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it if Ni | Hi i on a Hy ——- ee al ne eannemnninnenniinae-oneaaie m3 a ae 236 Trattato X, Spiego delle Prop Condannate da Innocenzo XI. Propofizions XLI, Condannata . Come il danaro numevato fia pik preziofo del nus mevando ,e von vi fia alcuno , che non fiimi pid la pecunia prefente , che la futura , pud il creditore efigere dal mutuatario qualche co- fafuprafortem; e con quefto titolo feufarft dallvfura » "5p. Vppongo come cofa certa, che nel , S mutuo fi trasferifce il domicio dal foutnance oe] mutuacario. Confta dalla definizione de] mutuo riceuuta fra DD. quod ex mco fit tunm , come dico di fopra Trat. Jotaps §-%- 99+ , Suppongo per fecondo , che d’intrinfeca ra- gione del mutnoe, che i] mutvante refti prino per qualche tempo del danaro , 6 materia, che imprefia , 6 muna, _ Spppongo per terzo, che per quello, chee d'intrinfeca ragione del mutuo, non pud pren- derfi cofa alcnoa fupra fortem . ; 160. Da’ quali tre {uppofti ( che fono certi) s'inferifce la falfita dell’opinione condannata, Poiché , eficodo di ragione del mutuo reftar riuo de] danaro ,e Jenarfi dal {uo dominio; nonpotencch cavare alcun veile da quello, che é dinrrinfeca ragione del muino: Adnne gue il creditore non pud efigere ‘dal mutuata, rio cofa alcuna, folo per reftar privo del da- naro, che imprefla. L’ altro: perché niuno pud cauare veile da quello, che non é {uo : Ac. qui, il mntuo non é del mutuante , ma del mutwvatario per Ja translazione del dominic: ‘Adungue &c, | _ 461. Notifiperd , che non Gi condannano qui ’opinioni probabili,, che dicono , che per illucro ceflante, danno emergence , difficolea di ricuperare , & altri titoli, pofia i! mutwan- te efigere dal mutuatario qualche cofa , wlira fortem. Vedafi quello, che dico di fopray T rat. 7- Caps So part. 2. n. 100. 7 £94. Propofizione XLII. Condannata, Noné vfura, quando 8 efige qualche cofavitra fortem , come debito di beneuolenza , ¢ gra» titudine ; ma folo , quando s'efige come debito - diginftizia . 162. Vppongo , che I’vfura eff lucrum ex mutuo , € vn guadagno, che ficana dal contratto del mutuo. Voaé vfura manifefta , Palera palliaca. La manifefta € quella , che efprefamente fi contiene ne] mus tuo: v.g. quando Pierro imprefta a Giouanni cento reali con obbligo , che glie ne renda cen- to , ¢dieci. La palliata ¢ quella , che con ins ganno va involta in qualche altro contratto, come dico di fopra Trat. 7, cap.§. part, 2. num. 104. L’vfura pud effere mentale, ¢ pud elle reale. La mencalee , quando non fi mani fia cheriormente, n¢é con parole , o¢ conf goi, ma oell’interno ¢ J'animo di cavared qualche conrratto il guadagno v{uraticcio. L realeé , quando ve patro efprefio , 6 impli¢ to , manifeftato con parole, 6 fegni di ricené re qualche luero illecico nel contratco del m tno , din altro. Le alcre cofe {pectanci a que fta maccria ponno vederfi di fopra Trat.7. 5. p-2.per totam. Qui coccherd il neceff per l'inrelligenza di quefa Propofizione¢ dannata ;e¢nella 2. part. della Pratica Trat. ¥ Propofe 42. condannata, tocchero il neceflario per l'ineelligeoza d’altra Propofizione, ¢ fopra quefta materia condannd Papa Ale fandro VII. a 163. Dico primicramente, che il condar nato in quefta Propofizione, é i! dire , che) mutpante pud p2tcuire co’l muruacario , che giidia qualche cofa vitra fortem , per titolo diy gratitudine. Dottrina molco pregiudiciale ,€ contro ogni ginftizia; Perche ( anche dato, non conceffo ) che la gracirudine fia in qualche modo diragione del mucno, atcenca I’vmana conuenienza ,¢ buona corrifpondenza; il fare pero patto, 6 accordo,¢ fuora della ragio ne intrinfsca del mutuo : Adunque, vfura ; L’ale tro, perche quefto pacco, 6 onere , ben non fia acicolo di giuftizia, ma di gratituds ne, perd riguardo al ponto , sii cui faonog -fnomini da bene, € vincolo firectiffimo ; Phnomo d’onore fi pid conro dinon incorren Ja cacciad’iograco , che di cralafciar di pa i) debito di giuftizia; del che !'efperienza cide prova baftance , "a . 164. Dico per fecondo, che feclufo ogn patco non fara vfura, che il mucuance pel dal mutuatario , 6 abbia inrenzione d’eccitat lo a dargli ex mera gratia , > beneuolentia qual che cofa vltra fortem . Cosi fence cum Lumbié Torrecilla fopra quefta. Propofizione fale 284, 2.¢4. Perché qui folo fi condanna I’ehgel alcuna cola vitra fortem come debito dibs neuolenz2, il che € molto divyerfo dal {6 fperarlo , & averne defiderio , & inteazione . Da qui s'inferiice , che fe il mucuacario def al mutuance qualche cofa vitra fortem, non 6 me donuto adhuc uia gratitudinis, mafolo met gratis, non peccherebbe conrro quefta condatt nazione, né il mutuatario in darlo, od int cenerlo i] mucuancte , come effecto folo delk {plendidezza del inuruarario. a 165. Dico pcr cerzo; che né menoGi con danna lopinionc, che dicena, efler lecitoll mutuare con patco, di remutuo di prefeatet v.g. imprefta Giovanni ad Antonio cinquanté fcudi , pndaddimandar ad Antonio, che git remutni al prefente cinquanca mifure di fe menro. Cosi fenre il P, Torrecilla a ‘ Ole
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