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wfibile , 6 efterna ? Rifpondo , che ae & iaraincelligenza di quefte reftriz- re , dene anuertirfi, che vi fono pa- the ex fe, cioe , che fignificano mol- hg. quefta voce, Cane , € equiuoca al fire, marino ,¢ celefte: quefta voce, yuinoca , ¢ Gignifica la libra, 6 bilan- quale fi pefano le cofe, & il {egno di guetta voce , proprio, che fignifica, céproprio d'vnapetrfona, & anche erfona: v.g. fi dimanda ad vo Relj. , feil Breniario , che ha , ¢ quello , che gli sto? Rifpoode , non € il proprio. Quetta | equiuoca; poiché pud (igsiticare, ofteflo datcgli per auaati, ¢ pud » che non v’ha dominio, 0 pro. ci foo equiuoche per ragione del- > che le prononzia : v.g. i] Coafeflo- rrogaco fe sa, che Piccro abbi ruba~ orcali, il che sd in Confeflione, 80; Quefta rifpofta fignifica fe. in nian modolosi; ma la cir- terrogato la fa equivoca , e che s6 ia forma, che pofli dirlo. tole fa cquiuoche la Politica, Ironia, | &c. altre il modo d’interrogare, ——- Terza Conclufione. te Sy : ‘ & Ico per cerzo, che I’vfare 'amfi. bologia , quando le parole fono equiuoche , & hanno due (enfi, ‘€meutire, né écondannato per tale , Sic es, ¢con lui Torrecilla bic; & altri, che lo cita fol. 344. regul. a. num.116. Efi at perché mentire, é , quando Ie parole fi conformano colla mente: Acqui quello, parla con amfbologia equivoca, conforma tla mente le fue parole: Aducque noo men- ce. La minore fi proua con queft’ clempics mi s'‘addimanda, fe Anconio é ia cafa mia, done io ho yuapiccura di decto Anconio, e¢ ifpondo , che si, che € in cafa , incendendo io pistura ; qui non é bugia, perche la mia int¢nde di Aatonio dipinco , ¢ le mie pa- lo fignificano , per eflere quefta voce , Ao- 10, Comune’ a Antonio vero, ¢ dipincor ungue ocll’amfibologia equiucca v’¢ con- parole colla mente : Dasgque non Dal che s'inferifce , che le rali amfibo« }¢quiuoche ex fe, fe fi dicono coa giura- 9; hon faranno in alcun modo peccata, te lanceeifira , ¢ giuftizia , che de. ecrfariamence accompagaaslo, accid fialccico; eche, fe firdicono fenza necefica, fata peccato veniale. Perché, quando al gius ramento non manca la veritd, ne Ja giuttizia, ina folola difcrezione , 6 nece Mita s folo é pec» cato veniale: Acqui nell’ amfbdologia equiua- canon manca la verita, come hd derto, née la giuftizia, come {uppongo: Adungque , fe mans Cala neceffica, fara folo peccaco veniale. 86. Sioferifce di pid , che fe Piecro é cerca> to acafa; la moglie, 6 figlio, 6 feruo (fe pre. me occuleare, che fia in cafa ) ponno rifponde~ re fenzameatire , che Pietro é vicico di cala, € per rend:rlo pid credibile , fe € necefario , giue Tarlo , perche quette parole , ¢ v/cito di cafa, fo. nO equiuoche , ¢ fignificano , che Pietro é v{ci- to dicafa 6 poco fa, 6 molco tempo auanti: Adungue intendendo fignificare con effz , che molto cempo f% é'vicico di cafa, non fara bu- gia, benche alias chi fente, singanni, iacens dendo per cife , che Pierro accualmence crouati fuori dicafa, Quarta Conclufione . 87," Ico per quarto , che non é bugia, né condannato, come tale, vfare Fr parole amfibologiche , che, 610 ftaco aciia Perfona , 6 lacircottaaza delcem= po, Oluogo, 6 il modo di dimandare fanno ambigue : cosi tiene con Moya , Sanchez , Ho- z2¢s, Torrecilla, ubi fup. regul. 2. n. 739. Si pto- ua collaragione medema, colla qualefi fora prouace le ducconclufioni precedcari, ¢ fi dis chiara con vn’efempio . ETS itge se S'addimanda ad vo’ Inquificore, fe ¢ cadato pel {uo Tribunale Folano: Al Medico, 6 Chi- rurgo, fe la femina, che curano, é inferma, per efiere ftaca Rupraca; Al Cuftode de’ campi, fe inuigila,¢ liguarda, Ponno cutti rifponde. re aflolutameate, che nol fanno: perché la cir’ coftanza della perfona da ambiguita alle pa~ role, ¢ quelio, aon sd, che provunziato da al- tra prrfona comuce fignifica, che in niun mo- do lo $4 , proaunziato dall’Ioquificore , Medi. co, Chirurgo &c. figaifica, no’l s6.di manitra, che pofia ditlo. ie Ad vo Mercatance s'addimanda , quanto gli’ € coitaca la cal mercauzia ; eficadogli coftaca atto , rifponds, che gliécoltaca dieci, inren- dendo, colle {pefe del porco , 6 vaica ad alcre’ mercanzic: quctto non meatifce , perché per lz circoftanza del {uo meftiere, che ha bifogao, che ficeli in imiglianci cali la veritd , ¢quiuo~ ca la rifpofe, . 88. Lacerroga ii Gindice il ceRimonio, dil reo , non offeruando l’ordine giudiciale , 6 noa aucodo femipiena prona, 6 ia qualGuoglig de’cafi, ne’qualiil ceftimonio , 6 reo pud leci- tameote cacere la verica ; ponno rifpondece, che non fanno di cal delicto , né ilreo, che 'ha : , FE 0M Propofixioni XXVI. eXXV 11. Condaunate>~ /22%

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