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| Propofizions XXXV. Condannaca . bile, che ogni feto fia prino d’anima ignale, finché id nel ventre , e.che allora inci ad awerla, quando fi partorifce, ¢ conferuentemente ba da dirfi, che in niun _Vefia Propofizione cra vn’ame pliazione, & cftenfione dellas . precedence: perchée , fe quellas ae diceva , che per timore della morte , 6 infamia , era lecico procurare l’abor« fo auane] Vanimazione del feto ; ¢ fe quefta dice, che il fero non s’anima nel veutre della Madre , ff non al cempo , che nalce ; ne fiegue, che niun'aborco farebbe illecico, ¢fendouiil timore della morce, 6 infamia. Doccrioa fem- pre pid afforda , ¢ conrratia , non folo 2’ buo- ni coftumi, ma anche alla buonaragionc , & - atuttala Filofofia, Pro pofizione XXXVI, Condannata, EB’ permeffo il rubave non folo in neceffta efirema ma anche nella graue 333. ™% Ico in primo luogo, che in oc- ceflica eftrema é lecico il pigliare Valcrui: io che conueogono tuc- uiDoctori, In ncceffica grane ftimarono, che aleres} foffe lecico , Silueftro, Nauarro, & al- tri, checita, ¢ fiegue Diana p. 2. Trat.t7. refol.29. Ma quefta opinione é gia incollera- bile, & é quella, che qui formalmence fi con- dannx . 135. Dicoin fecondo inogo, che non refta condannata |’opinione, che con Molina, ¢ Bo- Naciia apporta Diana vbi fupr. refol. 3. che dictua , chejl Penitence , che per quaiche rem- po differifceil pagare i debici , auendo inten- zione di pagargli, ¢fenza decrimento , 6 dan- no del credicore, non pecca morcalmeate , ae glifiha da negare l’afloluzionc. La ragione €, perché lopinione condannata parlaua di _ bubare lalcrui, folo a ticolo di graue acceflica, equefta folo dice, che pud difcrirli il pagamen- to, quando /a dilazione non caula nocumenco alcredicore. _ 136. Da done s'inferifce , che a¢ meno refta Condannaca l'opivione , che di Nauarro , Aa- clo, Antonio, ¢ Piccro di Nawarra, riferifce . aes 3> Trat. 6. refol. 5. che dice , che _-Pudcfitr affoluro quello, che pocendo fubico _ ‘Teftituire cid, che deuce, non vuol fario, fenon : ae 4 poco, per qualche veile , che ne caua, _ #¢da quefto non ficgue al credicore norabile Manno; & il Confefore crede probabilincare, ‘She negandoglilafloluzione , mai, 6 oon con Faato eile refticuira. Notifi 'vna, ¢ Jalera Propoficioni XXXVsXXXVIe XXXVUL. CondMinaths 23 Opinione , che fono di moleo vtile da {crupoli i Confeffori , "# mnedolees® Del furco hé cractato di fopra di propofito nel feccimo Comandamento Trate7. cap. 4B della refticuzione nel cap. 4. dello Rela Tractas £95 6 Sele nece fica, che foufa dal reRicuires parlai pure aciliftefio luogo part. 9, 1. 90, ov pus vederfi, ve fhe : eon Propofizione XXXVI. Condannata .- Z Serui,eleSerue di cafa ponno occultamente pia Sliare a’ loro Padroni , per compenfare il lord trasaglio,che ftimano maggiore del falario, cbe riceuono » pofizione fol. 168 §. Sed licet , inclina: a giadicare, che folo fi ,condanna, che i ferui, ¢ le ferne ponno ricompenferty quando efli ftefli giudicano , cheil falario, che meritano , ecceda il falario, che riceuodos peroché aoa fi coudanna y che poffino ricoms peofarfi, quaado ii Confeffore pio , dotco,¢ prudeoce giudica , che il falario é poco rifpet~ co alla feruich ; Perché, dice, la Propofizione condaonata diceua, che potenano ricompens farfi, quando effi ftefli giudicafleroefer poco il loro ttipendio, facendofi giudici della loro caufa i proprij (ruiz Adunque non s’intende« ra, quando il Confeflore, che ¢ difinrereflaco, lo giudica, : 138, Io perd non affenticei a quefo,fe nd c& limitazione,che i ferui foflero violencati a{erui- re.Quefta limitazione pare,che fiegua il P/Tor~ recilla bic fol. 328. fub, concl, 1.0, 21; boachd nal num. 17. lafci pte coaclufione laferto di Filgucira afioluramente . La ragione per il noftro iatento é , pecché fcienti , & volenti nulle fit iniarias, Adungque, fe il feruo voloncaria< mente, e fenza alcuna violeaza. paccuifce di feruire a) fuo Padrone per canco ftipeadio, nom gli fa torco il Padrone io non darglidipids Laltro: oil ferao pnd crouare altro pane, no? S¢pud trouarlo, & il padroae, al quale ferue , come fuppongo, no’l violenraa ferairlo; Jo pigli,¢fe non vuole pigliarlo,. /ibiimputers Se aon croua di feruire ad alcri, éfegno, che v’é molticudine di ferni, ¢ pochi padroni,¢ er la paucica di quefti, & abboadanza di quelli , fi timano meno , come l'aleremercans zie; come dice, ¢ bene, Villalobos Tomi 2, della Somma T rat. t«difps 13.t. Ge > > 139. Il MR.P. Marcino di Torrecilla nella feconda imprefioue delle. fue Confulee Morgli fol, 320. dopo d'auer riferiro rutco il.derco.nel nu- mero $6. aggiupgue nel num. 57. ¢ 58. quello, 137: ] L Padre Filgueica fopra quefta Pros che fiegue, Rifpondo, che n¢ il dotco Filguci- ra, bé io difendiamo. detca fentenza ne’detti luoghi( ma che folio aftraiamo da quella , pi fe
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