BCCPAM000545-3-09000000000000
aah —‘T'rattato XSpiego delle Prop. Condannate da Innocenzo XI, 4 ‘1142, E* dimandato ad impreino ad yng: donna qualche maffarizia», che non pud :mpres ftares Ooperché achacfladi mefticri, 6 perché regionenolmepre dubica, che le fi-abbia a dete- riorare, O perchée : fe;simprefta, il marirola- gridera,, ¢ turbera con rumori fa cafe , Per quefto rifponde, non ho la tal maffariziz; hoe ra, accio quefta rifpofta non: fia bugia , bafta, ch’ejla-abbia intenzione di pronoociare quette parole ne! fenfo , 6 animo,, nel quaic i DD, ine fegnano ¢flere lecito » A’ Pietro, che sa yna cofa in fecreco nacn- rale , € dimandato d’efia ; rifponde , non so tal cofa; accid quefte vaci non fiano bugia, bafta, che egli concepifca nell’ animo intenzione di dirle in quel fenfo, nel quale i DD. infegnano, che lecigamencre ponno dirfi , 113. Bimanda ala moglie il marico , fe il figlio ¢ Raco a Mefla, O fe évfcico dicafa,d ha fatto quefto , 6 queft’akcro: ¢ la moglic, per enirare il difgufto , che ceme d'anere . fe rifpon- de all2 mence del marico, ¢ per {chivare diftur~ bi, rifponde, non é vicito di cafas per {culare di: bugia guefta rifpofta, fi ricerca folo, che Ja: moglie concepifca pell*acimo intenzione di pariare nel fenfo , nel quale i] Confeflore ’ha configiiaca, Onciquale dicongi DD, effer lew cito dirlo, Concluftone di tutto il detto - 114, Ompendio in quefto’ patagrafo @. tucra la: dorcring detea di fopra. ma Le refirizioni meacali fono con- dannate per bugia; ¢ fe vis’aggiunge giura- mento; per {pergiuro ; ¢:cosi ia niun cafo pon- no pratticarfi. Le reftrizzioni efterne non fos no bugie, nécondannace perrali. E reiiriz- zioni eferne fono, 6 quando ‘le parole ex fe, fono equiuoche , che hanno due tignificaci 56 quando le: fa ambigue la circoftanza delia per: fona , Vfficio , ironia ,entropelia, iperbole, 6 metafora, Sel’'amfbologie , che fi fanno con parole equinoche ex fe , 6 per le circoftanze , 6 per ic figure retoriche , fi vfano fenza alcuna acceflica , faranno peccaco veniale , non per ef- fere bugia, ma per effere contro il precetco affirmatino di manifeftare la-verica , quando non v’é caufa giufta di occulcarla ; beaché po- ca canfa bafti , accidche non fijao peccato ve- niale, v.g. il diuercimento , 6 ricreazione onefta &c.(pario feclufo i] dapno del terz0) ¢ fe» quefte amfibologie fono giurace , fe ¢ con n¢- ceilira, ¢ non v'é inginftizia , non fara peccaco alcuno ; fc fenza neceflica,, faranno due peccati vepiali, yno contro la verita4, che detca parla- re ingenuamente , ¢/’aitro contro la virca -delé la Religione, per giuraresfenza giudizio, Ma viare le parole, che néexife’, ne ex.circunflantys, né ex figuris retboricis,, fone ambigue, €bagias efe vi Siaggiucge g:vramenco ,. fara fpergtit £ peccato mortals . : q Propofizione XXVIII; Condannatay eLuello, che é promoffo al Magiftrato }d Vi _ pubblico, mediante qualche raccorsandag ne, 0 regalo, potrad con refivizzione me tale dare il giuramento, che d° ordinedél) fuole efigerfi da tali, non anendo riguai alfintenzione dell’efigente, perché ninno®) bligato 4 manifeftare il peccato occult, ~ ¥15. Vella Propofizione, come ¢ Lumbier nella {piegazione latin ' obferus 3.0, 247, folo viene efiere come vn’ clemplare delice due propo zionj anrécedenti: cos} in quefta , come que}l’altre folo fi prohibifce I'vfare ’'amfibolog puramente meacale, non perd |'efterna , com co'l medemo Lumbier , dice il Padre Torreeé bic fol. 363. num. 273. o'feq], “a 116. Da que(ta dortriaa, ¢ dalla riferi nella conclufione fefta dello fpi¢go ancecedei s‘inferifce , che psr non infamare fe edo pon quello, che confegni con donaciui , et ct mandazionil’Vfficio , 6 Migiftraro , rifpood re, © giurare, occuleagndo la verica com metal re, O ¢quivochi, poiche la acceffica vrgentel lecica la metafora , eVequiuoco; mafen a nifeftare la vcricdnon hauefle da ridondar Notabile jafamia, per all’ora non faicbbe lecnt FRR ee Propofizione XXIX. condannatay 4 La Panravrgente, graue écanfa ginfla di fimula Famminiftrazione de’ Sacrqamenti » ie "TY Ico in primo luogo, che que diceua quefta Propofizione, 4 che fe va Eretico minacciaua Sacerdc re Catolico che fe «6 confacravata i! pane , quale ava ia vna piazza’, I’ aueret ammazzato ; che in quetto cafo poteus 9 cerdore dire le parole della confacrazion fenza intenzione di confacrare ; il che era mulare if Sacramentoze quefto ¢, che gt condanna; come alcresi il dire, cle al pe tente mal difpofto, che minaccia 1a* mot Confeflore , fe non Pafolue, pud anchei Ct feflore dire le parole dell’ adoluzione,{tnze renzioned’affolucre , é anche ilcafo , dei g us parla lacondancazione, Ege neralmenice © fimulazione ne’ Sacramenti; cio¢, apple la~ forma feaza [egitima incenzione, 10) dannaro. : a 118. Da’ quis’ ioferifce , che fe var hgh minacciata da'fuo Padre, 6 alrro di more d@’ alrro grave danno , fe non fi matita , 00) a leilecico a’ atdare corans Parocho , Ct it ee a COare eee ed Sen RR er aaa ae lala ad ’ 4 rea
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz