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fol. 285.0. 86K la ragione é; perche il con- ‘dannato,é sligere vita fortem qualche cofe previo afimabilem : Aduaque quefto non é il gopdanaato, quando il mutuare di prefente pone pretio aftimabile . Prouo la minore ; pere che per il mucuo siuna cofa puo addimandari -— wltrafortem: Aduaque il mucue non ef precio — gflimabile. Ml dare pero il muctuo con patro, che io tempo facuro remucui il mutuatario, fara vfura: poiche gl’'impone vn'ouere pretio ———ghlimabile: veg. che per il cal cempo cenga pron- ai to Pimpreftico da fare. YedaGi Diana part, ty — Trat, 8. refol. 59. ¢ 60. % 7 Propofizione XLUI, Condannate . . Che farebbe, fe non'foffe fe non peccato weniale, y Lofendere coll’ impofizione di falfo delitto I’ autorita grande di quello, che detrac ,a fe molto nocina* a Propofiziont XLIV. Condannata > aug probabile , che non pecca mortalmente chi. impo- ne ad un'altra vn falfo delitto,per difendere 4 la fua giuftizia , C7 nore; efe quefto none probabile appena vi fara opinione probabile nella Teologia » | mf) Ico primieramente , che quello, 2 Mi che diceuano gli Aucori di que- Gey fte opinioni (delle quali la pri- ma fir di Bannez,¢la feconda di Giouanni della Croce , Lede(ma, & altri apud Dianam pe R. trat. 5 refol. 4.,¢ cid, che in efle fi cone danna,era, che fe Pietro huomo d’autorita _ mormorafte di Giouanni , 6 gli dicefle qualche goncumelia , potrebbe Giouanni addoffare qualche peccaco falfo.a Piecro, per ricuperare jn quefto modo la fua fama, 6 onore, ¢ che queftonon farebbe , fe non peccato veniales Ja qual dottrina fuori d'eflere pericolofiffima, non ha fondamento, ¢ G conuince facilmence; perche la bugia in cofa grauc é incrinfeca- ‘mente mala, ¢ peccato mortale, & in niua exfo coonefabile : Acqui l'imporre al profi- ‘mo vn falfo delitco , co’l quale s’accersi la fua aucorica, é bugia ia materia grane : Aduoque fara peccaco morale . 167. Dico per fecondo , che non fi coadaa- — fano le dorcriae , che ho riferito ac! Dialogo fats 8. cap. 4., che per via di compcolazione _ pofio addoflare al proflimo , che wormord di me. qualche delitco vero, con queito , che &j m¢zzo voico, per ricuiperare il mio ovore : Ve- dafiil luogo cicaco. La ragioac € , psrché la > condaonazione parla 4’ imporre delicco fallo, tlanoftra dostrina,é di manifeitare delitto TO. . 468. Dico per cerzo , che noo fi condanna te © ae 2 a = °. Propoftsiont XLUII.XLIV. Comdannates>. ©. 23.9 n€ meno J’opinione di Leffio, Valenza, & ale tri, che dicono effere lecito all’ Auoeato »6 reo inualidare il ceRimonio, ¢renderio fiecco manifeftando qualche delitto occulto , ma ves ro del talreRimonio.. Laragione ¢ ; perche l’opinioni condannate parlaao del delitto fale fo, ¢ quefta del vero.» 5 169. Mz hanno da concorrerui quattro condizionl, accié quefto fiz lecito : La prime, cheil teftimonio non fia violentaco, ma volons tario; La {econda, chs folo. G {coprino. que’ diferti , che conducomo ad infamare J'auto~ rica del ceRimonio : veg. che ¢ bugiardo, 6 che altre volce ¢ ftato fpergiuro , &c: La cerza, che non abbi alcro mezzo per difeaderfiil reo: La, quarca , che il daano , che, ha da feguire alce< ttimonio , per difcuoprirfi il fuo ditecto , fias ptoporzionato con quello deljreo , ¢ per dirlo in vaa parola, hada effere quelta ditcla cum moderamine inculpate tutele. [cd Filgueira fo- pta guetta propofizione fol. 19.2. §, Nibilomis nus, e §. Quares & ex illo Torrecilla dic fol, A49. concl. 4. te 130 &% fequentibus. Veda cio, che fopra quefto dico nella 2. part. della Pratic. trate 15+ Cap. 7. MN» B50 Propofizione KLV. Condannata paiaaet Dare il Temporale per lo Spirituale , non ¢fimoa nia, quando il Temporale non fi da comes prezzo , ma {ole come motino di conferire , fare lo Spirituale; 0 anche quando il Temes porale fia folo gratuita compenfazione per. lo Spirituale , 0 al. contrario. eran ‘hi Propofizione XLVI, Condannata +. Equcfto ha anche lyogo, benche il temporale fig principale motino di dare lo fpirituale angi benché fiail fine della Reffa.cofa fpirituale; di modo che quello ft flimi pik, che la cofa Spirituale. 170. Receda allo {piego di quefte Propofi- zioni, che roccano Ja materia della fimonia , la docerina di Caramuele nella Tcologia morale , lib. 2. 2,864. Si Scrip< tor ferupulofus fit (dice) nulla erit circunftantia ab boc contagio libera; fi autem aydentior , ipfius fimonia conceptus erit idea Platonica, vt dicitur, qua non reperitur in rebus: Sein tratare quefta materia fi procede {crupolofamente, non vi {ara cafo, che nou contratti colla fimonia ; ¢ f¢ lo Scritore fara animofo nelle fue opioioni, ridurra le fimonie 2 mere chimere , Gimiglianci all’ idee di Placone ; che non firicronano;¢€ per reftringere 1a coclufione , niuna inciampera acl peccaco di fimonia s Voglia Dio, che ia mare- ria canco mecafifica per la {peculatiua , ¢ 62060 peticolofa per la pratica, fappiamo fare nel mMezZ205 a ida = <= - ne me a a ee st eS

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