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9 Petché io Hon hd mai pofto mano a pro- uate cofe alcuna contro di guefto s ma bensi contro la fentenza , che dice , effer lecito a’ fer- _ giilricompeofarfi , quando cosi lo giudica il - Confeffore dotto, € pio. & fe contro quefto qualche cofa, 6 nience prouano le mic ra- — gioni , lo conofcera chi confiderera il loro clo. ; 144. Scioglie il P. Torrecilla nel num. 58. Jeragioni, colle quali io nei num. 138. prouo jl mio afferro. Alla mia prima ragione rifpon- de, che niun feruo acconfente voloncariamen- te, che glifi dia minor falario del giufto , & ordinario , aimeno infimo . Er 4 quefto dico, che io non hd derto, fe confentino, 606 in quefto i ferni volontariamente ; il mio aflaaco fi, chein cafo , che accadefie, che foffero vio- Jentati i ferui, aucua luogo la compenfazione; ®eé cofa molto diuerfa il fatto 2ffoluto dal condizionato ; cofa molto diuerfa é dire: Ora €digiorno , che affermare : Se il Sole luce , fa- radi giorno : Adunque aleresi é€ cof molro diverfa , ! affermare : i ferui non acconfenrono, che fi dia Joro minor falario , che é queilo , che dice Torrecilla; chel’aff:rmare:in cafo, 6 _ {nppofizione , che conieatino, che € queilo, che dico io. Rifpondo per fecondo , che per lo fteflo ca- fo, che i fervi non fono violcotari a feruire, fapendo , che illoro falario € poco riguardo alcrauzglio , volontariamente acconfentono, cebe fi dia loro minor falario, Perché volonca- rio Eji d principio intrinfeco cognofcente fingula. Conofce il feruo la tenuita del fuo falario,e¢ confente di fervire fenza violenza: Adunque acconfente , che gli fi dia minor falario ; 6 pe’l meno deuce giudicarlo , ¢ prefamere cosi il dote ro , ¢ prudence Confeffore ; e confeguenctemen- te ,anco portando l'opinionc , che dice, non eflere condannata la ricompenfazione de’ ferui, _ quando lo giudicano per Iccico i Confefori; _ mon potranno ricompenfarfi, quando fenza _ vwiolenza acconfentono di feruire , conofcendo Ja cenuita del loro falario . Alla mia feconda ragione rifponde il dottif- fimo Torrecilla, dicendo , che, qnantunque Popinione, che io porto, ¢ che fiidi Soro, Nauarro , Villalobos , fi2 probabiliffina; ¢ pe- to anche probabile il contrario nei prefeare ¢afo. Io non impugno,, fc fia probabile, 6 no, lafcio, che lo confiderino i dorti a v fta della etnfura di Papa Innoceozo XI. 145. Dico per fecondo, che ; quando al feruo , 6 ferua non danno i Padroni |’alimento neceffario , per foitentarfi congruameare, poo~ no occultamente ricompenfarfi , ¢ pigliare il > peceffario peril loro .alimento: A quettaafitre __-zione iaclinail P.M, Lumbier obferu. 10. num 333+ quaatunque per if rimore della condan- Maziouc non s’ateenti rifolucruifi del rutto 3c Propofizione XX XVIII. Condannata? 233° fo Keflo timore parla Peruditiffimo P.Torre- cilla fopra queRta propofix, fub n. 29. §. Et io credo , in fine, nella prima impreffione ; fe bene di poi con Hozes, citando me, fi conformt fenza tiaiore alcunocolla mia aderzionc , nells fua feconda impreffione fol. 312. fub n. e. Io pero non auerci anuco fcrupolo alcuno fopra il cafo, fuppofto che l'alimento non fi deffe. fufficiente a’ ferui. Perché 1a propofiziones coodannata parla del {alario : Atqui co’l aome di falario non viene |’alimento : Aduaque &c. La minore confta dal modo comwne , co’l qua- le s'accordano , ¢ conducono i ferui , nel quale fi fuole paccuire del danaro , vefti, & altreco- fe;el'alimento fi fuppone come cofa gia ne. ceflariamence ftabilica. L’alero ; perché quan- tunque fi patcuifcal’alimento , ¢ quetlo venga co’'l nome di falario, deue inrenderfi dell’ali- mento seceflario: Adunque, quando il ne- ceflario mancafle , porra il {erao ricompen- farfi. Efi conferma: perché, fe il Padrone non pagafle al feruo il falario, per il quale s'accordo , € fenza dubbio, che porra il feruo occultamence pigliare quella porzione , che il padrone lafciaua di pagargli, fenza contrauc. nire a] Decreco di Sua Santica , come dice il R. P. Torrecilla voi fupr. n. 17, & ¢ cofa piana: Aduaque, anche , quando alferuo non fi defle Yalimento necefario; venghi queto, 6 a& Sub nomine ftipendi. I refto, che é neceffario faperfi circa la maceria della compenfazione, lafcio detto nel fercimo Comandamento Trat, 7+ Cap. 4+ part,J. num. O1. CF feqq. out pud | vederfi. ter Propofizione XXX VIII. Condannata : Non é alcuno obbligato: fotto pena di peccato mors tale a reftituive quello , che ba rubato per fure ~ ti piccoli, quantunque la fomma totale fia quanto ft voglia grande , 146. Ve cofe ponno confiderarfi alla materia de’ furti piccoli: I’'vna, é la colpa del furto, 6 prima. vfurpazione: Valera, éil peccaco dela ricen- zionc, 6 ommiffione della reftiruzione, E quan- tungue la ritenzione, vt plurimum, fia vane coatinuata vfurpazione; ¢ pzrd compatibile, che non vifia colpa in pigiiare l’alerni , ¢ che vi fia nella ricenzione; ¢ che i’ rfurpazioue fia peccato veniale , ¢ la ricenzione morcale, come fi vede in quello , che croud wna cofa, che nel prenderla non peccd ; € fe di poi siil padrone di quella, pecchera ia riceneria contro la di lui volonta: Ec in quello , che al Sarto oggi ha rubaco vn’ago , che non gli dé danno alcu- no ;perd dimani ,, per auet perfo gli aleri, che aveua, glicaufa danno norabile la mancanza del rubato ; ia quefto cafo_neli’yfurpazione fa . SS oe folo eas : =. Sree os = — ee oa = on —- A aes seasiai gee fe ee = 2 Sap eager = a

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