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vr b> 260 Trattato X. Spiego délle Prop. Comdannate da Innacengy XI, | | caro mortale: Adunghe;&c, 308. Dico per fecondo, che Ja propofizio- pe 65. pnd anere due fenfis I’yno , che bafiana avtr fapuro yna volta in vita il Miflero della 5S. Trinitd, & Incarnazione; benché di poi colpabilmence fi fia fcordato ; Valtro , che ba- fava folo aver fatto wna volta in vita acco ¢f- refso di Fede, quantwoque di poi oon fi fa- cefse pil ; & in tucti due ‘quefti feafi ¢ condao- pata , come con Hozes ,¢ Lumbier , dice ij Pa- dre Tortecilla fol. 461.n, 2. 3- 309. Dicoperterzo, che, quantunque fia incepace d’afsoluzione quello, che ignora i Mifterij della Sanciffima Trivicd, & Incaroa- zione , come s’¢ deteo; tuccauolra perd , non € riecefario farne acto efpreffo di Fede fempre, che fiya a ficevere il Sacramenco della Peni. rehza, ma baita la Fede vircuale d'effi Mifterij; come con Troliench , & alcri, dice i! P. Torre. cilia wdi fpr, n. 5. perché voa cofa ¢ iguorare OROKOROKOKOROKOKOKOKOKRIKO LTRAPTATO KL. - APENDICE, Nel quale fommiariatnente fi tratea de’ Cali riferuati per Legge particolaread aleuni Vefcoui. Si premandano alcune auuertenze Generali appartenénti alla riferdazione de’ Cafi. P I) A Vuertenza 3. Rikibazione de’ ca non ¢ alcra cofa, che fortacre la gintifdizioné a1 Confeflore d'affol- “Mttn. & di quetti cafi, aleuni fono rifervai con cenfara, ¢ cali fond ebcei i riferuati al Som. mo ram ; ne fono rifervati feaz’ cenfu- ra, qu o itifernatiper legge particola CVE he eee peeve _ 2. Anidertenza>.1 cafi rilerwati a’ Vefconi, alcuni fone riferuati per diricto comnae , alcti per diritto patcicolere. Per diritto comune fono rifetnati a’ Vefconi tncti i caf riferuati at Papa , quai do folio otéulti; Come dict if Sae cro Contiliodi Trento Sef. 24. cap.6. Liceat Epi[lopisth quidufcumaie cafibus octnltis , etiam Sedi Apofiolice referuatis ‘delinguentes quofcumane effi Mifterij, & alcra agbalmeres cae farne acto di Fede efplicico: l'ignorarli , dict ra Sua Sancitd , che ofta per | affolazio nondice perd efier acceflario il farog acco plicito , _ Gigssh tb Sighs: OS a 310, Dico finaimenre, che , quanrungl fempre , che ha da riceuerfi il Sacramento Penjtenza firicerchi Fede e{plicica ; ché v'é Dio ,¢ che é rimuneratore ;_perd queft’ate Fede s’ioclude nella congrizione , o attri io ¢ cosi bafta eccicarfi all’acctizione, Ocoo zione, feuga acceodere direccamente all's della Fede d’ vo Dio rimpoeracore , come Ripalda ge ente fupernat. Tom. yltim. num, 4 & me citaco, fequitur P, Emanuel 4 Cong tione in fup Tract. de Panit, difp. 2. qs 24. 300. Circa di quefto ponra, ¢ di quandos blighil’aco di Fede per fe, vedafi quellod nello fpiego della Propofiz, 16. ¢ 47: ie 4 “3 _ a oa fs I, 17 ff fibi fubditos in Ditcefi fua in foro confcientie gy tis abfolucre , Sein virtd di quefta facolta po no oggi i Vefcoui affoluere da’ caf occal ella Bolla della Cenay € dall’ctefia, s'¢¢ nel Dialogo Trat, t, cap. 1. E fe & ponno alle uere io Viren della Bolla della Cruciata , tori quoties $’€ detco nel medemo luogo del Dialog oue pure s’€ detro , fe ponno affoluerfi da’ R golari in vircd de'loro privilepij . ig Alcri cafi fono riferuati pet legge particol rea'Velcovi: ¢ quefti fono quelli, che nel Si nodo di ciafchedua Velcowaro firiferuanos da quali per il priuilegio della Bolle fi pud afie uere tories quoties; perd chi non ha Ia Bolla noe puo efler’ affoluco da decti cafi da alcun Con ieflore, fenza fpeciale commiffione del Ve couo » 3. Ads
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