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Pen incriafecamente malo, ¢ non a io condanonerlo. Solo parla la con- dannazione de! pacricidio , che cafualmence, ¥ ¢ fuecefle nell'ybbriachezza; et etadioe. rhe » dopo, che il figlio ¢ v{iciro dal Ierargo del vino, pno compiacerG, & autr gufte de! eg “eg per I) emolu- mento remporaie dejl’ eredica , acquiftaca per 3 - “0, an ches' inferifce , che fe la compiaceo- ga acl Parricidio fofle, nen per V eredicad , ma per alcro motivo , ranco ftimabile , gnenco la vita dél Padres come ne’caG, _ siferici nella PropoGzione aarecedeore conclu- fione feconda ; non farcbbe pgccaco s-né cal cofa ficondanna, _ Sinferifce per fecondo , cheilrallegearG del fa morce canfata inco)pabilmente nell’ ybbriac- che2za, 6 {onno , quando -il morro non € Pa~ dee, non fi condanoa in quefta Propofizione; — Quancangue fia befkancemeoce condaanar | ella Propofizione 3. 88 -§8, Dico per fecondo , che n¢ meno ficon-. danaa \opinione , cht con Paludano , & alti,» tiene Sanchez nella Somma lib, 1, cap, -nau-16. che it compiacerfi della erafgrefsione del pree ctcco ymano, che-¢ ¢feare dicolpa per |'ina- _-nertenza,® ignoraoza, Bon ¢ peccaco svg, _ quello, che fenza ricordarfi , che era Venerdi, mangid wna pernice , nan -pecca, beoche di poi auvercendo , ch’era giorno proibito , gode diauce mangieto la peeuice’, 900 ia guacro. proibica dalla Chiefa,, ma in quanto veile per jlcorpo. Perché lopinjone condannata, n¢ pitla di guefto cafo, n¢ per identica di ragio- ne pud etteadervifi. L dhe eh Propofizione XVI. Condannaca , Non fi lima, che la Fede cada fotte precetto {peciae 6 dese che per fe miri a quello . _ - Propofizione XVII. Coodannara, _ -f bafteuole nel decorfo-dellg vita fare va fof b> volta Vattodi Fedey FD Ico ia primo luogo , che ip que- = fie due opinionj, beached fi con- ee danna ji) dire, che il prececco della Fede non obbliga per fe; o che folo ob- _ bliga vna volea io visa 5 000 fi decermina pero, _ geando obblighi guetio prececto ; ¢ cosi retta- _-RO oggicolls loro probabilica l’opinioni_, ch’ _ $faani prima circa al quando obbiighi quetto ‘ i Bie Be, PERCE. ; «= 60. Etha da dirG , che obbliga per fe ogai ANNO ng volta, come hd detco dell’ atro d’ anor di neilo fpiego della Propof. 5-66. Sheacoalae a kpnies obferu, G, te 32. | Obbliga anche per {¢ !’'acco di Fede , quando ll Tafedele fi propone batteuolmence 5 & al ah Propofizione XVI. XV 1 Ie XV 11] Comdannates °° ran. Criftiano 2 che arriua all'vfo della ragione ,¢ (¢. sili {piegano i Mi'terij della Bade. Sic Torres Cilla. seat. 8. fsb conclt, 2 te Qe ¢ 10 fol. 4qte. Et aunerte molto bene jl decto P, Torregilla. nde Che comuncmence quello, che rictuci. Sacramenci, 6 eferciza. quaiche virid {oprana-. turale, compifce bafteuolmeare 4 gucfo pre. certo. ? pia sales Gi, Dico per fecondo, che quentunques quefta condannazione non parla fe fiz, 6 00 asceflario fare Vatto.di Fede , quando fi ricene il Sacramenro della Penitcaza ; cid non oftance £ neceflatio faruil’atco di Bede ; Pecche n00 G pud andare aj Sacramento della Peoirenza fen. za dolore de’peccati quefto dolore noa ¢ com- pecibile , feuza che wipreceda l'a:co di Fede, come dice Tortecilla vbi fup.n. g. Adunques hoa pud dtgaamencericeucrg il Sacramento della Penicenza {enz’acto di Fede , ¢o'l quale G creda, che Dio pno pérdonare i peccati ; Vero € che l’acto di Fede (ta inclufo neli’accrizione, © conrrizions 5-come fi dita al finedigquetta Trantaco 253+... : Pee . ) Propofizione X VIL. Condannate we aie Confeflare. ingenuamente la Fede. quando alcung. we interrogazo per pubblica.awtorita, le tengo per cofa, che ridonda in Gloyja di Dio., € defer, la lef Fede; per) ik tacere no'l coudaunay Per cofa di fua natura peccaminofay. 62. Vppongo,, che il preceteo della Fede My aflirmacino, noo. folo. obbiiga a / credereifuoi Mifcrij isceriormene fe, ma anche a confeflarli eftcriormeare , quaa- co. fofle accellario.;.¢ che il prie.tro pega- tino non folo obbligz a non credere cola alcuna contro 1a Fede inccriormence; ma aache a non ocgarla ¢hteriormenre; gueito come ote garivo obbliga femper, & pro femper; \'altro ho 2 . ein ~ Dico in prime luogo , che ii condanpato io quefta opisione, ¢€ il dire , che , fe ad vn Carco- lico ¢ addimandaco dal Giudice, Magifraco, 6 alera perfona Pubblica , fe egli¢ Caccolico , 6 n6,fe la noftra Religione ¢ la vera; pud raccre; poiché deus allora confeflare , ¢ profeflarc efte- rigrmence la Fede, benche fia con psricolo de|- Ja vica , Ma fe quello , che inrerroga, ¢ qual- che huomo privato , benché gon poffa ne« gerGi la Bede ; pero fi pud cacere, 6 rilpoadere, chi gli da quefta ancorira? 6 che gl’ imporca,jl faperlo? verch¢ la propofizioae condapnaca, ut ex ea patet, aon parla , quando quell , che addimanda, ¢ perfona privaca, ms quagdor pubbiica . aeedore £1162 ofpt ois 63. Dico perfecondo, che aon fi. condanns ‘opinione , che dice : effere lecito al Cattolico, nalcoaderG ¢ fuggire, accid il Giadicg Firanno ' noo
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