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Bh “iy : ‘ Sot om gefla Conclufione i> “T Ico per fefto , che in articolo, 6 pe- } ricolo di morte , fi pud , & anco fi dene dare l’afloluzione , non oftance il coftu- peceare . Poiche dobbiamo perfuaderfi, vero dolore, ¢ propofito di mai pia Settima Conclufione . D® per fettimo , che fempre che il ‘Penicente da fondamenro di crede- ¢, che viene con dolore ftraordinario : v.g. fe viene con lagrime eccedenti l’ordinario , 6 joffo da qualche infaufto faccefio , 6 efleadofi qualche cofaemendato , & viato diligenza rvincere i] fao mal coftume , 6 confeflaa- fi in articolo ,6 pericoio di morte ; in que- ficafico’ldclore, ¢ propofico ftracrdioario dincerrorto i! coftume , che aucua avanti , & jada gindicarfi per lui riguardo alle confe{- fioni future , come {¢ allora incomiacisfe il coftume. Torrecilla citando me, vbi fupr. am. 118. Cosi fente in fimili, parlaodo dell’ occafione proffima !’eruditifimo Moya Tom. 3. Trat, 3.difp. 7- qusfl. $.n. 8.con Laywan, Nauarra , & alicri, & in fimili eriam de occa- ine proxima il Cardinale Lugo difp. 14. Sec. i, 151. La ragione é ; perche fi come gli abiti delle viret Gi perdono per gli atci contra. pj : v.g. l'abico della Fede , per l’acco formale el Grefia;cosi gli abici vizioG , per gli acci delle virca concrari¢: Acqui l'acco della peni- tnz2, ddolore,é contrario all’abico , 6 cos me del vizio: Ergo &c. 246. Da doue s'inferifce , che il Penicente, 'veane la prima volta a confeflarii , feaza ere taro ammonico del fuo mal ccftume, fi pud afioluere due, 6 tre voice, quanrunque bella prima, ¢ feconda non fi fia emendaco __ ‘toll'ammonizione ; che aleresi quello , che con _ dolore &raordinario interrumpe i] precedente Goltume, porra dopo d’effere ammonico , effer olucola feconda, e terza volta, benche in Quefic non G fia emendaro : fuppofto, che con dolore ftraordinario 2bdia inrerrocto il tame, fi reputa come non |'aueife anuco. ¢ dopo della cerza afloluzione viene vo’alcra a con dolore ftraordinario , iorcrrumpera ; altra yolta il coftume , ¢ porra eficre atiolue to altre t e volee &c. Sic pariformicer fempre, che autra particolar pencimeato , 6 dolore. Quefta dotitina , che cita, & approua il doc. ilimo Padre Torreci!la , impugna , ¢ non col- la douuta moderazione, i] P. Fr. Emanuele la Concezione nel fuo T rat, de Panit. difp. 2- 436m. 206. & feq. 7- Epereficre neceflario purgare , diftn. pglia Criftiano in fimigliance pafio | ay « Propofixione LX. Condannata: 249 dere , e confermare quéfta dottrina , rifponde- r6 all’ obbiezioni di quefto Aurore , comin- ciando co'l modo, co’l quale s*introduce 2 contradirla i deco P.Fr.Emaauele della Cone cezione , il quale wel fuo Trat. de Penitent. difp. 2+ queft. 13.0, 201. dice, che, quancungque le dottriaa, che io ho infegaato nella prima con. clufione ( del luogo cicato nua, 209, nel quale ho affermato, che al Penitence , qualenon é ftato tre, 6 quattro volte ammonico dei {uo mal coftume , ¢ pericolo della fua anima, fi pud dare !’affoluzione) procurd iaterpretarla con pieta ; ma che non pote inrerpretare con beaigaitd quello, che hé io iafegnaro nelle fettima conclufione, che é la riferica di fopra. Tertio addendum eft , dice, quod quamuis pradi- ttam dottrinam traditam a Pe. Corella in prima conclufione benigne interpretari fiuduerim , > poffe ad nojtvam reduci infinuauerim ; non tamen ita be» nigne interpretari poffum eam, quam tradidit in feptima conclufione num. 214. & 215. Quare eam cogor impugnare. Quefto dice uel num.20L6 Ec aggiunge nel num. 206. che la mia proua, 6 fondamento , che comiacia con quelle patos le: La ragione é ; Plures continet falfitates , quam claufulas . 248: Se fupponendofi pierofo incerpreces della mia dottrina , parla i] P. Fr. Emanuele con quetto rigore , diceado , che la mia prouz conciene pid falficd , che claufule ; che auereb- be detto, fe la faceua da Giudice rigorofo? Noo rifponderé a quefte parole , né meno re= darguiré |a faa Perfona ; ma folo la mia dot- trina rifpondera all'obbiezione della {ua doc- trina ,come fece S. Geronimo a S. Agoftino nella terza lettera, che gli f{crifle :Simulque ob- fecro, vt ignofcas pudori meo: Nec ego tibi, fed caufa caufa refpondet: Et fi culpa eft refpondiffe, qua{o vt patienter audias , multo maior eft prouo= caff?. Sonoi dectami degli huomioi pit cor- dati: Peofa il P. che la mia dorcrina conrenga piti falfica , che claufule ; & io penfo , che niu- na claufuia abbi falfa: il che proueré , comin- ciando da wna mia claufula, che dice cid , che fiegue. 249. Sicome gli abiti delle virth fi perdono per gli ate: coutrari) , cost gli abiti vizio , per gli atti delle virth contrarie . Ilche impugaa con ques fte parole: In rela Teologia falfam omnind eft, quia abitus non contrariantur alfibus, nec albus habitibus . Sed folum aus cum adtibus , & habia tus cum abitrbus contrariari dici poffunt. Et ratio eft. 1.quiacontraria debent effe in eodem genere, cum definiaatur communiter fic: que fub*eodem genere maxime diftant ,@ ab codem fubielto mu- tud fe expellunt « ot 74 250. In primo luogo, non é nectflario, che gli acti s’oppoagano cogli abici con con- tracicea fifica , fecondo la defiaizione de’ con- trarij , che allegail P. Fr. Emanuele, come egli li fis{so Aa ere ened ad ey ee SF = 2S we se 3 ——— eet A =. Se
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