BCCPAM000545-3-09000000000000

éil cercare direccamence !’occa- re formaimente il peccaco; if cer- ,€ folo permeffo, quando non o @euirarlas Acqui, mai é€ Iecico ¢ formalmenteil peccaco;il permeccer- pero si, quando non ve obbligo d’euicare A tad ico per fecondo, che, quanrunque ondaonato in quefta propofizione 63. indirettamente f'occafione di pecca- pere peccaco mortale il cercarla indi- quando non v’ée per quelto vrgence ne. ma folo vtile, 6 onefta. &c il dire il contrauenire alla condannazione fizioni 61. € 62. nelle quali fi con. che quello , che ftaio occafione cCare, quale pud, ¢ non vuole eftre affoluco; e che bafta per irla, che v’abbia canfa veile, 6 one. quefio: Adungue non auendoni canfa '»molto meno fara lecico cercar indi. ate Voccafione di peccare. dove s*inftrifce, che non é kcito andar redicare ag? Iofedeli con pericolo di fouver- ) ne alle merecrici con rilchio di violare la quando non compete per obbligo il aquello , che lo fa. E fi proua; per- locale ha folo caufa vtile , 6 oncha flo efercizio, ¢ nou yrgenre , come di- imo nello {piego della propofrzione prece- conc. 4. n. 237. di quello, che fence fe opi folo per diuozione, coa pericolo tinenza. 303. Secondo s’inferifce, che il Parroco po- -aodare ad amminiftrare i Sacramencti,6 tenare la Doctrina ag? infermi, quanocun- nelle loro cafe incontraffe qualche occafion vi vada con pericolo di peccare . Perché, 2, quefto cerca folo indireéé ela occafio- poi, lacal occafione gli é inuolon. ja, per ragione del fuo bbligo, & vfficio . 304. Inferifco per terzo , che n¢ i Mercanti, iNotaij, né gli aleri Vfficiali fono obbligaci & laiciare il loro vfficio , quando hanno necef- lita d’ efercicarli per il loro foftenramento , ¢ la propria famiglia , quancangue tali vflicij no loro occafione di peccare . [ra cum Sua- fz, Hurtado, Sanchez, & alijs Torrecilla fol. 49. num, 80. Perche quefti cali direttamen- € intendono efercitar il lor vfficio,e folo indi- Tettamente Yoccafione , quale éloro inuolon- “tata, per ragione del loro vfficio . Ma {¢ con {ta o¢cafione jauolontaria v’ancfero anche _ Pabito di peccare,ha da offeruarfi i! derco nella bre pofizione 60. vendafi alere doctrine dell’oc- one proflima nella 2. p. della Pratica propos R41, comdannata . 8 a _ | © Propofigioni LXIIT. LXIV.¢ LXV: Condannates ~ 259 Propofizione LXiV . Condannata. E capace d'affoluzione U'huomo , per quanto iguori 1 Mifiery della Fede , 7 anche, fe per neglia kenza, quantunque colpabile, non fapia it Miftero della Santifima Trinita, ¢ quelle dell’ Incarnazione di N. S$. Giesd Chriflo.. Propofizione LXV. Condaannace ; E baftante @ auer vaa volta creduto quelli Mis fi é rt ‘ 305. Vppongo, che con nece fica di mez- zo fiamo obbligaci a credere efpref- famence, che y'é vn Dio, echee. rimuneracore. E nell’ opinione pid probabile, ( quanrunque la contraria n6 fia condannata) alcresi il Mifero della Sanciffima Trinica, & Incarnazione , inmodo tale, che chiignora, cid, ch’ é neceflario di neceflica di mezzo (quancuague l’igoori incolpabilmente ) non,» puo faluarfi. Di neceflira di precetto fiamo obbligaci a credere con fede efplicica cucto cid, che fi contiene nel Credo , 6 Articoli ; ¢ quello, che ignora quefto incolpabilmence , pud fal- uarfi : cid fuppofto. 306. Dico, che quello , che colpabilmeace ignorail Miftero della Sancifflima Trivica , & Iacarnazionc, egli alcri, che fi conrengono nel Credo, non écapace d’ afolazione ; & it dire il contrario € il cafo della condaiinazione, Si proua lz conclufione; perché l'igaorare col- ‘pabilmence quello, che & deue credere di ne« ceflicd di mezzo , come fono i Mifterij della Sanciffima Trinica , & Incarnazionc, é peccato mortale : Acqui, il penitence , che nella confef- fione conciaua i] peccato mortale , € incapace @atfoluzione: Adunque, &c. - 307. Da doue s’inferifce,che,fe il Confefore puo inftruire nella confeffione il penitence n¢ Mifterij della Sanciffima Trinicd,& Lacaraazio- — ne, porrd afioluerlo ,co’l propofro fermo d’ — apprendere ilrefto: Ma fe il peaiceare, effens dogliimpofto dal Confeffore in alsre confeilis oni , che imparaffe gli aleri Miticrij della fede, non I’ha facco , deue il Confeffore negargli l’af- foluzione finché l'impati , ficome fi nega a chi, ha abico di peccare, & @ chi ommecce colpa- bilmence la refticnzione. lca Torrecilla fopra quefta propofizione fol. 459. concl. 3. num. 6. Ela ragione, perché € neceflario , che ele preflamence fappia i Mifterij dell’ Iacarnazione, ¢ Santiffima Trinica, per afloluerlo, ¢ baita che gli altri proponga d'imparargli,¢, perche i dae ptimi fono necedatij di aeceffira dimezzo,¢ non gli alcri, E che abbia propofico d’impa- rare gli aleci, fi proua 5 perche lignoranza col- pabile d’ efi € peccato mortales Atqui,il pe- nitenre deve auer propofito d’euitare ogai pecs Kk 2 cara _— * os . = te se

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz