alla falu zione dell’anime ? 4 Si sa pure quella fentenza di Chrifto: in qua menfura menfi fuerith remetietur vobis : néignorera i} prudente , & accorto, ch’ tale la fragil ta dell’vmana inconftanza, che niuno puo pretenderfi ficuro dino cadere nel peccato: Qus fe exiftimat flare , videat ne cadat , diceua S. Pat Jo: ora, fe cadera ( Quod abjit ) 11 Sacerdote , che non applica follecit al rimedio dell’anime, nondoueratemere, dinon ritrouare chiatten da al rimedio della fua? ¢ che Dio lo mifuri colla mifura medemé colla quale egli mifuro il {uo proflimo , permettendo per i {uoi fupre miconfigli perifca nella fofla profonda del peccato, chi non volle dé Jamano al peccatore , che vivide ftramazzato ? Quomodo habere poteri aliquos , quite iunent , diceua S. Giouanni Grifoftomo , & liberent 4 mi nibus Diaboli y fi quando ( quod abjit ) cecideris? Audi Paulum ( confidera’ ipfum 5 me G ta tenteris ) quafi diceret , fi abfque compalfione , cy miferitare dia
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz