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pon tha: Adunque neccflariamentes da diftruggsre gli atti : Aduaqae non abiti , che contratiano agli abiti, ma liattifono quelli, che concrariano zgli fto pare, fi potrebbe rifpondere, ttro atti ditemperanz2 non di- no per fe i quattro gradi dell’abito d’in- 7 mperanza , ma che quei quattro atti di tem- eraiza gencrano quattro gradi d’abito di sranza , i quali gradi diftruggono gii alcri quattro gradi dell’ abico dell’intemperanza;e Cosi cGcorrono affieme nel foggecto quat- “gradi d” abito di cemperanza, & altri ttro d’abico d’inccmperanza , Pero quefta ofta poctebbe aner luogo nell’ opinione di i, che dicono, che i gradi d'incenfione eterogenti , 6 di dinefa {pecie, ¢ che il pri- rado di calore v.g. s’oppone coll’ otrauo ftigidita , il fecondo co’! fecrimo, il cer. ‘I fefto , & il quarto co’! quinco:: ¢ cos! il efpelle Potcauo, ¢ non alcun’alrro ; il fe- folo il ectimo & fic de reliquis .M2 non valere quefta rifpofta nella doccriaa de! P, anucle, che concede, & afferma effere penei i gradi d'jntenfione, ¢ che v.g.i! pra- fimo dicalore non fi oppone decermina- coll’ otcatio , né fetrimo , né fefto , né @quarco , né cerzo, né fecondo , né della frigidira, ma con curci gli otro bi; cosilo dice il Corfo Trinic. fapra Per t¢ vn grado di temperanza fi op- con tutti i gradi dell‘abico d’intea:peran- es , &€ contrario ‘a tutti: Adudgue efftndo cun grado d’ inremperanza io va foggetro, pud introdurfi alcun grado dicemperani in fo. Prouo la confeguenza: va con- 0 formale non pud concorrere con altro ntrario formale in va foggecco; fed per te vn do di temperanza é concrario formalca ualfiuoglia altro gtado d’ iatemperanza.: Adunque vn grado ditemperanza non pud sonicorrere ia yn fogetto con altro qualfiao- glia grado d’intemperanza . : 258. Da done inferifco, che fe nino grado empéranza pud introduifi nel foggecto, che fi diftruggano tutti i gradi dell’abico incemperanza: Dunque anaati che l’abico la temperanza s‘iotroduca , fara gia diftrur- sVabito dell’intemperanza: Atqui, non I’ha ; Dtlito diftruggere l'abico della cemperanza, i ond i gtadi dell'incenfione di queft’adito, poiche on gliha pocuro autre: Adunquc ¢ neccfla- tio, che Pabbino diftratco gli acci della cem- peranza. Adunque non fi falfa 1a prima mia clatiiuia, che diccua t Si come gli abiti delle virtn rdono per gli atti contrarij 3 cost gli abiti vi- per gli atti delle wirth contrarie « Poiché trpretandola hoa folio cd picta,ma anzico igore fi troug efler vero, che gli acti difteag~ ny Propofixione LX. Condannates © 9 \ gy £000 gli abiti mediaté} & ancheimmediate efficiencer al fearimento comune de’ Trologi, ¢ fi troug efer vero, che anche formaliter gli atti. diftruggono gli abiti ia opinione di Gres gorio , edi altrise rea prouzto effer vero,che §ii abici fi difreggono per gif atti oppofti. La mia feconda clanfala diceua cost: DS Pabito aella fede per" ateo fortnale dell” Erefiaze la contradice i! P, Fr, Emanucle nel num. 2083 Con quefte parole : fecundd exemplum , quod ade ducét de fite , extra remeft's Nam ia bac dofrina loquitur , aut loqui debet de abitibus aquifitis vir tatum, aat-visiorum, Dice , che é fuori di propo. fico 'auer io adorto Pabico ‘della fede , per pro- ua della mi2 dortrina, perché fuppone ; che id in efia parli degii abiti aquifici. Da doue cons fta , che io parli, 6 douefii patlare degli abici acquilici, cracrddo alora del modo di diftrug- gét¢ il vizio colla vited della penitenza? fe ques ita vircd non ¢ acquifita, ma iefula; come dice la Piuma Angelica di S: Tomafo 3.\p. — quaft. 85. art. §.in corpore , dout afferma: Die cendum quod de pauiteatia logui poffumus duplici- ter ;vn0 modo quantum ad habitum ; & fic immee diate 4 Oco infunditar. Tieae-lo fteflo Caierae no ibi. Ec afizrma come cofa conftante {1 P. Fr. Giouanni Puréano dell’ inclico Ordines Agoltiniano Tom. 2. in D, Thomim qua. By. art. 4. dub. ult, in fine, che aon fi'da abito ac- quifico di peniteoza : 4m detur ( dimanda) quas lites aliqua acquifita ex altibus pahitentia, per quam detcflemur peccata commiffa, quemadmoa dum id facimus per virtutem infufam panitentiad ‘Caterum res bac videtur plus fatis nota’; namo ‘quemadmodum non datur in nobis qualitas aliqua “acquifita medijs attibus fidei, aut [pei; ita neque admittenda eft qualitas in voluntate rationali acquia fita medys alibus virtutis panitentie. Nell¢ qua« li parole fi crouera la coaformicd, che é fra labico della fede, ¢ quello della penicenzay della quale io. parlauo ne! cafo riferico ; eche ‘non parlano ,-né doueuo parlare degli abiti -acquifici, quando trattauo dcila penicenza, che € infuto. 259. Madiamo, che io parla , 6 dousfi parlacc degli abiti acquifiti , dico che non fi extra vem, addurre per proua l'abico della fe- de: & ¢ la ragione ; perche dagli acti foprana- turali di fede fi pué generare va'abico foprand turale acquifito di fede, difticto dali’iafafo in fentire di Pierro Hurtado, di Mendozade, anima difp. 16. Sed. 8. § 64. 67. & feq.¢'cita pet [a ua opinione nel §.70.Moliaz, Vafquez, ¢ Piecro Bergomenfe. Lo feffo feotono Lia- ze, Arriaga, & altri moderai, checitail P. Fr. Emanuele della Concezioae nel fao corfo ‘Trinite Tom. 3. Trate 2+ difpute3. 4. 23 um, 3365-fine. E Coninch , Molina , Azor, ¢ Bt- con apud Ripaidam de exte fupernatarali Tom, 1. libs 3. difp. 53. anm, 2. affermano , che dagli a8 li 2 atti
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