BCCPAM000545-3-09000000000000
i i " i! i} 1 234 TrattatoX. Spiego delle Props Condannate daTunocenzo XT. fe deve cenerfi in pracica, 6 no )matolo di- ciamo , che la decta fenteuza non ¢ contra lz cenfura d’Innocenzo fopra decta Propofizio- ne.37. contro diche niente pronano le ragionl allegate dal Correglia, vt ex fe eft manifeftw, Ne quello, che io dico nel detco numero 21. Sioppone alla gencralicd del numero 18. ma folo aflegao per proua deila conclufione voa cofa manifefia, per inferire, che non ¢ verifi- mile , che voglia Sua Sarita viecare al Con- feflore di cfaminare le dette compenfazioni , ¢ formar gindizio dell’cgualica fra il crauaglio, & il prezzo de’ ferui , come lo proibifce 4 que- fti, ¢ che fiavo giudici nella propria canfa . * Jmd: Quelli, che fondarono la detea fenren- za (della quale diciamo Lumbier, & io, che non ¢ comprefa nella decta cenfura ) rifponde- ranno alla prima ragione di Correglia , che» nion (ruc copfente volontariamence, clre gli fidia minor falario del giufto, & ordivario, almesoinfimo: & alla {econda diranno , che, febbcneopinione di Soro , Nausarco , Rebelo, Villalobos , & altri, é probabiliffima , c quella, che io fieguo ; egli per6 non coglie di mezzo, che fia il cootrario ppobabile in foro anima , rile petto del vcndicoré, ¢ migliore rifpecco al fer- uo nel prefencecaforFin gui ba detto T orrecilla, oF adeffoio. 3 Ras 140. Confefio, che n€ il detro Filgucira, né il R.P. Torrecilla afferifcono affolucamence, che i fervi poono ricompenfarfi, quando it Confeflore dotto, ¢ pio giudica efler !ecito; ma folo , che quello, che dicono, €, che que. flo non éconcra la condannazione d’Innocen- 20. Pero né meno io altro gl’imputo ; Poiché quello, che jo dicos ¢, che il dotto Filgucira inclina a giudicare , che folo fi condanna , che i ferui ,¢ le ferue ponno ricompenfarfi , quan- do cfli. ficfli gindicano , che il loro rrauaglio ecceda il falatio, che riceuono ; ma , che non fi condaana , che poflino ricompenfarfi, quan. do ll Confeflore pio , dotro , ¢ prudente gindi- ca; che il falario é poco rifpetto della feruitt,, Queti¢fono le parole formali, che io actribuif- co a Filgucira, come pud vederfi nel numero 137. Sed ficeft , che quefto fleffo dice Filgueira nelluogo, nel quale lo cito , doue dice: Sed licet bac omnia vera fint', bodieque indubitata, forfitam alicui non improbabile videtur, cm ego quoque Dottorum bhominum indicio fubmitto , non efJe contra cenfuram innocentianam , quod famuli, cr famule domeftice poffint’ occulté beris fais furri- pere ad compenfandam operam fuam,que e[t maior falario , quod recipinnt , dummodo banc mazorita- tem , & excefjum ( attende) ipfi non indicent , ipft non afliment , ipfidemam non libreut crc. Ldcircd attents circum{tancys perfonarum , negotiorum, la- boris > i étus , prudens, ac’pins in foro anime al iquam com- perfavionem Pententy permittere’, ut operas & @ falary porert aliquando Corfejfarius do» | es ij falavum in aquitate compjtant » Neti quali D role ,come € chiaro, inclina adire), chei fe ui ponno ticomptnfarfi, quando cosi lo gi diea il dotco,¢ pio Confeflore: Adunque noo attribuifco al docto Filgueira, eqfa, ch’e non dica, | a 141. Edaqui fi conofcerd euidsorement che né meno accribuifco al R. P. Torgecilla eg ja, ch’eglixnon dica; poithé quéllo ,cheig. affermo ¢y che Torrccilla flabililce per cons) clufoneil deccame di Pilgueira: dico , che dettame di Filgucira é inctioare a tie, che. non fi condasna , che podinoi feruicompen farfi, quando lo giadica lecito il Con efor dotto ,¢ pio: Aduaque dico, che Torrecill inclina a dire, clic nea fi condanna, che poll no i ferui ricompcafarfi, quando 14 giudi lecico il Confefiore doceo , ¢ pio. E the Tor recilla dica queito, lo confefla egli| tteffo it quello , che reta riftrico di fopra , ¢ n{! lunge ouc iolo cico auanti, come potra cletiog vorra. a 142. Hodetro anche , che Torrecil|a: ; pate fiegua, fol. 328.( ncila prima impriflione fub concl. 2, num, 24. la limitaziouc , cdlla qu le io proceggo !’opinione della ricompents zi, ne de’ ferui. E che quefto fia vero , confta dal le parole {eguenti, che dice detco Toirecills nel luogo cicaco ; ( ¢laltto , perché , come r fta detco nel fecondo fuppotto , é dortricia pias na, che farcbbe {enza dubbio corco i! Patrong al feruo in dargli minor {alario dell'i\fime Sed ficeft, che ex fuppofitione , che i} palltom facefle maniftiio agerauio al {eruo , al giude zio difiaterefato del dotco, pio , ¢ praieare Confeflore ; che il feruo, 6 per noo ritnduds re altrida feruire, 6 per alcri rifpetci , fittos uafle neceflicato a {ecuire detto Padrond; » v' jacerucnifle timore, violenza, rifpecti, preghi equiualentiad efla, 6 fimiglianti , ne pare verilimile, che voglia Sua Santira con danoare;che a quefto permetta il Confetlo nel foro della cofcienza rifarcira’del detto da no, & ingiafizia: Ergo &c,) Fin qud Torte cilla: VedaGi ora , fe queite parole pare {e¢ ua no la limicazione, colla quale io afferifco op nione della ricompenfazione de’ ferui. Ee ii P. Toxeecilla dica queite parole’, per inferite la {ua confeguenza , 6 per altra cofa , import poco , purche fi verifichi , che fono fue , clit iolo queilo , cht io gli attribuifco; Dal che conoice enideatemente , che né al dorto Fi gucira ,o¢ al R.v. Torrecilla afcriuo cola, cili non dicano . “a 143, Dice di pid il R.P, Torrecilla nel numa 37-tiferico , che ic mie ragioni nience prouane contro quello, che afferma , che la (entenza che permette la compeafazione a’ ferui , quaf do lo giudica il Coafeflore dotto, € pio, son & ¢oncro la cenfura d'lanocenzo ; Egueltoe a TO. ’
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz