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a = se —— Fidei i as ee a 5 ear eect ——~—- ee 232 -jocorrera nella rifernazione . E s’auuerta , che il reo , che di quanto glié ftato impotto giu- r2 il falfo , 6 occulta la verica , douendola ma- nifeflare , non incorre in quefta riferuaziones perché folo parla del ceftimonio, & efiendo odiofa , non ha da eftenderfi al reo. 10, ‘ll delitto diSodomia. Vedafi il Nota 61. 32. Jl Sortilegio, Diuinazione, incanto, & altri peccatifimiglanti « Vedafiil Nota 3. E s’avuerta , che quella parola , cr altri pece cati fimili , ha da iotenderh de’ delicei di {upers flizione , de’ quali fiparld nel Dialogo Trat. 1. Cap, 4.0. 26. & feqq. 12. J! peccato degl’ Incendiary , che coms mal’ animo abbruggiano ; ¢ quelli, che configuia- no , 0 fino caufa , che ft faccino fimiglianti dannie Vedafi il Nota 29. & il 55. “433. Omicidio volontario. Vedafi il Nota 19. 14. Il deflorare Vergini, il ratto di qualfino- glia Donna. Nota 79. Circa la deflorazione fi veda il Nora 26. ¢ s'auuerta, che cola folo fi riferua, quando con violtoza fi conofce qualche Ver- ‘gine 3qvi pero non fi parla di violenza ; e quancungue non vifia fara riferuata la colpa, ‘poiche fara propriamente deflorazione, benche OROXOKOKOXKSX ‘talogoa , qualem TrattatoX I. Apendice : 4 in opinicuc d’alcuni non abbia la malizia loftupro. Circa del racto fi poti , che 1 Donna acconfente voloncariamente nell’ porcata da vo Luogo all’alcro, quaotung {uoi Padri refiftano , noo fara cafo riferu: poiché non fara propriamence ratco. vee al Dialogo Trat. 6» Cap. 4. ti. 23.6 340 P 15. dl violare la liberta Eectefiaftica , ag uando ingiufiamente le perfone , dcofe Ecclefia che: & ul violave Vimmunita Ecclefiaftica , damn giando il proffimo, che sera vitirato, € ‘ifefon Chiefa , Luogo Sacro ,d prinilegiato. ‘ ; Vedafiil Nota 14. & il 60. a 16. Il peccato de’ Padri, che per neglis affogano i bambini in camera. Vedafi i] Nota 20. 4 17. C incefto i in primo , 0 fecondo grado tie fanguinita , 0 affinica . Vedafi il Nota 23. & il 39. 18. Il peccato d'adulterio . 4 Nota 80. Cofadura é, che ogni adulee fia riferuato ia quefto cafo 3 ¢ Cosi parue ad Religiolo del mio abito del Principaco di€ ’ha {critco , che aucndo¢ municato al Signor Arcincicouo di Tarage fopra quefto cafo, gli diffe , che folo cra ci uacto laduleerio , quando era {candalofo. — 19. Il peccato di beftemmia pubblica, € toria « iy Vedafi i] Nota 34. & il 57. DKORO KOKO KOOKS §. XVL Cafi Riferuati nel Vefcouato di Barcellona nel Sinodo , che celebrd rl ftrifs. Sig. Don Fra Alfonfo di Sotomayor. a | L peecato del Chierico, per il quale incorre in irvegolaritd . Nota 81.1 delicci per i quali s'incorre io ir- regolarita , {ono molti: v.g. per riceuere , 6 amminiftrare due volce il Baccefimo ad voa medema perfona; per riceucre gli Ordini dal Veicouo ,che rinunzid al Vefconato; per cele- ‘brare con quaiche {comunica maggiore ad- dofio : per ’omicidio , mutilazione , ¢ per al- ‘tri delieci fimiglianti. Le colpe, alle qualié annefia quefta eee puod commeccere qualche Chicrico ; & alere pud commetcere il Laico: quelle, che commectera il Laico, non faranno riftruace in quefto Vefconato , quan- ‘tunguead efie fia impofta lirregolarica ; ma folo , quando le commerccefie il Chicrico:¢ con ‘nome di Chicrico s‘intende nel calo prefeate quello , che € ordinaco di prima Toa{ura , 2+ db peccate degli incendiary , che con mal’ani- ‘mo abbruggiano ; d quelli , che lo configliano , 0; no canfa , che fi faccino tali dahni . a ‘Vedafi il Nota 29.& il 55. 3. Il peccato di Beftemmia pubblica , e notor VedaGi il Noza 34. & il Nota 57- 4. La difpenfazione de’ voti , sinremeet Vedafi il Nora 65. 5. La violenta percuffione del Chierico , fefe leggiera. Vedafi il Dialogo Trat.5. cap. 6. num.39« 6. Il delitto dell'erefia, quanto al food COfcienZa « Vedafiil Nota 1. 7. L’ omicidio volontario , 6 eutitazione ; membra. : Vedafi il Nota 19. & il 35. 8. Il peccato de’ Falfarij , nel quale s'inteh nou folo quelli, che falfificano lettere, 8 evita ma anche it teflimonio falfo, che ¥ mencifee, OT

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