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2§0 Trattato X..Spiego delle Prop. Condannate da Innocenzo XI. q fefso afferma nel {uo corfo Trivitario Tom, ¥- T rat. 2. difp. 849+ Be Me 1079, dove dice: Vit~ rs avtem , & vitium contraria dici debenc in genere moris, quia fumme in eo genere diftanc; nos tamen in genere phifico iuxta hac def- nitionem ; quia in co non maxime diflant. Né jo diffi. che l’abico viziofo, ¢l'atco della virth oppofta aucise la concraricra rigorofifli- ma, ma folo , che fi difirugge I'vno per laicro, jl che puo verificarfi , finza che la conersricra fia rigorofifima , come dice nel {uc corfo Tri- Nitario ibidemnum. 1080. Adungue fi pud ve- rificare i] mio afserto, fenza che conutoga agli abici , & agli acei la coocrarictd, che clige la definizicne de’ concrarij. 251. L’altro , perché come dice ii Filofofo ‘2. Ethic. cap. 3. Gli abici fi difiraggono per guelle cole , per le quali § produconos Habi- ius ab ijfdem, a quibus finunt, augeri , & covrmme pi. Sed fic eft, che li abiti s’introducono per gliatei: Adunque gli abiti fi diftruggono per gli atti: Adnogue con fii faifa la mia claufala, che diceva , che gli abiti de’ vizij fi diftruggo- no per gli atci delle viren oppotte. . 252. Di pil; l'atto é caufa, che genera Yabico: Sed fic eft , che labico diftrugge im- mediatamenre l'abiio , come confefsa il P. Fr. Emaouele : Adunque l’acro dittrugetra l’abiro, fe non immediaramence per fe, aimeno me- diantel’abiso, che gencia, Ec anche imme- diatameote difirugge eficctivuamence l’atco della virwd l'abico del vizio , come dice i] P, Grego- tio di Valenza Tom. 2. in 1.2. difp. 4, quaft. 5-pundl. 2. §. Sed omnind, con queite parole: Sed omninod fentiendum eft, babitum per alums quoque immediate, & effeGiue corrumpi. Lo ftetso fence Suarez nellaiua Mecafifica Tom, 2. difp, 44. Sc, 12. num. 31. doue dice: /n genere er- go efjicientis dicendum eft attum immediate expelle- re contrarium babitum. Si rifletca alla parola, immedtaté,¢ alia parola , contrarium, ¢ five- dra, Come Suarez parld ne’ cerinini formali, ne’ quali parlo io, chiamando J'atco contrario allabiro, 253. Er il Padre Azor. in Moral inft, part.t, lib. 3. cap. 23. quaft. 2.difende apercamcuce la nolira afserzioue, poiché dice le parole feguen- tis Seddicendum cf} abfoluté cum Maiore 3. dit. 23.quet.7.& Almain Trat, 1. Moral. i. 18. babuum acquifitum vi alfus contrary perive : Nam wins attus gignit ex parte babitnm 5 @ ex parte toilit babitum contrarums BE eo foio effectiue, ma anche formaluer, diftrugge latto labito contrario in fencire di Gregorio in 4. dit. 17. q-:3+ art. 2.44 40, dove afierma: Vaum habi- uM Hon weinui per oppofitum babitum , tanquam per formam oppefitam induiam ab agente , fed per acium contrarium, Del medemo {catiaieaco fooo alcuni moderni, che cita Vaiquez Tom. Hei Ip 2.difp. Bi, Cape Lefuum. 4, § LDemum, € §. Allegancur. Il che qualifica per prob P iftefio Vafquez ; poiche il contrario, egli fiegue , chiama folo pid probabile j FAP. 2 : j 254. Siconferma colfautorica del Do AngelicoS. Tomafo 1. 2. quaft. $3. arte % corpore. Doue dice, che gli abdici , /rcut ex dem caufa augentur , ex qua generantur , itd exe dem cau{a diminuuntur , cx 94a corrumpunty Secondo S. Tomafo gli abici i diftraggono f le caufe , per le quali fi dimiouifcono: Arg gli abiti G dimiouifcono per gli atci : Adut giiabici G diftruggono per gliatti. Lamia ‘ fi proua: Ha vo foggeccto vn'abico dintemy ranza; fa vo acto di cemperanza , co'l qui diminvyifce vn poco quel mal’abico ; ripsce altro, & vo’altro acco di cemperanza , ¢| ciafchedun atto v4 a poco a poco diminucndg il primo abiro:. Adanque gli abici f dimiaui cono,¢ confeguencemcace fi diftruggono gli acci concrarij, ; 255. Siconferma ancor pit colla dottri del P. Fr. Emanuele nel fuo corfo Trinit. TO 2. Trat. 1. difp. Ie J+ 13+ Me 2519. douc id gna, che l’incenfione fi fa per addizione di gt do agrado. E nella q. 14. num. 3534. afterd chei gradi deli’inteafione fono omogenei| d’vna ipecie; ¢ dice anche nel num. 2542. ponno darfi ad vo cempo fteflo in vn fogged gtadi di concrarie qualita in incenfione medi cre: Nunc fic : Supponiamo vo foggerto ,¢ aucua vo’abico d’incemperanza ia inten fioneah otto gradi,e che con quattro atci di compe ranza, che ha fatto, abbia difiracco quattl gradi di quell’abico @intempsraaza ; dimang in quefiocafo, 6 ha quelio foggecco abitii temperanza , ed intemperanza, Gnd? Selih Aduogue fi verifichera, che ia vn foggect ponno darfi il vizio acquifico, ela vircd acqu fita congiuori inficeme . Prouo la con{egue za: perche, vizio , € l'abico viziofo , ¢ virth, Vabiro vircuofo: Adunque fe fi porefero dé aflicme in yn foggetco ¢ labico viziofo acq fico, ¢l'abico vircnolo acquifito , i darcbbel allieme in vn foggecto il viaio acquifico , | virth acguifira; il che non pud eticre , com dice $. Tumafo 4. 2. 4. 81. art. 4.ad 2. dal afterma: Quod vitium direGé contrariatur Ol butts.» OF idco vittum excludit virtutem, Et termini pid eermisanti lo dice il Sig. Tapia jua Cat. Tom. §. libs 3- 4. le art. 2. num. 6. © quetie parole: Virtus, & vitium, qua dite opponuntur , non poffunt effe fimul in eodem, bieBoe a 256, Sedice , che ia quel foggetto, che e quactro atti di comperanza ha deftruto quattl gradi dell’ abico d’incemperanza , non v'é ab to di cemperanza, né d’ incemperanza? Di mando ;: chi ha diftrucco l’habico dell’iacempt racza? non I’ abico della cemperanza perch fin’ora | a Al ai GRE PN eA eh Ne SEER Neda 1 4 i

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