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112 | “Slo latercera ‘della Propofizione in tucco rigo- re , paia che folo fara peccato yenigle in vired di quefto Decreco d’lanocenzo fernirfi della. Propofizione condaonata-, ¢ praticatla ; poi- ché quello, che Ja pratice , penfando che fia peccato yeniale , no'l gindica per lecico.; io pero flit , che quefto abbia “da regolardi {¢- condo Ja materia conteouta nella Propofizios in ne condannata 3¢ fe la materia€ grauc hada \ dirfi , che quel non ¢ft illicitym &c, $i condaonj come cola graue; ¢ i¢ € legeiera, come leg- ; icra ;€ fe Ccapace di leggicra , 6-graue col- iH pa, fidichiasj, fecondo fara Ja crafgreffione, Hh grane, 6 leggitra: i vip. nella £. Propofiz.dice: i Non eft illicitum jn. ‘conferendis: Satvamentis , &c. i Come che guetta materia € graue ,quello , che i prsricbere r opinione probabile laigiaca las cura jo maceria de’'Sacramenti , ha da dirG i, Pea ——— et che io virta di we Decrero peocherd more ; talmente. Lo fteffo accade nella Propof, 30, iy che dice: Pud lecitamente 'byomo onorato an- a maz are Pagereffore , coe, guefto fi condaona dj i. _ peecato morale, y per eflere la fua maceria gras ii ue. Lofiefio fi dice nella Propofiz. 34.dell” 4° _aborro, & in alere . i | “Alere Propofizionj vi fono, che conrengo- / po materia di pecearo'yeniale , ‘cone ¢ la pro- y fiz. 8. che parla deija golofira , ela g:, che alee dell ‘w{o dehmatrimonig per folo dilecco; HH” »& ia queReil dire, non 2 peccaro , ¢ fenzacolpa, gc. fifalua, affermando , che fara peccato -weniale. Ve pe fono alere capaci di materia ~ 24. , che parla de! gipramenro fatto fenz’ ani- mo digiprare :14 propofiz. 36. che cracca del parla della compenfazione de’ ferni: ¢ quette r? materje ponno effere ¢ graui, ¢ leggieri fecoq- } do la roba poca, 6 mojca » che fiprende; & io f quefic, f¢ la materia rubaca fara grane fi di- -gbiara per morrale il furto fatto in graut ne- - ecflitas ¢ fc leggicra per |peccato veaiale, E la ragioue di quctto ¢ 3 perche , come dice Ja Legge Civile, Legis wae magis «ft attendenda, quam verba, L, Scie leges ff. de Legrbus » £. Non alter fade legat. Perché ia legge , ¢ la fua meo- ce fixepotano per vna cofa fella : Lex enim, & } legis mens idem fant. Surd. decif. 43+ NUM. 90. #) . Adunque » ¢fiendo grauc la materia della Pro- pohzione condaomata , Sua Santicd la cotidan- Lacome graue ; poiche ii Legislacori, fecondo ‘la maceria delic Ieggi , acerefcono , 6 minuif- .cono I’cbbligo: Adunque, efiendo | la meore - dei Legislacore »¢Gella Legge , di condannare ne ja materia graue, come talc ; beache nel ri- "a gor delice parole poflino pigliarfi alcce inter. “precazioni , non deue arcenderfi adcfe. L’al- na tro 5, psrche lex dilpoacre non dicitur illad, hi ~qued piziiuponic , leg, ex fallo, int, ff de ba- ie, “Ted. inftity Surdo dec}. 1954 m. 8. Adunque fap. T rattato X. Spiego delle Prop: Condannate da I nnocenzo XI, 4 ograue, ¢ leggiera, come fono Ig Propofizione, | ‘fo in graue ceceffica: € la propoliz. 37-che ih aly che il cr aferedire wna maceria 2 € peccato morcale, benché Sua Sau a Vefprina: come cale, perchée lo fuppe Ma da ifcendetf , che Jo condanna come] cato morale : Il che h6 voluco aotare , ag non fi dia lnogoa caliinterprecazionj di qui Decreté , che poco , 2 poco ritoraaho le quati al vermiae , in Cuitrano prima , Propofizione t. Condannata, Non illecito nell'amminifirazione de’ Sacraye Seguire Popinione probabile circa ili lore , lafciando la pid ficura. , fe no'lf feellategge, it patto , 0 ipericolo d’incor grane danno. E per queite della fentenzapp ‘pabile folo non pud feruirf nella i) del Battéfino , Ordine Sacerdotale,02 “agen Ora, che Ja feconda parte cm Propofizione , che dice; E pera non pud feruirfi Gc. la) ponta coat po diligenzs tl Reuereado Padre Fr. gman dejla Concezione Trat. de Penitent. difp.2.9 5m, 108. e'gli piace pid, che fj dica we qui folamente deye lafcigre di feryirfene Pe. il noftro modo di parlare approuaao il Lie tisto Prado,& il doco Fijggeira, Ma effere queita cofz di pdco inomento, la {cio : 00 lafcis rd perd di fodisfire di pail fai proprij laoghi ad aicace Jadiczioni ¥ il decto Padre E nanucie mi fr; ¢aqn go; tutte, con baltance giafificazione nella | ftanza ,¢ cel modo: Sed tempus ogre : dum venit 8. Suppongo ,che vi fono Sacramenth vini, & alcri Sacramenci de’ morci: Dev fono la Confermazioge, Néncariftia, red r Ettrema Yaziooe, & il Matrimonio: Sic mano de’ viui,, perché qiclig > che li rie dene eflere vino alla grazia, per riceueri gnamence, Sacrameqci de* morti fono ilif tefimo, la Penitenza; Chiamaafi de* a it perche di faa aacura farono infticuici pe } vira fpiricuale zilaaima mora per la ¢ 9 Come ponno i Sacraments de’morci caut feconda grazia per accidens, ¢ come quei pi ponno caufarcla prima graziz , lo (pit to nella 2. Pare. delic Confereaz. Trat. 4 Sacramencis ia genere, Vi fono aache $ meoti , che {ono necetarij di neceffira dim 20 ptr faluard , come ¢ il Baccefimo pr il Bt caco originale, ela Pevircozg per qaeills hanno commeifo peccato morale atcuale « tri fono uecefarij di negeffica di precett a me l'Eacariftia , 'Sirema Vozionein per dimérte, ¢ la Confermazioae iq opiuteo comune, Altrioon fono neceffarij née celica Gi mezzo, n¢é di pecceta de

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