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a at ime a 242 rano proflimamente al peccato: Adunques &c. o RERE ME achat ; 199, Dico per fecondo, che n¢ meno ¢ Ie- cito al fervo peril fopradecto timore , prepa- rare Ja camera , feruire alla menfa , porcar re- galli alla concubina , condurla a cafa de! pa- drone, portarie nigliecti profani , 6 amba- ‘fciace amorofe &c, & i] concrario fi compren- “de anche in quefta condannazione; poich¢ non Molo fi condanna il porrare la {cala , 6 eprire Ja porta, alla concubina , ma anche l’opera- zioni fimiglianti a quefle : Atquiil feruiria alla menfa, portarle prefenci, 6 viglierci, &c.¢ cooptrazione fimile al peccaro , come aprire Ta porta di cafa; Adunque, cosil'vno , come Paltro refta efpreflamente condannaco, Quid- quid diuerfimode de bis operationibus fentiat Tor- recilla bic fol. 88. n. 31. 200. Rifponde a quefta cagione i! M.R.P, Fr. Martino di Torreciila nella 2. impref, delle Confulte Moral. fol. 80. fub n. 3%. concedsndo, che ¢ vero; chs non folo ficondaana effer Je. cito al feruo porrare 1a {cala, aprire la porta alla concubina , ma anche Je cofe fimili a ques fie ;¢negando, che il fervire alla mcofalas concubina , porcare i regalli del Padrone , am- bafciate amorofe , ¢ fimiglianci , fia Gimile al portare Ja fcala , aiurarlo amoncar le fineftre, aprire la porta &c. Perch¢ , dice , drizzare la {eala, aincare a falire il Padrone, aprice la porta alla concubina, fono azioni, che bic, ore mirano all’éfecuzione,poiche fono con- zioni , fenzale quali il padrone noo potrebbe confeguire il fuo intento. 201. Sed contra; Benche il Padrone porefte arriuareal {uo prauo intento, encrando per Ja porca della cafa dell’amica, 6 io alero mo- do , noo lafcierebbe d’efere oggi condannato il dire , che poteffe il feruo meteer forto Ie {pal- le, reare la fcala, accid il padrone encrafle per le fineftre 4 sfogar il fuo peruerfo defide- tio; € cid non oftante non farebbero allora gueft? zzioni de! feruo condizione, fenza la quale il padrone non potefte efeguire il uo di- fegno: Adunque, quefte azioni d’aivrar colle fpalle , porcar feala , ¢ aprir porta , non fi con- dannano , u¢ dichiatano cooperazioni morali di peccato, per effere Condizionc, fenza las qualeil padrone non pué ‘arrivate al {uo in- tento: Adungue adhuc dato, che il porcare all'amica regalli , viglierti , eruirlz alla meofa, prepararie la camera, & adornaria , non fijno condizioni , fenza Je quali il padrone non pud coofeguire il fuo prauo defiderio, non per gue. fio laicicrango di cadere fotto il cafo della con- dannazione quefte azioni fimili a quelle di pore. tar la fcala, aprirelaporca, we 203. L’alcro, perché nella Propofizione di fopra condanna Ja cooperazione, che € fimile all'aprire la porta all'amica : apericudo ianuam, T rattatoX: Spiego delle Prop. Condannate da Innocenzo XT, REE aut quid fimile operando : Sed fic tit , che I'g la porta all’ amica , efitado aziont peccato, fi condaona: Aduaqué’ abeneh portar viglietci , & ambalciare, ¢ régalli ;1 vire alla meofa, catco che fino ezioni ree al peccato , non per quetto lafcieranno d’¢ fimili 4 quella d’aprire la porca ; € ceRerat alcresi con quefte condagoace : — 203. Dirai a quefto , con Tortecilla ,¢@ vero, che l’aprire la porta fecundam fe @ o perazionc remota al peccaco , Hon ptrd, qu do fi fain aiuco, & fcienter ad’ fuprandam ow ginem: Contra; Anche il porcar regalli,@ bafciace., vigliccci , feruir alla menfa , prep re la camera , dird io, edico, che fecanduin € cooptrazione remora al peccacos ¢che, ff l'aprire la porca all’ amica , ¢ proffime , quai do fi fa feienter ad fixprandam virginem ; far no ancora i regalli, l'ambafciace &c. cooper zione proflima, quando Gi fanno fciencer ad i prandam virginem. E folo ia quetto fenfo riprouano l’azioni indiff-renci , che cooper: f al peccaro 3 perché aiuao dubita, che fecanda fe ,non fono maic ; né fi dice , che pecch il (eruo in porcare la {Cala , n€ ia foccomecte le fpalle, fe ignoraffe la praua intenzions: Padrone: Quello, che s’aflerifce, ¢, che fe apt rela porta all’amica , fapendo la coaucriazio ne bructa , che ¢ fra ela , & il Padrone , é cor dannato per peccaco; lo fara alccesi il prep rarle la camera, feruirla alla meola , adornagt portarie prefenci, & ambafciace » fapeadg cattiva pratcica; & iliecica corrifpondcaga, él ha quella, ed il Padeont. “a 204, Dico per terzo,, che non fi condaana nano alere operazioni pid remore al peccat v.g, che ilcocchicro porci nella fua ¢acozz da vn luogo all’alrro 1a coacubina; aéche marinaro le dia imbarco aella faa barcasné ch ‘Ofte conceda la jocanda , 6 cafa alla merete ce, 6 vfucaro; perche quefte , ¢ fimigliaati opt razioni , come mirano pid da lontano il pe caco , non fi dicono caule morali d’eflo, Propofizione Lil, Condannara. I! precetto d’offeryare le Felte , non obbliga fat peccato moviale ,come non vi fia {candald, di[prezzo. . Mi 205. Ico , che il precetto di guard a D le Fette, cosi co’l fencir Mefla a. come co'lnon lauorare , obbik £2 a peccaro morale, beache 06 vi fia fcand& to , né difprezzo del prececto ; & il dire il coms trario é€ formalifimamente condannato. St Prona; perché ogai prececto Ecclefiattico ,i@ maceria graue obb‘iga 4 peccaco mortale: Ate qui l’vdir Mea, ¢oon lauorare in giorno di Felta, ¢ precetco Scclefiattico , & in macerié graug i Ve
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