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13 finché if Penicence non abbia seafione voloptaria, Ita Rodti- 10,¢ Margarit. Conf. apud Moyam 2. difp. Je Jo 5+ Me Fe Siluetiro, : Fernandez , che circa,¢ fiegue +Trat. 14. refol. 107. nouiflime fa quefla propofizione fol. 259. §. il P. Torrecilia fol.96.n. 89. Ovamente, citando me, il P, Concezione fupra difp. 2.9, 14% agione e, perche ij ~zopofiro ve- cher efficace , come ice Layman lib, ap. 4. n. 7. Arqui il propofiro,6 ficace adopra i mezzi necefarij per pqne, efiendo mezzo necefiario, » il lafciare l’occafione proflima; Pion ja lalcia, potendo, non ha ‘eficace d’ emendarfi ; Subfumo; puo ¢ficr affoluto quello , ches -propofito efficace d’ emendarfi: Er. Laltro, perché quelli, che vinono ia e proflima volontaria, wt plurimum, fone di vica licenziofa , ¢ che molco davna all'alcra confeflione ; con che, Yolta s'afloluonc , fenza che prima }a- ccafione , come vengono tardi alia fe- ida, € terza confeflione, commertono in HO mentre molci peccati; Adungne per ita |, fara neceflario , che il Confefsore li ighi prima a la{ciare l’accafione , ¢ di poi ino per Vafsoluzione . —- TerZa Conglufione, \ Ico per terzo, che Sua Santitd ia quefta condannazione non parla» cafione proflima inuoloncaria . [ed Tor- a fol. 63. concl. 3... 63. Si proua , perché opofizione condannata parla dell’occafioe toflima volontaria, che ¢ quella, ches mo pud enicare fenza fuo nocabile decri- 0: Arqui I’ occafione inuolonreria non pid ’huomo euitare fenza {uo norabile decri- PPtoco,, come s’ € derto di fopra num, 227, uegue Mon parla d'’efs2 la prefeocre con- annazione, Cosi fenre con Torrecilla , ¢ me- Dil P, Emanuele della Concezione fupra fol, Palaepy 22200 , Da done intrrifco , che il Medico , 6 Tg0;a’qualiil curare Je Donne jaferme Occal oie proffima , non {ono obbligatia la. P¥iiicio ; ed arcenta folamence la con- i¢ di quefts propofizioni 61. ¢ 62. t afsoluti. La ragione ¢, perche tfione ¢ innolontaria : Ergo &c, 10, attenta folo la condannazione delle WOpefiziont'61. ¢ 6. Perché, fe quette colpe late dali’ occaGione inuolontaria folsero gia btume , & abico , allora ancrebbe da negarhi oes els Bit | Propofisions LX I. LXII- Condannate; 257 lafsoluzione , ooo perl’ occafione, ma per Pabico ; fuori che ne’ cafi, che abbiamo dereo nello {piego delle propofizione aurecedente, che G puo afsoluere quello, che ha abico di peccare , vide ibi. E generalmence con quald- noglia, che vise in occafioac inuoloncaria, hada diporcardi i! Confefsore , in ordine all’ afsoluzione, nel modo ftefso, che con quelli, ch’ hanno Tabito di peccare , come dice il P, Totrecilla fol. 6}. Ne 106, Luarta Conclufione » 293. Tco per quarto, che, actid l'occe- fione fi dica inuoloncaria, non ba- - fla folaniente, che vi fia canfa veile, 6 onete di non fuggirla. Ecil dire il courrarioG con- danna nella propofizione 62. Caufa vtile,d onefta fara, cener in cafa V’amica , perché fer- ue con ¢fatcezza , & afferte , o il vificarla fuo- ridicafa per conuenienze, & ofseruanze del Mondo, w Accioché l’occ2Gone fi dica inuolontarias» deue inceruenirui caufa vrgeote, ¢ ctale, che {enza graue ioconueniente di perdere la vita, onore, 6 gnagticd de’ beni cemporali, non pofsa enicarfi, Sic cam Diuo BaGlio, Diuo Thoma ,Soro, Nauarro, & altri molti il Pp Torrecilla fol. 93. concl. 4, num. 64. ¢ 65. & me cicaco P. Emanuel 2 Conceptione de Pan. difp, 20 quaft. 19-N. 246. ; 294. Dalla doccrina riferica s’inferifce , che il moribondo , che tratriene in cafa la concus bina, accid Vaffifta nella fua infermica, aon puo efser afsoluto , fenza fcacciarla, per lo {candalo , che da al Popolo co’l non mandarlg via, Iced Lumbier fopra la propofizione 41. con- dannata da Aleffandro VII. fol. 446. num, 828. La ragione €; perché non ha caufa neceflaria di tener in cafa la concubina , poiche fi croue- ranno facilmente alcre , ch’! fernano, Lo fteflo ha da dirG del concubinario, che vifica la {ug amicainferma, con nota della gente, quan- tungue coftej viua fuori della diluicafa. La ragione ¢ , perche il vifitare ¢ folo caufa veile, 6 ooeka , ¢ non necefsaria . 295. S'inferifce per fecondo, che né meno dene efser afloluco quello, che non vuol cac- ciare Pamica , Olafciare di vifGicacla , folo per- che gli pare , che fara fua infamia, ¢ della don. na. Laragioneé , perche quefta caula ¢ folo veile , ¢ non fa Poccafione inuolontaria, & € folo finzione, per fomentare la paflione coll’ imaginazione delPinfamia ; poich¢ non v’¢ co~ {a pit frequence , & ordinaria , che il romperfi, ¢ venir in difguiti il Padrone colla ferua, ¢ per nefto {cacciarla di cafa ; & allora fi va incon. tro alPiafamia, ¢ non fi guarda a quel, che diranao: Aduoque i! guardarni, quando 4 tratta di faluare l’anima, fara cof ridicola, ee Kk & ~ —— St —— a — en ek a ee >ee re et. o: a = = oe
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